UNA MONTAGNA CHE CORRE ALLE ELEZIONI

Claudio Gaggini
Claudio Gaggini

MONTAGNA. Sono stato residente in Montagna dal 1976 al 1997 e ne sono stato contento. Quando mi chiedevano “di dove ero” rispondevo di essere residente a Piteglio e di provenienza leccese. Sono nato a Pistoia ma non ho mai detto che ero pistoiese. Tutt’oggi continuo a dire di essere leccese per parte di padre. Vi chiederete perché ed io ve lo dico: non sopporto Pistoia e chi negli anni l’ha rappresentata.

Pistoia è bella: peccato che ci abitino i pistoiesi. Ovviamente ciascuno è libero di dire (ed io non lo querelerò…): ma chi se ne frega del tuo vissuto! Ho anticipato queste brevi righe per giustificare la mia “incursione” nelle liste presentate in Montagna per dire che scorrendo i nomi dei candidati a Sindaco – con riguardo ai Comuni di Cutigliano e Piteglio – sono contento della mia lontana scelta di residenza di allora perché la competizione che si preannuncia vede in lizza candidati di spessore e di qualità e, paradossalmente, chiunque vincerà troverà una opposizione altrettanto valida e di qualità.

Luca Marmo
Luca Marmo

Se vi sembra poco, valutatelo voi, ma comunque considerate che i montanini hanno saputo esprimere persone valide e amanti del territorio ed è una base ottima per ripartire dopo le scellerate gestioni che di fatto facevano capo alla Comunità Montana e alle competenze che essa aveva e che così male ha esercitato.

Dire che – a parte la non felice gestione Ceccarelli – questo ente è sempre stato in mano alla sinistra, potrebbe apparire indebita propaganda e pertanto non lo dico. Ma lo scrivo.

Prendere atto che i vecchi tromboni della politica montana non compaiono nelle varie liste, allarga il cuore e fa ben sperare per il domani perché fa presupporre che si vorrà andare ad incidere, una volta per tutte, sulle responsabilità politiche che hanno partorito nel tempo questo disastro.

Non si può creare un futuro senza avere la piena certezza della volontà di svelare gli errori commessi e la determinazione a non ripeterli. Certo qualcuno potrà affermare che tutte le liste si presentano come civiche ma di civico, almeno stando alle presentazioni ufficiali, hanno ben poco: sarà un interessante argomento di riflessione per il cittadino elettore quando dovrà votare non facendo in alcun modo l’errore di votare un candidato che vanti conoscenze ed appoggi.

Tommaso Braccesi
Tommaso Braccesi

Penso che la Montagna, a proprie spese, abbia compreso che non di “badanti” politici ha bisogno, ma solo della sua bastevole forza che potrà essere dirompente solo se finalizzata a comuni obiettivi.

Dunque, Unione dei Comuni o Comune Unico, al momento, sono solo un falso problema che si porrà al termine delle elezioni e che potrà essere affrontato istituendo magari un referendum deliberativo senza quorum per favorire l’effettiva partecipazione del cittadino a scelte che avranno ripercussioni nel lungo e lunghissimo periodo.
Nell’attesa di leggere i vari programmi elettorali che sono generalmente un libro dei sogni, vorrei dire qualcosa anche sul Comune di Abetone, il famoso condominio di 760 abitanti: ma non saprei proprio cosa aggiungere, perché per parlare dell’Abetone bisogna essere azionisti – e io non posseggo azioni di nulla…
Buon fine-giornata a tutti!

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