Dopo varie richieste di accesso, la comandante Pignatiello confessa che sapeva delle condanne del suo agente Laschi già dal 28 aprile del 2022. La segretaria Aveta e il sindaco (giurista, non-avvocato ma dissociato) non hanno visto niente?Agliana – nonostante ciò che ha infelicemente sentenziato il giudice Paolo Fontana – è il paese del paradosso e batte molti altre realtà italiane: tutti al loro posto: con un mai comandante che comanda i vigili per 15 anni e alla fine riceve pure le congratulazioni dei magistrati. E tutto scorre con stipendi non meritati data un’incapacità diffusa denunciata da Fabrizio Nerozzi e costantemente dimostrata
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La comandante sfoggia l’agente Laschi alla sua sinistra. Ma la questione della tutela dei cittadini è un optional? E se commettesse altri falsi? - *
AGLIANA. L’agente Gianluca Laschi è stato condannato in primo grado dal tribunale di Pistoia per falso, avendo redatto un verbale con dichiarazioni fasulle per sostenete le ragioni della collega, Amalia Barbara Vuono, a danno di un giovane aglianese vittima dell’associazione criminosa tra agenti della polizia municipale e un soggetto di Livorno che dichiarò, falsamente, di trovarsi sul luogo dei fatti. In tre vennero condannati, anche il terzo protagonista di Livorno fu accusato di falsa testimonianza.
I fatti avvennero circa 8 anni fa e videro come sfortunato protagonista un giovane rimasto implicato in un controllo sulla strada – evidentemente troppo zelante – da parte dell’agente Barbara Vuono.
Anche i Carabinieri intervenuti – perché chiamati dai familiari del giovane – invitarono l’agente Vuono a rinunciare alle stravaganti contestazioni e tornare al comando, ma lei proseguì e poi, nel processo penale, chiese soccorso a un amico del marito e all’agente Gianluca Laschi.
Lui – per quanto risulta dal primo grado di giudizio – intervenne con un verbale sottoscritto, ma falso: se non fosse intervenuta un’indagine difensiva, il giovane sarebbe stato condannato e i due gli sarebbero saltati addosso per i risarcimenti, quali parti offese.
Un giochetto, questo, non ignoto a certi campionincini della polizia municipale. Anche in quel di Pistoia.
La condanna di primo grado è ancora all’esame della Corte d’Appello di Firenze, e ci sembra – dato che conosciamo il sottobosco avvocatesco di Prato e Pistoia – di avere visto un problemino con la difesa del giovane costituitosi come parte offesa: l’avvocato del giovane vittima dei reati sarebbe in chiaro conflitto ambientale per avere una forte prossimità sociale con un confidente dell’agente Laschi. Ma questa è un’altra storia che vedremo a palle ferme, grazie al tempo galantuomo.
L’agente Laschi, comunque, dopo la sentenza del Gup di Pistoia, provvide a fare la comunicazione di legge – obbligatoria – all’amministrazione del Benesperii e ciò successe il 28 aprile del 2022. Da quella data, l’amministrazione di Agliana, il sindaco, la comandante Maria Pignatiello e la segretaria generale, notoriamente “incapace” (secondo il Nerozzi) sapevano tutto e cioè che la condanna di primo grado attestava come il Laschi fosse responsabile insieme all’agente Vuono e un altro soggetto di Livorno.
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Il Comune di Agliana. Un covo di serpenti grazie all’amministrazione Benesperi del “cambiamento in peggio”?
Il Laschi è ancora innocente fino a definitiva condanna come spiega l’articolo 27 della Costituzione. Questo ha detto il Sindaco Benesperi alla madre del giovane, fatto oggetto della calunnia e (successiva possibile tentata estorsione con la carta bollata, come ad Alberto Stasi), ma è chiaro a tutti che ovvie ragioni di opportunità avrebbero dovuto estromettere l’agente condannato dal servizio di pattuglia sul territorio a fare i controlli su strada. Altri agenti sono stati duramente allontanati e senza alcuna condanna, ma il Comune di Agliana, si sa, è il Comune del “mondo alla rovescia”, da citarsi nel libro del discusso generale Vannacci.
L’agente Luca Laschi, infatti, potrebbe reiterare il reato di falso o no? Chi può escluderlo in assoluto? La comandante Maria Pignatiello – che, ci spiegano, apprezza molto il Laschi – non le capisce queste ragioni di opportunità e di doverosa cautela a tutela dei cittadini?
Anche noi siamo convinti che l’agente Laschi, dopo questa brutta avventura, si proponga al lavoro come agente irreprensibile e integerrimo: non serve una laurea in diritto, magari presa a quaranta anni, per capire ciò…
Insomma: i cittadini che vengono fermati da una pattuglia della Pm locale. Chiedano il nome dell’agente e, se uno di essi è Gianluca Laschi, aprano bene gli occhi per controllare le prescrizioni o dichiarazioni riportate a verbale.
L’agente non si lamenti per ciò che scriviamo. E si legga bene l’ultimo paragrafo della pagina 4 della sentenza 3 del 2026, che parla proprio della riduzione di tutela della privacy a carico dei pubblici dipendenti, agenti e dirigenti.
Il periodo da fissarsi alla mente – e questo lo faccia anche il sindaco che non sa bene “chi è e cosa fa, ovvero davanti a chi” (come fece l’11 giugno 2025, con Cerno in Carabattole) è questo: i soggetti che hanno beneficiato di cariche pubbliche… non possono sottrarsi aglionera ad esso connaturati.
Un richiamo che andrebbe fatto anche al giudice Paolo Fontana, così propenso a salvare la figura e l’opera di un tizio, di nome Andrea Alessandro Nesti, strafavorito da tutti (destre, sinistre e centri [di accoglienza] e Terre Aperte di ispirazione catto-currelica). Un tizio che per 15 anni è stato comandante dei vigili di Agliana senza averne la benché minima legittimazione. Eppure la magistratura lo compatisce, l’accarezza e lo protegge! [neretto aggiunto dal Direttore]
A.R.
[alessandroromiti@linealibera.info]




























