L’ex vicesindaco di Serravalle Pistoiese rompe il silenzio sulla rottura con Lunardi, difende il progetto di “Attiva” e si prepara alle prossime amministrative: «Non cerco una carriera politica, ma un modo per migliorare il territorio»

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SERRAVALLE PISTOIESE. La rottura con il sindaco Piero Lunardi, il ruolo dei partiti nella politica locale, le prossime elezioni amministrative e la nascita del movimento civico “Attiva”. Sono questi i temi centrali della recente ‘intervista di Video Flash Serravalle Pistoiese a Federico Gorbi, ex vicesindaco di Serravalle Pistoiese e ormai tra i principali protagonisti della prossima corsa elettorale.
Ripercorrendo i fatti che hanno portato alla sua uscita dalla giunta, Gorbi sostiene che il rapporto si fosse progressivamente deteriorato non tanto con il sindaco quanto con una parte della maggioranza. Secondo l’ex vicesindaco, la decisione di revocargli l’incarico sarebbe stata il punto di arrivo di tensioni maturate nel tempo all’interno dell’amministrazione.
Guardando alle future elezioni, Gorbi minimizza l’idea di uno scontro personale con Lunardi e respinge la lettura secondo cui una divisione nell’area civica possa automaticamente favorire il centrosinistra. «Il mio compito è presentare ai cittadini idee e proposte. Saranno loro a scegliere quale visione ritengono migliore per Serravalle Pistoiese».
Particolarmente significativa la sua riflessione sul tema delle promesse elettorali. Con una risposta controcorrente, Gorbi ammette che non tutte possono essere mantenute integralmente: «Non sempre si riesce a fare il cento per cento di ciò che si era immaginato». Quello che rivendica, però, è la volontà di aver sempre fornito spiegazioni e risposte ai cittadini, anche quando i risultati non sono stati quelli sperati.
Uno dei passaggi più netti dell’intervista riguarda il rapporto tra liste civiche e partiti. Gorbi rivendica una netta autonomia dai tradizionali schieramenti politici, sostenendo che l’esperienza amministrativa nata come civica si sia progressivamente trasformata sotto l’influenza delle forze di partito. A suo giudizio, per amministrare un comune come Serravalle servono soprattutto concretezza e contatto diretto con i cittadini, più che indicazioni provenienti dai livelli regionali o nazionali.
Non manca una critica all’attuale amministrazione, accusata di aver ridotto il confronto pubblico con la cittadinanza e di non aver realizzato opere significative in alcune frazioni come Masotti, Ponte di Serravalle e Castellina. Pur riconoscendo alcuni risultati positivi, soprattutto nella promozione del territorio, l’ex vicesindaco ritiene che molte promesse siano rimaste incompiute.
In vista del voto, Gorbi punta sul progetto “Attiva”, definito come un movimento civico aperto alla partecipazione di tutti. L’obiettivo è coinvolgere non solo candidati e amministratori, ma anche semplici cittadini disposti a contribuire con idee, tempo e competenze alla vita della comunità.
«Non ho bisogno di fare carriera politica», afferma. «Il mio interesse è portare un contributo al territorio in cui vivo». Un concetto che sintetizza con la metafora del colibrì che porta una goccia d’acqua per spegnere un incendio: un piccolo gesto che, sommato a quello degli altri, può fare la differenza.
Nel finale, alla domanda su come vorrebbe essere ricordato tra dieci o quindici anni, Gorbi risponde senza parlare di incarichi o risultati elettorali: «Spero che le persone possano ricordarmi come una persona disponibile al confronto, che ha cercato di risolvere i problemi e di fare qualcosa di buono per la comunità».
E, a chiudere l’intervista con una nota più leggera, arriva una certezza che va oltre la politica: nonostante le delusioni sportive, Gorbi conferma di continuare a tifare con convinzione per la Fiorentina. «Il bello di essere tifosi viola è sapere che si soffrirà sempre».


























