piRandellate. “FONTAMARA” E “BOZZÌNO DI LECCETO”: STORIE DI CORRUZIONE, DI FAVORI, DI CIALTRONERIA E DI ABUSO DEL DIRITTO


Neppure a farlo apposta certe ciambelle vengono con un buco perfetto. Nel caso del ragionier non-dottor Romolo Perrozzi, apprezzatissimo Ctu del tribunale di Pistoia, molto caro all’iperattivo sostituto Claudio Curreli e alla sua “compagnia dell’anello”, pare che il nominalismo fatalista abbia fatto centro al millimetro



LA LEGGE DELL’ITALIA, O DIO DEI CIELI,

LA STABILISCE IL GIUDICE CURRELI?


Per chi non lo avesse capito, in area EC2 (seminativa-arboricola) la viabilità interpoderale-vicinale non può essere toccata. Esistono i diritti reali e le servitù che (detto per il sostituto Grieco) sono materia pubblicistica e non esclusivamente privata…

 

Il glorioso non-dottore, l’uomo che vantava di possedere una laurea che però valeva quanto uno strappo di carta igienica, è nato a Pescina, la terra marsicana (L’Aquila) oltre che del cardinal Giulio Mazzarino, anche di Ignazio Silone, il cui romanzo Fontamara narra le disgrazie degli umili umiliati dai prevaricatori fascisti.

Ma osservate bene il destino! Anche il non-dottore ha, alle spalle, una sua Fontamara. Quella di Pescina aveva ispirato Silone per il suo romanzo antifascista. Quella del ragionier non-dottore è stata la fontana pubblica di Lecceto: anch’essa una Fontamara oggi fatta sparire e, sulle sue ceneri, rinchiusa a cancellate di ferro con opere assolutamente incompatibili sia con le norme di legge che con quelle regolamentari.

Neologismi dell’Accademia fiorentina della Crusca e/o Semola…

E come s’incazza, tuttora, il non-dottore, se qualcuno osa dire (con un certo buon grado di logica) che lui è un favorito del Comune di Quarrata e della discutibile procura pistoiese!

Tuttavia – e nonostante gli usi distorti del diritto con cui, da Tommaso Coletta in giù, la giustizia penale ha lavorato per ammazzare le verità di Linea Libera – ecco che il cadavere di Lecceto è tornato a galla. E fète (= puzza, Totò) come non mai.

Le terre del ragionier non-dottore – l’ho scritto di recente e lo ribadisco a lode e gloria di Curreli canonizzato nell’alto dei cieli – hanno più servitù e diritti reali insopprimibili, delle corna che si possono contare in un corbello di lumache.

Lui, il bizzoso marchese di Pescina, non-dottor notte & mattina, ha avuto regalìe d’ogni sorta dalla sinistra comunale quarratina. E ha potuto contare sulle simpatie di un sostituto (Herr Claudius) che definire anòmalo è un elogio all’attenuazione espressiva. E tutti sapete perché.

Il fontanile di Pescina che sembra abbia ispirato il romanzo a Ignazio Silone

 

Sulle sue terre (che qui vedete rappresentate) si snoda la Via Vicinale di Bindino e/o Lecceto sia nel tratto principale che nella ramificazione secondaria Nord che accoglie la numerazione civica pari riferita ai numeri 10-12-14-16-18.

Una ramificazione riconosciuta ufficialmente dal Comune di Quarrata, il quale (cazzo, che fatica!) è riuscito a muoversi dopo quasi 7 anni di stampa e sputtanamento di Linea Libera: giornale che sta sulle palle a tutti perché rompe le palle di tutti; senza sconto a nessuno, neppure al dio giustizialista del Curreli, attualmente in gita di piacere in Guatemala e Honduras. Cosa intende fare? Presentare una sua rinnovata edizione di Civiltà sepolte sull’esempio di Kurt Wilhelm Marek?

Se il non-dottore ha comprato con tutti questi vincoli, è colpa di Linea Libera? O di chi lo ha favorito facendogli disastrare una intera collina?

 

La fonte di Pescina che vedete ispirò l’opera a Ignazio Silone. A me, persecutoriamente torturato per anni in aule di tribunale grazie alle menzogne dantescamente merdose ispirate e sostenute a difesa del non-dottore da leguleie filo-diretto con Curreli (Giovanna Madera, Elena Giunti, Diletta Lastraioli etc.), è stato il bozzìno (= lavatoio) della nonna materna che ha ispirato il romanzo del puttanaio devastatorio di Lecceto ad opera del non-dottore e di altri suoi accòliti che hanno fatto e disfatto a loro piacere ed arbitrio con il beneplacito di Comune e procura.

Iniziamo a mettere i puntini sulle «i» di una corruzione di cui vi sto parlano da anni e che fa schifo. Una melma tenuta in piedi da una trentina di querele false e malafedose di un Perrozzi ragionier non-dottore in ipotesi di disturbi mentali e deliri di onnipotenza davvero, nel suo caso, senza fondamento.

Laggiù a Tegucigalpa l’anima al cielo salpa

 

Continuiamo a tenere acceso un faro sulla realtà dei fatti per come stanno e non per come devono stare a vantaggio di chi fa ciò che vuole a prescindere trovando sostegno in magistrati incapaci o, peggio, in malafede.

Siamo stufi di vedere che i peggiori, i ruffiani, gli stronzi, i lecchini di bassa lega, i delinquenti in giacca e cravatta o papillon, hanno sempre ragione e trovano robusta sponda in magistrati da mentalità comunislamica.

Edoardo Bianchini
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checché ne dicano i magistrati della città di Vanni Fucci


Ce n’è voluta di pazienza e costanza per arrivare a questo! Se la procura pistoiese avesse letto le carte e non si fosse limitata al copia-incolla dando più che una mano al ragionier non-dottore, non avrebbe risolto i problemi in un mese e senza far spendere quattrini ai contribuenti, costretti a pagare azioni giudiziarie frutto di fisime mentali da Curreli magistrato parziale, non-terzo, non-indipendente e troppo spesso ideologicamente schierato e pronto a fare politica?