In piazza Risorgimento una comunità unita, giovani protagonisti e istituzioni in cammino: testimonianze, arte e impegno civile per ricordare che contro indifferenza ed egoismi la risposta è sempre collettiva

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QUARRATA. Quarrata ha accolto la 33ª Marcia per la Giustizia in piazza Risorgimento, restituendo ancora una volta il senso profondo di un appuntamento che non è solo tradizione, ma esercizio collettivo di responsabilità. In un tempo in cui il dibattito pubblico sembra scorrere fra grida, slogan e schiamazzi inutili, la Marcia ha riportato al centro la persona, il valore di ogni singolo essere umano e la forza che nasce quando le persone decidono di mettersi insieme.

Un lavoro preparato per giorni, con dedizione e cura, che ha emozionato e colpito il pubblico. Nei giorni precedenti alla Marcia, le ragazze e i ragazzi erano stati incontrati da Libera Pistoia, da Tommaso Vermigli della Rete Radié Resch di Quarrata e dal Gruppo Abele, in un percorso di dialogo che ha intrecciato arte, legalità e responsabilità civile.
Le parole delle istituzioni
Il sindaco di Quarrata, Gabriele Romiti, ha espresso gratitudine verso chi rende possibile ogni anno questo appuntamento: «Un grazie particolare a Tommaso Vermigli, che da anni ha raccolto e coltivato con dedizione l’eredità di Antonio, e a tutta la Casa della Solidarietà, alla Rete Radié Resch, a Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, al Circolo ARCI Parco Verde, all’associazione culturale DanceLab Armonia per l’impegno che, insieme al Comune, mettono nell’organizzare un appuntamento così importante».
Presente anche il gonfalone del Comune di Montemurlo. L’assessore Alberto Fanti ha ricordato il significato istituzionale della partecipazione: «Essere presenti significa ribadire il nostro impegno quotidiano per la legalità, per la giustizia sociale e contro tutte le mafie. Un impegno che condividiamo con i cittadini, soprattutto con i più giovani. Il presente non basta. Continuiamo a camminare insieme per costruirne uno più giusto. Parlare è un obbligo morale, non possiamo tacere.»

Il tema scelto per questa edizione, tratto da Fratel Arturo Paoli, ha attraversato ogni intervento: “Il presente non basta a nessuno”. Una frase che non è slogan, ma interrogativo: cosa manca al nostro presente? Cosa possiamo fare, insieme, per renderlo più giusto, più umano, più abitabile? La Marcia ha provato a dare una risposta: camminare insieme, ascoltare, costruire legami, non cedere alla tentazione dell’indifferenza.
Una comunità che non si arrende


























