vicofaro. UNA NUOVA GUIDA PER LA COMUNITA’: DON PATRIZIO FABBRI NOMINATO PARROCO DOPO LA RIMOZIONE DI DON BIANCALANI


Il vescovo Mascagna annuncia la svolta: “Una storia che ha fatto soffrire tutti. Ora si riparte dalla comunità”. Restano incerti il futuro dei migranti ospitati a Ramini e gli sviluppi del caso Biancalani


Monsignor Patrizio Fabbri 

 

PISTOIA. La parrocchia di Santa Maria Maggiore a Vicofaro, a Pistoia, apre una nuova fase della sua storia. Questo pomeriggio, durante una celebrazione molto partecipata, il vescovo di Pistoia mons. Augusto Mascagna ha annunciato la nomina di don Patrizio Fabbri come nuovo amministratore parrocchiale, affiancato da don Roberto Breschi come coadiutore.

Una decisione che arriva dopo la rimozione di don Massimo Biancalani, confermata dal Dicastero per il Clero e divenuta definitiva con il rigetto del suo ricorso.

“Serviva una svolta”

Nel suo intervento, il vescovo Mascagna ha parlato con chiarezza: “La parrocchia negli ultimi anni, sotto la guida di don Massimo Biancalani, è stata caratterizzata da una significativa esperienza di accoglienza di migranti che ha cercato di rispondere in spirito evangelico ai bisogni di questi nostri fratelli e sorelle in difficoltà. Un’esperienza, ha affermato il vescovo nell’omelia, che ha tentato «di mettere in pratica le parole del Vangelo di oggi: tutto è pronto, venite alle nozze”. Un passaggio tratto da una parabola di Gesù in cui l’invito alle nozze, quale partecipazione ai doni di Dio, è rivolto a tutti, nessuno escluso.

“La storia – ha commentato il vescovo in riferimento alle vicende di Vicofaro – ha avuto poi un esito in cui tutti abbiamo perso. Ora dobbiamo ripartire dalla parrocchia, da questa comunità parrocchiale da riattivare. Pistoia, e più in generale il nostro paese, non avevano risolto ieri e non hanno risolto oggi il tema dell’accoglienza sociale di bassa soglia: è un cantiere aperto in cui la diocesi per prima è impegnata”.

“E il nostro impegno passa attraverso la parrocchia in cui la vita è presente in maniera sinfonica, dalla culla fino agli ultimi giorni, da chi parla una lingua o un’altra, da chi ha e da chi non ha. Una parrocchia sinfonica dove ciascuno “suona” strumenti diversi ma a servizio di una melodia comune e guidati da un direttore che, seguendo lo spartito in mano a tutti, detta il tempo”.

Dopo la chiusura del centro di accoglienza di Vicofaro nel luglio 2025, a causa dell’elevato numero di ospiti, riprende ora il cammino pastorale ordinario della parrocchia in stretta collaborazione con quella, contigua, di San Biagio in Cascheri, guidata anch’essa da don Patrizio Fabbri. Nel ringraziare il parroco uscente di Vicofaro, «affidiamo – ha affermato il vescovo – il nuovo pastore alle preghiere della Beata Vergine Maria e al nostro patrono San Giacomo». 

Il nuovo assetto pastorale

A partire dal 23 agosto 2026, dunque la cura della parrocchia sarà affidata a: Mons. Patrizio Fabbri, amministratore parrocchiale e Don Roberto Breschi, cancelliere vescovile e coadiutore. La comunità lavorerà in stretta collaborazione con la parrocchia di San Biagio in Cascheri, già guidata da don Fabbri.

Il nodo migranti

Resta aperta la questione dei circa 50 migranti ospitati a Ramini, che per anni hanno trovato accoglienza grazie all’impegno di don Biancalani. Il vescovo ha dichiarato che la diocesi sta studiando “soluzioni per il bene della comunità e dei ragazzi”, in dialogo con lo stesso Biancalani.

Il verdetto di Roma e la fine di una stagione

Il decreto del Dicastero per il Clero, pubblicato il 19 agosto 2026, ha confermato la rimozione di don Biancalani, imputandogli “grave negligenza” nella gestione pastorale e la trasformazione non autorizzata delle parrocchie in centri di accoglienza ritenuti irregolari. Il documento sottolinea il “totale annientamento della vita comunitaria”, con proteste di fedeli e calo delle attività sacramentali.

Biancalani, che ha dichiarato di voler “restare accanto ai ragazzi”, ha criticato duramente i dicasteri vaticani, sostenendo che non comprendano la complessità dell’accoglienza e ribadendo che “un atto di rimozione non può scaraventare in strada circa 60 ragazzi”.

Una parrocchia da ricostruire

Vicofaro è stata per anni un luogo di frontiera, dove si sono intrecciati solidarietà, tensioni, fragilità sociali e conflitti istituzionali. Ora la diocesi punta a ricostruire una “parrocchia sinfonica”, dove ogni fedele possa ritrovare il proprio spazio e la propria voce.

La nomina di don Patrizio Fabbri segna l’inizio di un nuovo capitolo: una ripartenza che vuole riportare al centro la comunità, la pastorale ordinaria e un cammino condiviso, mentre resta aperto il cantiere più complesso, quello dell’accoglienza.