galardini. «I RIFIUTI? SONO COME I MIGRANTI: TUTTI NE PARLANO, NESSUNO LI VUOLE»


Il consiglio comunale di Montale del 13 agosto ha fatto esplodere una serie di strabilianti contestazioni, lazzi, frizzi e proteste, ma anche una nuova spericolatezza argomentativa del consigliere ex-assessore caducato
Prof antifa di lettere


Alessandro Galardini è anche vicepresidente del consiglio comunale….

Per Pierucci i cittadini devono solo obbedire in maniera remissiva…

Alessandro Galardini

 

MONTALE. Abbiamo dovuto riascoltare tre volte la clip del nobil homo Alessandro Galardini, sapendo che è stato professore di lettere.

Stavolta non c’era il fuori onda d’un tempo: quando Galardini dette di fascisti alle forze dell’ordine equel genio di Tommaso Coletta abbracciò subito la sua tesi…

Il consigliere bettiano è stato improponibile nel suo tentativo di giustificare il revamping dell’inceneritore ricorrendo a un’iperbole stridente con l’accostamento tra rifiuti&migranti e pontificando che: “…i rifiuti, purtroppo, sono come i migranti, nessuno li vuole, però ci sono e vanno affrontati con serietà etc…”.

Il consigliere – ci pare piuttosto confuso – è stato subito interrotto dal clamore del pubblico, che non ha esitato a protestare, anche contro il presidente Pierucci, per l’infelice accostamento.

Tra i migranti di Vicofaro abbiamo stimato almeno un terzo di irregolari. Così disse il dirigente Selmi dell’Usl. Ma la Procura, non prese alcun provvedimento

I rifiuti sono sgraditi come i migranti, dice Galardini. Andrà a giudizio per apologia di razzismo e offesa al Terra Aperta di Claudio Curreli, oppure sarà graziato in quanto di sinistra?
Ma insomma, è tornato Herr Claudius dalle ferie o è ancora in giro a Tegucigalpa? Li sta aprendo o no i cancelli di Ceuta?

Un accostamento davvero infelice per un politico della sinistra, scheliniano, antifascista, ma anche non-boldriniano (lui, non gradisce gli immigrati di Ceuta!) e dunque, inceneritorista, tofaniano cioè in linea con le azioni moralistiche espresse dal sostituto scout, Claudio Curreli, un magistrato che di pomeriggio, uscito dall’ufficio fa volontariato anche per i migranti irregolari e/o clandestini.

In questa circostanza Curreli è un magistrato con due padroni: lo stato che gli paga lo stipendio e la sua coscienza che lo chiama a infrangere disinvoltamente le leggi che dovrebbe affermare. E che delle leggi se ne catafotte alla grande quando si irrigidisce come uno stoccafisso per esercitare il suo libero arbitrio di soppressore della libertà di stampa sgradita al suo sfrontato potere [il testo colorato è interpolazione del direttore Bianchini: non addebitatelo a Romiti].

La procura, che con noi giornalisti di Linea Libera assicura da sempre la migliore repressione utilizzando lo stalking giudiziario, con il Galardini usò due occhi di riguardo allorquando non ebbe niente da dire per le offese ai carabinieri, ma Coletta, il democratico protettore di Lucia Turco, rinviò a giudizio il luogotenente Sandro Mancini.

A.R.
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