Un video pubblicato su «Aria Nuova a Poggio a Caiano» mostra erba alta, rifiuti e piante secche davanti al museo dedicato ad Ardengo Soffici. «Una questione di rispetto e dignità», scrivono i cittadini, mentre il Comune celebrava l’anniversario della morte dell’artista
POGGIO A CAIANO. Mentre nella mattina del 19 agosto l’amministrazione comunale rendeva omaggio ad Ardengo Soffici nel giorno dell’anniversario della sua morte, sui social rimbalzava una denuncia che ha colpito molti cittadini: lo stato di incuria dell’ingresso del Museo Soffici e del ’900 italiano.
Sul gruppo Facebook «Aria Nuova a Poggio a Caiano» è stato pubblicato un video che documenta l’esterno della struttura: erba alta, rifiuti, sporcizia, piante completamente secche. «Più che l’ingresso di un museo, in alcuni punti sembra purtroppo la scena di un film horror», si legge nel post, accompagnato da immagini che non lasciano spazio a interpretazioni.
La denuncia arriva proprio all’indomani delle celebrazioni ufficiali. Il vicesindaco e assessore alla cultura Diletta Bresci, insieme agli assessori Piero Baroncelli e Leonardo Mastropieri e alla direttrice del museo Giovanna Uzzani, si era recato al cimitero comunale per deporre una composizione floreale sulla tomba dell’artista, ricordando la sua figura e annunciando la grande mostra dedicata al mito francescano che sarà inaugurata a dicembre.
Un omaggio sentito, ma che secondo molti cittadini stride con le condizioni dell’ingresso del museo. «Al di là delle celebrazioni e delle mostre, credo sia soprattutto una questione di rispetto e dignità: per Soffici, per i suoi eredi, per i visitatori e per tutta la comunità», prosegue il post. «Le fotografie parlano da sole».
Il contrasto è evidente: da una parte la volontà istituzionale di valorizzare Soffici attraverso iniziative culturali di rilievo; dall’altra un luogo simbolico che appare trascurato, proprio dove il pubblico dovrebbe essere accolto e accompagnato alla scoperta dell’eredità artistica del maestro.
La denuncia social riapre così il tema della cura degli spazi culturali, soprattutto quando dedicati a figure centrali della storia artistica del territorio. Un richiamo che molti cittadini sperano possa tradursi in un intervento rapido e concreto, affinché l’ingresso del Museo Soffici torni a essere all’altezza del nome che porta.


























