Dopo la mobilitazione che ha portato oltre 400 cittadini al Consiglio comunale del 13 agosto, le due realtà annunciano un percorso condiviso: un nuovo Piano d’Ambito senza trattamenti termici e un tavolo tecnico per le alternative “a freddo”, mentre prosegue l’impegno sulla bonifica e sulle criticità dell’impianto di via Tobagi
MONTALE. “Eppure il vento soffia ancora, spruzza l’acqua alle navi sulla prora…”
A partire dai nostri interventi al Consiglio comunale aperto di Montale a fine maggio e dall’appello per l’assemblea pubblica del 25 giugno a Montale – promossa insieme alle associazioni Attiva Prato e Alleanza Beni comuni di Pistoia – abbiamo dato vita ad un bellissimo viaggio di approfondimento, informazione e mobilitazione della popolazione, culminato nella straordinaria presenza di più di 400 abitanti al Consiglio Comunale del 13 agosto.
Una presenza chiave per la decisione, sancita dal voto favorevole di tutti i gruppi politici, di sospendere ogni adesione ad altre votazioni in sede ATO Centro, prima degli esiti della consultazione cogente della popolazione del Comune di Montale, comproprietario dell’inceneritore di via Tobagi insieme ai Comuni di Agliana e di Quarrata.
Questo primo traguardo raggiunto ci obbliga ad un reciproco ringraziamento tra di noi e verso gli abitanti attivi della Piana per la dismissione dell’inceneritore dopo mezzo secolo di danni sanitari, ambientali ed economici. LA PIANA HA GIÀ DATO.
Ora si tratta di affrontare con coerenza, consapevolezza e in modo puntuale, i non pochi temi che si intersecano nella decisione di ATO Centro.
ATO Centro che ha posto alla base di un primo indirizzo di Piano d’ambito – peraltro poco documentato – la domanda ai suddetti Comuni nell’ assemblea di ATO Centro del 23 luglio 2026 dal direttore Baldini, novello Pilato: “Volete voi inviare i vostri Rifiuti Urbani Residui (RUR) fuori dall’Ambito Territoriale, gravando su altre popolazioni e non chiudendo il ciclo dei rifiuti nell’ATO Centro, o procedere invece al revamping dell’inceneritore di Montale?”
Un aut aut perverso a cui si poteva rispondere: perché ATO Centro non è stato in grado di predisporre schemi organizzativi in grado di aiutare i Comuni inadempienti? A partire dai due capoluoghi Firenze e Pistoia, che sono il vero problema, con un RUR pro capite rispettivamente di 241 kg/abitante/anno e di 244,5 kg/abitante/anno; quando l’obiettivo concretamente possibile è meno di 100 Kg/abitante/ anno.
Per poter coprire l’insieme delle tematiche in modo efficace e rafforzare in questo momento cruciale la nostra azione in vista della mobilitazione e della precisazione delle alternative che sono già nostro patrimonio, abbiamo deciso di muoverci su due sentieri paralleli e connessi, in sinergia e cooperazione.
Il gruppo Zero Waste si concentrerà sulle differenti strategie di buone pratiche e di uscita dal trattamento termico dei residui e dell’incenerimento, sulle alternative sia gestionali che impiantistiche a freddo, con piattaforme di riutilizzo, riparazione e riciclo. Stiamo costituendo un tavolo tecnico per elaborare una Proposta di un altro Piano d’ambito della comunità senza trattamenti termici e inceneritori e massimizzando le buone pratiche, in eventuale sinergia con i Comuni Rifiuti Zero e virtuosi. Indicheremo inoltre alcune pietre miliari per la revisione, ormai ineludibile, del Piano Regionale rifiuti/ economia circolare.
In parallelo il Comitato nonCIStiamo, lavorerà sulle specificità dell’inceneritore di via Tobagi, in relazione alle nocività, pregresse e attuali, alla necessità di una bonifica del territorio circostante, in vista di una sempre maggior informazione e consapevolezza delle e degli abitanti.
Sullo sfondo il rafforzamento dell’alleanza – strategica per Zero Waste Italy – tra Comunità lungimiranti e Comuni lungimiranti.
Il presente e il futuro sono di tutte e tutte, cooperiamo per la conversione dell’economia, della gestione dei rifiuti e dei residui, libere dagli inceneritori!


























