ipocriti di stato. SULL’INCENERITORE FRATELLI D’ITALIA DICE QUALCOSA O SI È ACCODATO AL PD?


Nessuna risposta dall’On. Irene Gori sul dossier “Inceneritore di Montale”. Eppure domani, 27 ottobre, ci sarà un solenne consiglio delle “minchiate” a Quarrata dove l’argomento sarà la posizione di Gabriele-Tanacca. E il partito dei fratellini che dice sull’argomento? Lascia o raddoppia?


La deputata FdI, Irene Gori, gira e fa comparsate per tutte le aziende della Piana, ma non va a trovare la maxi-pertecipata del suo territorio, l’inceneritore. Che conosce bene, essendo, per quasi la metà, una azienda del Comune dove lei ha fatto carriera…

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QUARRATA-PIANA. Siamo tutti in trepida attesa di conoscere l’oracolo dell’On. Irene Gori sul dossier inceneritore. La deputata quarratina è stata richiamata alla sua consolidata ipocrisia e perciò sollecitata, già il 15 febbraio 2025 da chi scrive, e in piena diretta del Consiglio Comunale aglianese. Durante il quale lei si presentò in veste di semplice consigliere comunale quarratino. E ancora una seconda volta, fu punzecchiata lo scorso 14 ottobre, con un post dedicato a lei, al quale si è guardata bene di rispondere. Perché probabilmente non sa e non vuole sapere che minchia dire pubblicamente.

Un vero peccato! La reticenza per un deputato, soprattutto se surrogato come lei, è un atteggiamento ipocrita che non può  portar bene. Specie se quei pochi che riescono a pensare, finiscono per domandarsi il perché di tanto silenzio, quando di solito la Gori è solitamente una cinguettina dappertutto.

Oggi che la Gori è deputata della repubblica, dovrebbe prendere posizione sul gioiellino di via Tobagi di Montale, che è per il 48% dell’amministrazione quarratina, così come ha fatto – sciaguratamente osserviamo noi – la deputata pratese Erica Mazzetti.

Non dovrebbe farsi sollecitare da una testata on line, purtroppo unica a reclamare il così autorevole e caratteristico parere di un politico di alto livello, rispetto a un umile sindaco come il fratellino d’Italia, suo cavalier servente, Benesperi che, gira che ti rigira, s’è preso in giunta anche un’Ambra dell’Anpi.

È forse vero, allora, che fascio&comunisti continuano a tenere in vita quello che fu l’inciucio postbellico fra Dc cattolicissima e Pci mangiapreti?

FdI di Agliana – così ha detto Solange Cecchi, facendo un coup de theatre con la collega Elena Innocenti – avrebbe deciso di “non decidere”. Entrambe introducono a fine del consiglio comunale del 15 settembre la supercàzzola dell’impianto TMB o di un impianto di compostaggio (la quarta o quinta opzione!), che peraltro in Regione Toscana, hanno già disponibili e che comunque, hanno suscitato sorpresa in FdI a Pistoia, dove ci spiegano che “nessuno sapeva niente” di queste proposte.

La consigliera Solange Cecchi parla in tandem con la collega Elena Innocenti per il solo gruppo di Agliana o (anche) per la sezione di Pistoia, che ci dice di non sapere nulla della strampalata idea dell’impianto di compostaggio? Insomma è stata una supercàzzola a effetto ipnotizzante quella del 15 settembre scorso?

Insomma sarebbe stata una sorprendente iniziativa del tandem di consiglieri aglianesi per l’evento di un consiglio comunale pubblico, zeppo di gente incazzata; e dunque da anestetizzare con qualche narrazione a effetto “psico-calmante”.

Brave, ma non funziona con Linea Libera, giornale odiato perché non s’inginocchia per svolgere l’attività della normale della stampa italiana: il culilinguo.

Questo deve saperlo anche l’onorevole Gori che deve avere una sua opinione a cui adeguare un suo parere sulla questione del “lascia o raddoppia” per l’impianto di incenerimento tanto caro e importante per il Pd.

Ci darà qualche risposta, la deputata, o dobbiamo far presentare un’interrogazione parlamentare o – perché no? – importunare la Giorgia?

Non se la prendano le due consigliere di FdI e la deputata Gori della nostra insistente attenzione. Sta scritto chiaro, anche nella sentenza 3/2026 del Tribunale di Pistoia (fatevela dare dal Benesperi il non-avvocato), che i politici hanno maggiori “onera” dei cittadini comuni. E il nostro fine è quello di informare la gente.

Una cosa particolarmente odiata dalla procura di Pistoia, che preferisce i giornalisti appecaorati e ossequiosi.

A.R.
[alessandroromiti@linealibera.info
]


Il problema dell’umanità è
che gli stupidi sono strasicuri,

mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi»
Bertrand Russell

 

Leggo, nell’intervento di Alessandro Romiti, queste poche parole: «l’impianto di incenerimento tanto caro e importante per il Pd». Romiti parla dell’inceneritore di Montale e centra il problema. Quell’affare là è stato un coso che ha fruttato – e non poco – al Pd.

Era l’agosto del 2016. La primavera successiva ci sarebbero state le elezioni. Gli si perdonò perché era del Pd?

Aldilà dei ristori al Comune di Montale, che non potranno mai ripagare il sacrificio di innocenti al Moloc del tumorificio – lasciato lì in piedi da una Linda Gambassi che ha tenuto i faldoni delle ceneri fermi per 7 anni, mandando tutto, come diceva Crozza prendendo in giro il generale Figliuolo «a pùttana»); aldilà di questo, pensate solo a quando l’attuale presidente del con[s]iglio comunale di Quarrata, Marco Mazzanti, fece assumere 7 lavoratori al Cis grazie a un pesante 48% quarratino sugli assetti proprietari dell’eco-mostro.

Paolo Canessa lo inquisì per sospetto voto di scambio e molto altro. Poi il miracolo. Mazzanti prosciolto poco prima delle elezioni. Altra prova di imparzialità della procura di Pistoia. Ma ad Alessandro Cialdi – sputtanato dalla Sabrina Sergio Gori, il sindaco più inutile che Quarrata abbia mai avuto – questo non successe. Anzi, Cialdi dovette aspettare che la denuncia fasulla contro di lui, in veste di indagato nel malaffare edilizio, finisse in prescrizione.

A Pistoia la giustizia è questa. A Pistoia, in procura, abbiamo (e adopero un’espressione che uno dei sostituti ha definito assolutamente innocua e inoffensiva: perciò sono scriminato di diritto) «quelle specie di giudici» là.

Sulla posizione dell’On. Gori, che dire o aggiungere? Anche se il senatore Patrizio La Pietra l’ha cooptata nel collegio cardinalizio romano dei nullafacenti, occorre ricordare (non sarà così, ma è bene pensarlo, perché a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si picchia):

  • che la sua giovenil formazione è avvenuta con il babbo geometra in seno alla maggioranza cattocomunista in con[s]iglio;
  • che lo studio geometrale di famiglia era ed è (salvo errori) il plinto su cui poggia l’azienda florovivaistica di Vannino Vannucci (da lui l’Irene ci va: e anche a corsa), sempre osannato dal burrakièr Mazzanti; e
  • che un fico, una pera, una mela, una susina, una castagna etc. non cadono mai lontano dall’albero che li ha portati gloriosamente a maturazione…

Edoardo Bianchini
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checché ne dicano i magistrati della città di Vanni Fucc
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