Grande è la confusione in casa della Confederazione Nazionale delle Misericordie e i colletti bianchi sono certamente soddisfatti. Nel caos imminente si potrà giocare come si vuole, fino a barare. Le Misericordie d’Italia, sono informate che pagheranno i maneggi dei cacicchi di via Steccuto?

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FIRENZE. L’inchiesta sulla Confederazione è aperta oramai da due lustri e la lettura dei documenti ci apre a un sentimento di incredulità: le carte, ovvero i bilanci, parlano di una malagestione consolidata, evasioni contributive, sperperi, ricchi emolumenti a dirigenti, macchine di servizio, rimborsi per hotel di livello lusso.
Diversamente nei territori le Misericordie si spendono nei servizi alla cittadinanza, con tanto spirito di servizio e solidarietà di oltre 100mila volontari. L’ignavia la fa da padrona, come insegnano molti governatori che si voltano dall’altra parte o chiudono un occhio se non entrambi.
Il salto nella nuova Odv “Rete & Solidarietà” è pronto. Anche la sede legale è la stessa di via Steccuto: a noi pare che sia solo un cambio di casacca, ovvero un consiglio direttivo sì, più smart (solo 8 membri), ma con degli eminenti misericordes (almeno 5 su 8) che sarebbero Alberto Corsinovi (il Colonnello è chiaramente Ceo), Rossano Carrisi, Ugo Bellini, Aldo Intaschi, Giovanni Mura, rappresentanti di altre Confraternite e già noti al nostro giornale. Non è questo un team di garanzia della continuità?
Intanto alcune voci di corridoio venyilano che la precedente assemblea generale del 30 maggio è nulla per una mancata verifica dei presenti (lo avevamo già scritto, ma siamo sempre ignorati a parte il controllo dei soliti): del resto, come bene sanno i notai, in questi casi proprio “la forma è sostanza”.

Anche il generalissimo Domenico Giani era incandidabile (cioè non poteva essere eletto, chiaro così?) per questioni collegate alla regolarità dei versamenti di quote associative di molte associate.
Comunque l’ipoteca più pesante è certamente quella del bilancio di esercizio 2025, ancora nel limbo per la mancata sottoscrizione da parte dell’organo di controllo. Dunque il 7 novembre la Confederazione dovrebbe riunire un’assemblea in una sala con il clima arroventato. Come faranno?
Basta avere faccia di bronzo? Ci avvisano che l’Assemblea sarà rinviata per il maltempo, nonostante la possibilità della videoconferenza per i consiglieri fuori sede.
Insomma: la Confederazione è stata “avvelenata” per una volontaria azione pilotata in un lento stillicidio da parte di colletti bianchi, in previsione della migrazione nella nuova “Rete & Solidarietà”, oppure siamo di fronte a eventi in cui i soliti “pantaloni” si preparano a pagare gli esiti di un tracollo milionario che vedrà impuniti i responsabili, come insegnano le cronache di Calabria?
A.R.
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