Vorrei vedere che l’abbonamento a teatro numero 001 (se i posti del Libero Grassi sono 180, il numero non può che essere a tre cifre) è targato Gabriele Romiti; e che lo 002 è intestato a Marco Mazzanti…

CON L’OKKIÓNE E CON TANACCA
TUTTO È NUOVO, ’GLI È DI PACCA!
Commento del Direttore a questo link sul nuovo teatro di Quarrata

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SO BENE che alla procura della repubblica di Pistoia non piace il mio stile giornalistico: ma se ne deve fare una ragione.
Il 3 ottobre 1995, anche se a Claudio Curreli e a Giuseppe Grieco questo sta sull’anima, ho superato – e fra i primi, direi – l’esame di stato per l’esercizio della professione di giornalista professionista.
Sono quindi patentato e legittimato non solo a esprimermi come mi permette l’art. 21 della Costituzione in veste di cittadino; ma anche come professionista dell’informazione, non di addetto stampa dell’Agesci Scout cattolica di cui si fregia il Claudius von der Cagliaren persecutore di frati cappuccini…
Per questo motivo, con il cinismo che caratterizza (e deve farlo per principio critico-deontologico) il vero giornalismo così mal rappresentato a Pistoia, oggi dinanzi a tanto scampanio per un teatro che è costato 3 milioni e 2-300 mila euro, mentre il sudiciume assedia Quarrata della fu gloriosa via Montalbano “salotto della città”, vorrei vedere che l’abbonamento a teatro numero 001 (se i posti del Libero Grassi sono 180, il numero non può che essere a tre cifre) è targato Gabriele Romiti/Tanacca; e che lo 002 è intestato a Marco Mazzanti/Okkióne.
E vorrei vedere che loro per primi seguono tutta la stagione senza perdere neppure una battuta degli attori sul palco.
Anche se sono convinto che, grazie al loro dis-livello culturale, capiterebbe (e forse non pur solo una volta) di sentirli russare/grugnire come Jack Nicholson (nel film Daryl Van Horne, in veste di Satana) in Le streghe di Eastwick durante il concerto in cui la comunistissima Susan Sarandon suona con erotica passione il suo violoncello…

Se accadesse – e potrebbe anche accadere – non sarebbe per me né una novità né uno scandalo.
Perché non essendo un praticante cattolico, ma un super-scettico sull’esistenza del Signore del cielo e della terra, credo di saper distinguere, senza tanti problemi, le diversità culturali che passano tra una responsabile della cultura come la dottoressa Claudia Cappellini, e i due eroi quarratini del nostro tempo: il primo fine presidente del con[s]iglio comunale, prestato al Pd, ma di fatto dedito al nobile gioco del burraco; il secondo, primo cittadino attuale che, aldilà degli alti meriti politici (quelli di aprire la porta della ex-Bcc di Vignole per anni a tutta Quarrata, oltre a quelli di essersela cavata da una condanna per falsa certificazione di candidati alle elezioni regionali) sa solo riempirsi di commozione al punto di indossare la fascia tricolore perfino per andare a pisciare nel cesso del Libero Grassi.
Chissà come sarebbe felice il Grassi stesso, se davvero potesse vederci, di vedersi osannato da personaggi di questo eccelso tenore!
Edoardo Bianchini
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checché ne dicano i magistrati della città di Vanni Fucci



























