piRandellate. TUTT’ITALIA CE LO INSEGNA: LA MENZOGNA È COSA INDEGNA. MA POI GIUNGE IL MAGISTRATO E IL BUGIARDO VIEN SALVATO. 2


L’ultimo esempio pistojano di questo modo di pensare e di agire? Èccolo. Ce lo presenta il neosindaco che in campagna elettorale è partito col promettere l’abbasso-Tari e, subito dopo, ne ha votato l’aumento



L’IMPORTANTE ’GLI È MENTIRE. CITTADÌN, NON TI STUPIRE.

LA GIUSTIZIA? SERVE SOLO A BLINDARE ’O MARIUÒLO


Anche per i magistrati della repubblica di Mattarella il valore dei politici si misura dalle balle che raccontano al popolo da prendere in giro. Parola di Paolo Fontana

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Tornate un passo indietro all’articolo dedicato a Giseppi Conte e Sigfritto Ranucci. Parla non di come si deve scrivere la storia (roba da filosofi a uso Luciano di Samosata), ma piuttosto di come si deve inculare il popolo, quello famoso e unido (che) jamás será vencido, mito degli anni rivoluzionardi smentiti dai flop meravigliosi della caduta dei comunisti nel mondo. Con capi straricchi, e popoli stra-fottuti in nome del tutti-uguali, ma solo se spiaccicati a terra dai carrarmati come nella famosa Piazza Tienanmen (1989).

Che ci vuole per governare e per farlo bene? Occorre il buon uso della menzogna, secondo l’indicazione di Giuseppi a Sigrfitto.

Per esempio…Il giudice Paolo Fontana, con il suo fighettismo da intellettuale panormitano un po’ annoiato alla Fefè di un Mastroianni in Divorzio all’italiana – sempre, però, disponibile a troncarsi la schiena nell’inchino alla procura e a Curreli (come lui, nella lista ci sono, però, anche Patrizia Martucci, Alessandro Buzzegoli, Alessandro Azzaroli, Giuseppe De Marzo, Luca Gaspari e giù scendendo il clivo…); il giudice Paolo Fontana ne dà prova quando sancì, in sentenza, che gli inganni e le puttanate di Luca bimbominkia Benesperi e di Ciottoli, il picchiatore-squadrista, erano e restano i mezzi ordinari della politica d’Italia per – come scrisse: e ciò è significativo – salire al potere.

Promesse elettorali sinonimo di acchiappacitrulli?

Questa sì, caro Fontana, che è espressione inequivocabilmente scorretta e – in relazione al retropensiero che v’è sotteso – suscettibile di far capire quanto, nel meccanismo delle sue sinapsi, la democrazia vada ordinariamente a prenderselo in culo a favore del potere tirannico di cui lei ci parla e che, stando agli esiti, protegge pure!

Sia io che Alessandro Romiti stavamo a parlare del mai-comandante dei vigili Andrea Alessandro Nesti; ed era logico e naturale (questo il sugo manzoniano di tutta la storia) per don Paolo, che il Beneminkia e lo squadrista ne sparassero di tutti i tipi. Il fine che giustificava i mezzi era, appunto, la salita al potere. Ottimo, conseguentemente, se inculavano il popolo con false promesse che sapevano – il giudice Fontana mi fa obiettivamente paura… – essere delle emerite scorregge barocche.

Non lo dico io, povero professorucolo, mediamente acculturato, che fa le pulci a tutti. Lo dice un magistrato (tìrati su le puppe, espressione pistojese) della repubblica costituzionale di Mattarella!

Che il Nesti abbia vissuto alle spalle del suo popolo di inculandi per 15 anni; che abbia trascinato il Comune di Agliana al disastro in una serie di scelte legali una più sbagliata dell’altra; che il rigoroso mai-comandante interrompesse perfino la malattia psichiatrica per potersene andare a fare concorsi a Cassino (flop anche là, però), falsando certificati medici e facendo, come si dice, i cazzi propri, questo per don Paolo-Fefè era solo un accessorio; una caccola assolutamente poco insignificante.

Discorsi tanti, fatti zero. Anche don Paolo ha mostrato di saper essere un perfetto conforme al sistema. Di pensa come pensano tutti e – soprattutto – di comportarsi da giudice italico: pasta al silicone che tura pertugi e crepe secondo la logica della legalità personalizzata.

Anche Pistoja ha la sua Accademia (e non solo alle Piastre…)

L’ultimo esempio pistojano di questo modo di pensare e di agire? Èccolo. Ce lo presenta il neosindaco che in campagna elettorale è partito col promettere l’abbasso-Tari e, subito dopo, all’unanimità dei suoi, ne ha votato l’aumento.

È un peccato che a Pistoja non ci sia più il giudice Paolo Fontana a fargli gli applausi.. Quel gran genio del Fontana Lui saprebbe cosa fare. Lui saprebbe come aggiustare. Con il codicino in mano Fa miracoli. Ti regolerebbe il minimo, Alzandolo un po’; E non picchieresti in testa, Così forte, no. E potresti ripartire. Certamente non volare, Ma viaggiare…

Pòero Battisti! In una Pistoja in cui tutti sanno come viaggiare, perché sono maestri nell’abbassare la testa e chiedere scusa d’aver messo un piede sotto il piede di chi glielo schiaccia correndo.

Non è forse vero, scout Curreli docente super-qualificato di cittadinanza catto-(c)attiva?

Edoardo Bianchini
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checché ne dicano i magistrati della città di Vanni Fucci