piRandellate. E POI IL CURRELI DICE CHE A QUARRATA NON CI SONO PRIVILEGIATI E FAVORITI DA PARTE DEL COMUNE DI TANACCA?


Un’amministrazione che viene da lontano, di sinistra, antinepotista, antiamichettista che spara a prima vista e non rimane in pista. Insomma una vera e propria schifezza di zucche vuote che permette di tutto agli amici e osteggia i diritti dei cittadini comuni. Con il beneplacito della efficientissima e perfetta procura di Pistoia, ovviamente…


In appena trenta metri tre passi carrabili: e tutti su «fondi serventi». Quanta grazia, San’Antonio! Notate che ne ha un altro lungo la Via Comunale Carraia…

TUTTI BRAVI, TUTTI BÒNI

MA PERÒ TUTTI ZUCCONI


Spiace per il ragionier non-dottor Perrozzi, ma le sue terre sono tutte gravate da vincoli di ogni genere. Anche se lui cancella le strade interpoderali al Catasto di Pistoia appena diciotto giorni prima dell’inizio del vergognoso processo-Gaspari, messo in piedi sul nulla da Claudio Curreli

 

Una volta sulle pendici del Montalbano dove sono nato, si diceva, di uno che non capisce, è uno zuccone. Ma di zucconi è pieno il mondo.

Nel Comune di Quarrata ce n’è un seminario intero. Mancano i preti, vescovo Mascagna? Ma se possono andar bene anche gli zucconi, sarete in grado – voi credenti cattolici amici del Curreli e degli scout – di rimettere in piedi la succursale dell’islamismo in Italia, qual è appunto oggi la santa chiesa.

 

PRIMO PASSO

LA DEFINIZIONE

 

Nonostante tutti i geni dell’ampolla (si chiama così anche l’ultimo tratto del tubo digerente, sùbito prima del famoso buco del culo) nessuno, a casa di Tanacca, sa che cos’è una via vicinale e/o interpoderale. Perciò è il caso di fargli una lezioncina di aggiornamento alla volé, perché smettano di fare le loro giornaliere zucconate.

Comincino a prepararsi a leggere il promemoria per quadrupedi intitolato La qualificazione delle strade vicinali: la più recente giurisprudenza del Consiglio di Stato, nella visione ecosistemica dell’ambiente, scritto da Lucia Firino. Ma solo dopo aver rimuginato, con la dovuta attenzione, ciò che dice il Tar-Toscana (Sez. I, 14 dicembre 2020, sentenza 1633):

[A] Precedenti pronunce hanno confermato che ai sensi del Codice della strada (d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285), si definisce “vicinale”, ovvero “poderale o di bonifica”, una “strada privata fuori dai centri abitati ad uso pubblico” (art. 3, co. 1, n. 52) (Cons. Stato Sez. IV, 21-11-2013, n. 5519; T.a.r. Calabria – Catanzaro, sez. II, n. 2093/2004).

[B] Le strade vicinali sono, peraltro, equiparate alle strade pubbliche in senso proprio ed assoggettate al regime giuridico di queste ultime e, ciò, sia per quanto concerne la possibilità della costituzione di una servitù coattiva di passaggio, sia per gli effetti delle norme poste a tutela della circolazione stradale. La sola differenza tra le strade vicinali e le strade pubbliche è che la proprietà delle strade vicinali è privata, circostanza quest’ultima dalla quale consegue che il suolo delle stesse è alienabile ed usucapibile e che il relativo diritto deve essere esercitato dai privati proprietari in modo compatibile con l’uso pubblico.

 

SECONDO PASSO

ZUCCONI A LECCETO

Strada privata del Menga. Si sa che è privata: e che i propritari sono anche tenuti al suo perfetto mantenimento ai fini della sicurezza stradale. A proposito: tutta la pavimentazione è illecita e le carte sono al Tar. Ditelo a chiare note anche al Curreli appena torna dall’Honduiras

 

Come definire diversamente da zucconi i residenti di Via di Lecceto che (come il ragionier non-dottor Romolo Perrozzi, sua figlia Giada, e certi presuntuosi-isterici personaggi che okkupano le terre di lassù, ma che non hanno certificati di condono legali e legittimi, si sono fatti rilasciare (dagli zucconi del Comune di Quarrata) certificazioni del valore di uno strappo di carta igienica e per giunta utilizzata?

Un proverbio rustico popolare di sapore realistico-goliardico chiarisce, in maniera brusca ma efficace, il modo di pensare e operare degli zucconi: Amare e non essere amato è come pulirsi il culo e non aver cacato.

Chi ha richiesto il parere sulla Via di Lecceto – e mi spiace per quella zuccona che lo ha fatto – si è di fatto pulito il culo sena aver liberato l’ampolla. E chissà che soddisfazione!

Mentre lo zuccone (illeggibile-anonimo) del Comune di Quarrata, che le ha rilasciato lo strappo di carta igienica usata, si è pulito anche lui il culo senza aver fatto la cacca.

Se lo zuccone avesse, infatti, defecato secondo i principi della legge, avrebbe opportunamente avvertito la “maniaca della proprietà di via di Lecceto Ramo-Nord”, del fatto che il diritto di proprietà sulle vicinali/interpoderali deve essere esercitato in modo compatibile con l’uso pubblico.

Per chiarezza anti-zuccònica: a) mantenere la strada in perfetto ordine a proprie cura e spese; b) non rompere a nessuno le palle circa il diritto di passo e transito per chi ha necessità di quella via privata come se fosse una strada pubblica.

 

TERZO PASSO

ZUCCONI IN COMUNE

 

Refrattari a qualsiasi volontà di capire come stanno realmente le cose, gli zucconi comunali (il capofila è il primo cittadino, di solito) non leggono; non possono quindi capire quello che scrivono; fanno – è ovvio – un bordello di casino che un lupanare da Messalina sarebbe solo come una caramella Mou.

Quanta fatica per nulla! E che impegno sovrumano per dimostrare che l’uovo esce dal culo della gallina. Via di Lecceto, libera e pubblica per tutti, c’era anche al tempo del granduca di Toscana! Fatevelo confermare anche da Giani o da Bernard Dika, che sa tutto…

Lavorare stanca, scrisse Cesare Pavese. Per cui è meglio non sudare troppo. E ai cittadini che hanno dei problemi? Fancùlo. A Quarrata gli zucconi fanno salvi i diritti dei terzi e chi vuol Cristo se lo preghi.

Solo che la Costituzione di Benigni, sorella di Mattarella, cara alla Anm e al Curreli non prevede esattamente questo. E le leggi sulla pubblica [dis]amministrazione italica richiedono ben altro impegno.

Per quale motivo, infatti, io devo, personalmente, essere costretto a lottare per anni e anni per i miei diritti, quando il principio del funzionamento della macchina amministrativa mi garantisce ben altro trattamento?

L’attività amministrativa persegue i fini determinati dalla legge ed è retta da criteri di economicità, di efficacia, di imparzialità, di pubblicità e di trasparenza, secondo le modalità previste dalla presente legge e dalle altre disposizioni che disciplinano singoli procedimenti, nonché dai princípi dell’ordinamento comunitario (L. 241/1990).

Per quale motivo io, cittadino comune, devo far cause su cause quando, secondo il principio dell’autotutela, gli zucconi del Comune di Quarrata possono fermare il non-dottor Perrozzi per i favori illeciti che ha ottenuto da loro; o altri squilibrati di via Lecceto-Ramo Nord, che detengono fabbricati e terreni i cui contratti d’acquisto sono nulli in radice perché i certificati di condono rilasciati dal geometra Franco Fabbri sono farlocchi e ottenuti con frode e inganno?

 

QUARTO PASSO

ZUCCONI DI STATO

Come è stato possibile – e lo chiedo pubblicamente anche a quel visionario velleitario confusionario di Claudio Curreli – che il Comune zuccone di Quarrata abbia potuto permettere al ragionier non dottor Perrozzi, di recintare, chiudere, serrare, fortificare, occludere, sbarrare le terre da lui acquistate che, da sempre – e per sua stessa pacifica documentale ammissione – sono fondi serventi: vale a dire non dotati della qualità di proprietà privata esclusiva, ma tutti gravati e “pubblicizzati” da diritti reali incancellabili a vantaggio di terzi?

Secondo voi, zucconi di stato, è questo lo stato di diritto per il quale il Curreli si strappa i capelli e strilla contro il fascismo della Meloni che osa criticare la sentenza dei giudici di Roggero?

Lui, il profeta Daniele fra i leoni, cosa fa per impedire che lo stato di diritto non venga snaturato da tutti gli zucconi in giro in questo paese ormai irrimediabilmente vòlto alla dissoluzione?

Si mette a proteggere i suoi simpatizzati?

 

Edoardo Bianchini
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checché ne dicano i magistrati della città di Vanni Fucci