vilucchi&garante. ALTRA TEGOLA PER BENESPERI ESTIMATORE DELLA PECORA IN UMIDO?


Il Benesperi aveva ingannevolmente affermato che la sentenza 3/2026 del Tribunale di Pistoia non era appellabile. In realtà il Garante l’ha appellata. E ora che si va in Cassazione anche la vigila Vilucchi è preoccupata…


Ma quante ce ne hanno raccontate questi due?

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AGLIANA. Questa volta la sentenza del tribunale di Pistoia sull’affaire Vilucchi/Garante Privacy piace anche a noi di Linea Libera, per come afferma il solenne principio che vede il diritto alla riservatezza, subordinandolo a quello più importante dei cittadini: essere informati sulle vicende di cronaca.

La storia scaturisce dalla pubblicazione in chiaro del nome di Claudia Vilucchi su delle delibere di consiglio comunale relative alla sua sospensione dal servizio. L’ex agente si rivolse al Garante per la Privacy, che sanzionò il Comune di Agliana con una legnata di 12 mila euro (del contribuente).

L’amministrazione comunale ricorse in appello per affermare ciò, che in altre sedi, nega (ed ecco la condizione di dissociazione del sindaco «avvocato» e della sua segretaria generale «iglia d’arte»): l’informazione alla pubblica opinione deve essere assicurata nella massima trasparenza. Il tribunale di Pistoia con sentenza di appello del 7 gennaio 2026 accolse il ricorso e condannò il Garante, ma gli uffici romani di Piazza Venezia hanno riacceso la pendenza ricorrendo alla Cassazione, penultimo gradino di giudizio prima della possibile Corte Europea.

Noi lo abbiamo sempre sostenuto di assicurare l’informazione alla pubblica opinione (lo dice anche il Sergio nazionale che è un atto di democrazia irrinunciabile!). Eppure noi di Linea Libera abbiamo conosciuto lo stalking giudiziario della procura militante di Pistoia, che se ne catafotte dei diritti costituzionali, omette le indagini, fa delle richieste di sequestro del quotidiano che, sciaguratamente, sono poi accolte dal Gip e dal Riesame pistojano, perché… la procura gioca in casa.

La determina aglianese affida l’incarico all’avvocato Luca Spaziani battendo sul concetto del diritto all’nformazione completa per i suoi cittadini. Solo che quando si tocca il nervo scoperto del Nesti, del sindaco, del bimbominkia stesso, non solo questo diritto viene calpestato con delle vomitevoli querele bavaglio, ma addirittura il t5ribunale di Pistoia (procura in testa) si mette a perseguitare chi il popolo lo informa davvero. È un’altra delle contraddizioni esistenziali di un sindaco di FdI che si prende in giunta una dell’Anpi cone l’Ambra Torresi. “Venite fratelli alla mensa del padre”: ecco l’Agnellone di Dio che toglie i peccati da Agliana…

Il sindaco problematico di Agliana, che pure sostiene di essere avvocato ma non lo è, affermò che la sentenza del Tribunale di Pistoia, a sfavore della vigila Vilucchi fosse inappellabile: fatto smentito dal Garante che l’ha appellata in Cassazione.

Grazie a questa genialata, il Garante sta per fare di nuovo barba e capelli agli aglianesi, costretti a mettere ancora mano al portafogli con la Determina 300/26 per il pagamento di quasi 6.000 euro per il patrocinio dell’avv. Spaziani.

Un altro problema non solo per Luca, non avvocato ma raffinato intenditore della pecora in umido,  ma anche per l’ex agente Claudia Vilucchi, che ha promosso una lite sulla pubblicizzazione del suo nome in una delibera proprio mentre il suo nome era su tutte le pagine dei giornali d’Italia! La Vilucchi nota simpatizzante dell’assessore Ciottoli.

La Claudia, forse, dovrà ora accendere molte candele alla Madonna, sperando che il Comune venga condannato? Perché se il Comune prende la ragione, son dolori per lei…

Il 9 gennaio il sindaco strombazzava la vittoria sul Garante. Ma da buon sedicente avvocato qual non è, affermò, scazzando, che la sentenza era inappellabile. Sbagliato!

La sentenza afferma ilprincipio universale della priorità della informazione sulla privacy

Il tribunale di Pistoia sostiene che è più importante assicurare la piena informazione al cittadino, piuttosto che la privacy della persona coinvolta nel caso. Ma il Comune di Agliana dovrebbe spiegarci una cosa: non aveva stipulato una convenzione con l’Ufficio Unico di avvocatura provinciale, grazie al quale, con una manciata di noci, sarebbero state soddisfatte tutte le esigenze di tutela per un anno?

Che ne è stato di questa convenzione? È andato tutto a ramengo, visto che si incaricano ancora avvocati esterni come lo Spaziani e l’Erci, grande amico, peraltro, della segretaria Paola Aveta?

Vi terremo comunque informati nonostante l’acrimoniosa persecuzione dei magistrati della procura della repubblica, non di rado pronti a difendere l’indifendibile.

A.R.
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