piRandellate. GIORNALISTI ALLA RANUCCI? L’IMPORTANTE È CHE TU CIUCCI


Il vero giornalismo è una fede feroce, non come quella plastificata e duttile dei cattolici e dei magistrati dell’Anm, ma più simile a quella di un Cristo nel Vangelo di Matteo (10, 34) mentre dice: «Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada»…


Un organismo di sorveglianza così somiglia, in tutto e per tutto, a un caporale di Puglia

PRIMA CHE IL GALLO CANTI

SCAPPANO TUTTI QUANTI?


Fin troppo spesso soltanto quella che fa comodo

 

Le parole di Montanelli che Linea Libera riporta orgogliosamente nella sua testata, sono significative: «Il giornalismo lo si fa per il giornalismo, per piacere di farlo. E difficile farlo bene, a volte e anche pericoloso. Il bello di questo mestiere è che si affronta un esame ogni giorno».

Ma la maggior parte dei giornalisti di oggi (quelli ordinati, allineati e coperti, intendo), è un popolo di negri importato da scafisti ideologicamente modificati, che riversano gente affamata nelle redazioni per lasciare bella accesa la guerra fra poveri che si sgambettano reciprocamente.

Nelle redazioni i novelli piccoli scrivani fiorentini imparano l’umiliazione di un compenso non dissimile da quello dei negri che raccolgono pomodori come quelli sfruttati dalla caporalanza progressista-accoglientista.

È così, cari lettori. È proprio l’ordine costituito di Carlo Bartoli & C. a calpestare e malmenare la schiera degli schiavi destinati a lavorare senza sosta per una pagnotta nemmen di grano, ma di vile panìco.

È l’ordine (che Dio ce ne scampi) «delle giornalistE e dei GiornalistI» come il conformismo più retrivo e addomesticato alla sinistra fa scrivere sulle certificazioni di avvenuto aggiornamento deontologico; un obbligo che altro non è che una ribollita di cazzate ripetute all’infinito al popolo dei paria per lessargli il cervello. Non si insegna a pensare, ma a non pensare.

A livello personale mi fa letteralmente schifo il solo immaginare che la pletora dei ciuchi da soma che lavorano per i maghi pagatissimi dell’organigramma ordinistico, s’accascia a terra, pronta a mettersi culallària dinanzi alle guide supreme stile-Mojtaba, per testimoniare (anche a costo del proprio sangue) che il vero progresso consiste nel totalitarismo del pensiero unico.

Gli uomini, solitamente, sanno lamentarsi. E lì si fermano, perché se c’è da dare testimonianza, trovano ogni scusa per non esporsi

Dal 68 a oggi la sinistra ha creato un popolo di castrati cerebrali bravi-buoni e un po’ coglioni come quei cani che si lasciano accarezzare la testa perché non ricordano più che il loro capostipite, il lupo, non è nato per obbedire sempre e comunque, ma anche (e meno male!) per azzannare.

Le autorità costituite hanno troncato – e continuano a farlo ancora – la libertà di pensiero del popolo.

Così l’orgoglio è stato spostato dalla consapevolezza di essere esseri umani capaci di alzare gli occhi al cielo e alle stelle, come diceva Leonardo da Vinci; alle sfilate carnevalizie dei gay in cui alla libertà di pensiero si è preferito esibire le mele del culo gnùde.

Linea Libera è tornata dopo tante tantissime difficoltà, ma è stata (grazie all’impegno nefando di magistrati compravenduti e scorretti) rovinata da quell’alone di smerdacciatura che, attraverso il potere dell’arbitrio garantito dalla certezza di non dover mai rendere conto e ragione a nessuno, convince i deboli e i fragili spingendoli a credere che lottare per la libertà, come fa questo giornale, sia una vergogna; e che perciò occorra essere tutti dei bravi bambini che si tengono per la manina in un girotondo di felicità e di amore. Salvo poi far pagare la benzina più di due euro al litro.

Sinistra e cattolicato confusi insieme hanno sbiancato le coscienze della gente. E gli unici a provare vergogna di pensare sono stati, alla fine, i deboli che accettano il pensiero unico dei bravi bambini obbedienti.

Non di rado è più facile per un laico essere cristiano, che per un cattolico essere giusto. Guardate cos’è l’Italia…

Non vergognatevi di pensare con il vostro cervello! E non temete che la vostra immagine sia offuscata dal fatto che scrivete su Linea Libera, o seguite il giornale maledetto dai magistrati della sopraffazione giudiziaria e del NO alla riforma della giustizia!

Fàtelo, in primo luogo perché pensare e riflettere non è assoluta certezza di delinquenza al pari di quella di magistrati che adoperano il potere come una mazza chiodata.

Fàtelo, in secondo luogo perché, se questo fosse vero, quel Gesù che che si prega con tanto fervore nelle chiese, sarebbe solo un povero coglione.

Ma soprattutto, chi teme di diffondere ciò che crede e pensa, e di raccontare a tutti, senza paura, tutto ciò che ha visto con i propri occhi, è il primo ad aprire le porte al nuovo fascismo dei lobotomizzati.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
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checché ne dicano i magistrati della città di Vanni Fucci


Dove lo trovate, nella Toscana della felicità per legge di Eugenio Giani e di Bernard Dika, un quotidiano che si sia fatto tanto onore sul campo come questo pluriperseguitato dalla procura di Pistoia?