quarrata=wonderland 2. IO NON VO’ METTERCI PIEDE: TANTI AUGURI A CHI CI CREDE!


«Un pomeriggio e una serata immersi nella fantasia di Alice nel Paese delle Meraviglie per vivere il centro cittadino in modo nuovo, tra spettacolo, commercio e intrattenimento. È questo lo spirito di AperiWonderland, la manifestazione in programma domenica 13 settembre, dalle 16 alle 24, nel cuore di Quarrata» scriveva Andrea Balli qualche giorno fa.


Ogni popolo ha il governo che si merita (Joseph De Maistre)

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Valentina Rossi, presidente del Centro Commerciale Naturale di Quarrata

 

Ieri, 14 settembre, Andrea Balli mi ha fatto sapere…

 

Mi scrive la presidente del Centro Commerciale Naturale di Quarrata:

Ciao Andrea, come Presidente del CCN di Quarrata mi sento inevitabilmente chiamata in causa dal tuo articolo.

È vero, viviamo in un Paese in cui ognuno ha il diritto di esprimere liberamente la propria opinione, e non sono certo qui per giudicare il tuo pensiero. Detto questo, però, sento di doverti fare una considerazione.

Puoi avere tutte le ragioni che vuoi per criticare Quarrata, e sinceramente non è questo il punto. Quello che ho trovato decisamente sgradevole è stato utilizzare come “gancio” un evento organizzato e finanziato dai commercianti per arrivare poi a denigrare la città e tutto ciò che le ruota intorno, con toni che in alcuni passaggi risultano gratuitamente offensivi.

Se esistono motivazioni concrete per muovere delle critiche, credo che dovrebbero bastare quelle. Non dovrebbe esserci bisogno di infarcire un articolo di provocazioni e insulti per renderlo più efficace o interessante.

La critica è assolutamente legittima, anche quando è dura. Ma proprio per questo dovrebbe essere supportata da argomenti, fatti e contenuti.

Quindi, per la prossima volta, ti suggerisco semplicemente di pesare un po’ meglio le parole. E se dovessero mancare argomenti validi per screditare Quarrata e il suo “contorno”, puoi sempre chiedere una mano a ChatGPT: magari riesce almeno a trovare qualcosa di più originale.

 

Quartine d’autore in onor della giunta che si lascia cascare addosso il Montalbano, parola del Mearelli

 

È evidente che la signora Valentina Rossi si riferiva a un articolo intitolato come questo, ma scritto da me (direttore di Linea Libera) e non dal mite Andrea Balli.

Lui, giornalista di vecchia data (è iscritto all’ordine dal 30 settembre 1993); affezionatissimo a Quarrata; strenuo lavoratore e cacciatore di notizie, ma soprattutto innamorato della sua città, di cui ha condiviso sempre vita, morte e miracoli, è nato, il 3 marzo 1968, ed ha, perciò, 58 anni.

Andrea Balli
Andrea Balli

Se questo è com’è, come avrebbe potuto scrivere – nel testo dell’articolo “incriminato” – «Personalmente, quando mi fermo a guardare Quarrata, rimpiango tutto di quel tempo (59 anni di giornalismo) in cui ho sempre rappresentato una voce in contrasto con il potere e – fàteci caso – di tutti i tipi»?

Per poterlo dire, a stretto rigor di logica aritmetica, avrebbe dovuto essere tanto miracoloso da iniziare a fare il giornalista addirittura 12 mesi prima di venire alla luce.

E sono convinto che anche la signora Rossi, che si getta a capofitto a dare una sonora pettinata a Andrea, può arrivare a rendersene conto senza sforzarsi troppo. E forse può perfino pensare anche a chiedergli scusa.

Chiedere scusa è un atto che non piace punto a chi si muove prima di riflettere. O, se stesse attento a ciò che fa, eviterebbe – come canta Battisti – le buche più dure.

Lo stesso dovrebbero fare “quei gran geni dei nostri amici” (sempre per citare Battisti) che hanno rimbrottato Andrea a testa bassa sul suo profilo facebook. Convertìtevi! urlò san Giovanni Paolo II ai mafiosi nella valle dei templi, ad Agrigento.

Evidentemente, fra tutti, certi quaRatini – come dice Tanacca – soffrono della “sindrome del cacciatore”. E come il cacciatore delle barzellette, appena vedono qualcosa che vola in aria, anche se è un F-35 Lightning della Nato, si mettono a sparare alla cieca anticipando l’apertura della caccia dal 20 settembre al 13, in occasione del Quarrata-Wonderland.

Per chi non lo avesse ancora capito, quella prise de cul era tutta e solo dedicata a una amministrazione che sta in piedi solo perché gente che non sa leggere e non fa attenzione a nulla – al pari di chi si è mosso contro Andrea – titilla le ambizioni giocose (ma somare) di una giunta da vero paese delle meraviglie. Una giunta il cui impegno è quello di inaugurare botteghe private con la fascia della repubblica addosso, mentre il segretario generale, capo dell’ambaradàn e notaio del Comune, chiude volentieri gli occhi lasciando andare che il cocomero vada liberamente alla scesa.

Luigi Guerrera

Ho un carissimo amico ucraino, Sergio, che mi ha accompagnato in giro per quella sua immensa terra. Colto, raffinato, preparato, informato. Laureato in materie storiche e molto attento a tutto, che un giorno, mentre giravamo per i Carpazi, se ne uscì con una battuta significativa che qui faccio mia: «C’è un sacco di gente che non sa né leggere né scrivere e fa politica. È possibile che le cose possano andare avanti se il loro voto vale quando il mio?». Lo stesso mi ha ripetuto esterrefatto, con altre parole, quando è passato a trovarmi circa un anno fa: «Ma come? Il tuo sindaco non ha nemmeno il diploma…?».

La battuta non è peregrina. Guardate quel demente di Zelenski che casino ha combinato con quelle teste di minchia dell’Unione Europea, e vi sarà subito chiaro il motivo per cui questo paese (la signora Rossi lo scrive con la P maiuscola, io non lo ritengo degno di tanto…) è, come Quarrata, «non un fine-vita da Bonino favorevole all’eutanasia», ma «un vero e proprio post mortem da zombi».

Edoardo Bianchini
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checché ne dicano i magistrati della città di Vanni Fucci