inceneritore di montale. RIFONDAZIONE ATTACCA: “LA MAGGIORANZA DI AGLIANA È SCAPPATA DAL CONFRONTO”


Duro comunicato della Federazione provinciale di Rifondazione Comunista dopo il consiglio comunale del 28 settembre. Nel mirino il centrodestra, accusato di aver svuotato una mozione contraria al raddoppio dell’impianto e di non aver preso una posizione chiara sulla vicenda


Chiedere ai sindaci si prendere posizione è una bestemmia: non lo faranno mai. D’altronde, come ha sentenziato anche un impròvvido giudice di Pistoia, il dottor Paolo Fontana (oggi felicemente trasferito a Firenze), altra cosa sono le campagne elettorali in cui si prendono i giro i cittadini, altro è “integrarsi” nel ruolo (anche economicamente redditizio) dell’amministratore pubblico. Che lavora per sé e per le sue tasche, non per il bene dei suoi amministrati. Non è uno scherzo: Paolo Fontana lo ha messo nero su bianco elogiando il Benesperi che si è ingoiato, una volta sindaco al potere, tutte le malefatte del mai-comandante Andrea Alessandro Nesti [didascalia del direttore Bianchini]
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AGLIANA. Scontro politico sempre più acceso attorno al futuro dell’inceneritore di Montale e all’ipotesi del suo raddoppio. A intervenire con toni particolarmente duri è la Federazione provinciale di Rifondazione Comunista di Pistoia, insieme ai circoli della Piana Agliana-Montale-Quarrata, che in una nota definiscono quanto accaduto durante il Consiglio comunale di Agliana del 28 settembre «una vergogna politica».

Secondo Rifondazione Comunista, da tempo viene chiesto ai Comuni della Piana di assumere una posizione netta contro il progetto di ampliamento dell’impianto, considerato una minaccia per il territorio e per la salute dei cittadini. Nel comunicato si ricorda come il gruppo “Agliana in Comune”, insieme al Partito Democratico, abbia presentato una mozione che impegnava il sindaco a chiedere ad ATO Toscana Centro la sospensione dell’iter del nuovo Piano d’Ambito, documento che, secondo i firmatari, prevede il raddoppio della capacità dell’inceneritore.

La critica principale è rivolta alla maggioranza di centrodestra, accusata di non essersi espressa chiaramente sul tema e di aver cercato di modificare il contenuto della mozione attraverso un emendamento giudicato «un tentativo di svuotarne il significato politico».

«Non hanno avuto il coraggio di dire da che parte stanno», sostiene Rifondazione, che parla di «silenzio totale» sul raddoppio dell’impianto e accusa la maggioranza di voler evitare scontri con i soggetti che operano nel settore della gestione dei rifiuti.

Nel documento il partito lega la vicenda non soltanto ad aspetti amministrativi, ma anche a una precisa scelta politica, chiedendo agli amministratori locali di schierarsi apertamente tra le richieste avanzate dai comitati civici, dai medici dell’ISDE e dai cittadini contrari all’ampliamento dell’impianto, oppure con il sistema industriale legato alla gestione dei rifiuti.

Particolarmente severo il giudizio finale espresso da Rifondazione Comunista, secondo cui la maggioranza aglianese avrebbe di fatto scelto di sostenere il percorso che potrebbe portare al raddoppio dell’inceneritore. Da qui l’appello rivolto al sindaco affinché si presenti ai tavoli istituzionali di ATO Toscana Centro esprimendo una posizione di netta contrarietà al progetto.

Il dibattito sul futuro dell’impianto di Montale continua dunque a rappresentare uno dei temi più divisivi nel panorama politico della Piana, con maggioranza e opposizioni sempre più distanti sulle strategie da adottare per la gestione dei rifiuti e sulla tutela ambientale del territorio.