Impressionante resta il fatto che la procura di Pistoia non abbia svolto alcuna indagine sui documenti d’archivio del Comune di Quarrata facendo finta di niente. Ma l’ingegner Gelli, il sindaco Mazzanti, il comandante Bai, gli uomini e le donne degli abusi edilizi quarratini, avranno o no aperto una inchiesta sulle segnalazioni da me fatte, tipo quella dei capannoni pro-camper dell’assessore all’edilizia o avranno lasciato a Simone Niccolai tutto il tempo di disfare l’ipotetico abuso, e di rendersi uccel di bosco, favorendolo in qualche modo sfrontato rispetto al resto dei cittadini meno importanti della comunità?

SE NON PARLANO LE CARTE
SIAMO IN TERRA O SIAM SU MARTE?

TORNO A PARLARE delle piscine di via Magona, a Valenzatico. E lo faccio – come al solito – con carte alla mano.
Sugli articoli da me pubblicati sull’argomento e nonostante sia passato un bel po’, nessuno del comune di Quarrata ha risposto: perché il Comune di Quarrata o non risponde per cultura istituzionale o, se risponde, non di rado risponde con plateali documenti falsi e/o falsati.
Azzardo a esprimere una mia personale opinione e vediamo se la procura di Pistoia mi getta di nuovo agli arresti domiciliari senza ragione: sono convinto che se il signor Tommaso Coletta avesse ordinato al signor Claudio Curreli di fare serie indagini (cosa peraltro non avvenuta) e se gli avesse chiesto di leggere i faldoni del Comune di Quarrata o altro, senza affidare a polizia giudiziaria inesperta (?) indagini e rapporti, le vie del Montalbano riaperte sarebbero infinite e con soddisfazione di tutti e la perfetta salvaguarda dei diritti del cittadino che, allo stato, principalmente per colpa del Comune, certi diritti non li ha e, se come me, li chiede, viene sbattuto agli arresti e finisce perseguitato dalla procura senza una parvenza di decisione motivata dai fatti.
Contrariamente a tutta «la compagnia dell’anello» quarratina e pistoiese (siamo colpevoli anche se facciamo una battuta? Che faremo a Crozza, a Grillo, a Salvini, alla Littizzetto, a Sgarbi, al mitico De Luca e a tutti i feisbucchiani incanagliti del web?), Fiorello Gori ha messo fuori la testa e ha rivendicato i suoi diritti. Mi ha mandato documenti – non so se tutti, ma non credo – che qui pubblico senza problemi.

Il geometra si lamenta e chiede che io dia «lo stesso spazio che fino ad ora avrei dato a notizie non veritiere»: dimentica però una cosa, che non ho mai detto che quello che scrivevo era la verità; ho sempre chiesto, al contrario, se quello che stavo dicendo fosse vero o solo una malignità di invidiosi.
La sostanza è assai diversa, anche se la procura pistoiese a certe finezze non è assolutamente in grado di arrivare – il perché lo vedremo in aula. Sarà noioso, tutto questo discorso. Ma certe chiarificazioni sono noiose.
Seguite, ora, il tutto passo-passo, attraverso la corrispondenza. Ma soprattutto domandatevi: l’ingegner Gelli, il sindaco Mazzanti, il comandante Bai, gli uomini e le donne degli abusi edilizi quarratini, avranno o no aperto una inchiesta sulle segnalazioni da me fatte, tipo quella dei capannoni pro-camper dell’assessore all’edilizia o avranno lasciato a Simone Niccolai tutto il tempo di disfare l’ipotetico abuso, e di rendersi uccel di bosco, favorendolo in qualche modo sfrontato rispetto al resto dei cittadini meno importanti della comunità?
Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.online]
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i testi[moni]
26 aprile 2021 – Fiorello Gori a Edoardo Bianchini
Bianchini,
considerato che nessuno, fino ad oggi ti ha informato, comunico che la piscina di Via Magona in località Valenzatico, contrariamente a quanto da te più volte pubblicato, è perfettamente legittimata dal rilascio del Permesso di Costruire n. 72 del 22.6.2005 che a miglior tua conoscenza ti allego in copia.
Spero tu possa dare alla verità, lo stesso spazio che fino ad ora ai dato a notizie non veritiere.
Fiorello Gori
27 aprile 2021 – Edoardo Bianchini a Fiorello Gori
Gori, buongiorno.
Ieri pomeriggio ho ricevuto la tua mail Pec che ho visto indirizzata in CC anche al sindaco Mazzanti – a cui pure inoltro la mia risposta. È bene che legga anche questa oltre che si suoi adorati libri di avventura.
Sei stato l’unico a rispondere in mezzo a un marasma di accuse che hanno portato – grazie al disgraziato Comune di Quarrata, ente dell’illegalità – a un processo penale che mi vede bersaglio di 16 persone farlocche che si sentono offese da ciò che ho scritto nella più assoluta verità documentale.
Almeno tu hai dato una – sia pur parziale – risposta prima di scomodare la procura di Pistoia con tutti i “servi e i servetti” del potere, che vi lavorano facendo più confusione che chiarezza; procedendo senza uno straccio di indagine seria e approfondita e – forse, questo è il mio sospetto e come tale non è reato – proteggendo amici degli amici che sono loro amici.
Purtroppo anch’io e i miei familiari abbiamo il diritto di vivere in pace e come abbiamo sempre vissuto, nelle nostre terre e nelle nostre case: non certo agli ordini di un ragioniere pieno di presunzione, tronfio di un titolo di “dottore” a cui non aveva diritto, e beneficiario di regalìe concesse da un Comune che, con il tuo collega Franco Fabbri, doppiolavorista dal Geom. Ponziani, ha dato “tutto a tutti a metà prezzo” tranne che a coloro che ne avevano davvero diritto – checché ne dicano sindaco e procura (quale?) di Pistoia. Alla fine le carte cantano: e fanno un bel baccano.
In un paese democratico (cosa che l’Italia non è più da mezzo secolo: da quando, cioè, la sinistra ha preso le redini del regime, favorita da Napolitano e dalla sua magistratura rossa alla palamara) i giornali scrivono e la gente risponde.
Qui, nel regno dei catto-rossi-mangiaostie, tutti quanti più somari sono, più si sentono autorizzati a querelare – come la tua ex sindaca, della cui maggioranza hai fatto colpevole parte anche tu –, anche se hanno torto marcio: perché un “giudice amico” e di buon cuore lo trovano sempre per dare una zappata in testa a chi gratta le rogne del malaffare.
Vengo al materiale da te fornìtomi.
Non ho niente in contrario a darti tutto lo spazio che vuoi e a correggere – se ne hai diritto – le affermazioni pubblicate, passo per passo e riga per riga.
Dai documenti che mi ha inoltrato, però, non si riesce a vedere niente di quello che ho messo in Linea Libera: mancano, ai gusci, gli allegati e le relazioni tecniche. Non si sa, quindi, quali siano le “pertinenze” di cui parli e che sarebbero state completamente e legittimamente sanate.
Chiedi al “sindaco sordomuto” (che parla solo in cucina con la Paola Bardelli di Tvl) che mi faccia avere la copia integrale di tutto senza farmi fare un accesso generalizzato che mi costerebbe una sassata. O mandamele tu, queste cose.
E se tutto risulterà regolare, scriverò io stesso un «mea culpa» a tuo vantaggio, come usa in un paese civile e non in una Repubblica Turca di Erdoğan com’è ormai l’Italia della sinistra democratica e progressista di Mani Pulite.
Resto in assoluto silenzio, in attesa del materiale che, pur non essendo io né geometra né ingegnere (come certi altisonanti dirigenti superpagati per fare come vogliono favorendo alcuni e danneggiando altri), so leggere con sufficiente capacità di comprendere cosa c’è scritto.
Quanto pensi di impiegarci per fornirmi i documenti richiesti?
Grazie e cordiali saluti.
Edoardo Bianchini
27 aprile 2021 – Fiorello Gori a Edoardo Bianchini
Bianchini,
ecco la relazione (che non ho firmata in quanto il Comune non la rilascia allegata al P.diC.) e la tavola di progetto.
Fiorello Gori
SIA CHIARO A TUTTI CHE QUESTO NON È ANCORA IL
« MEA CULPA »







































