prossimità sociali. I MAGISTRATI DEVONO ESSERE TERZI E IMPARZIALI SEMPRE O… «A CORRENTE ALTERNATA»?


Il magistrato non deve solo essere imparziale, ma deve anche apparire tale: così disseil questore di Pistoia Abbate il 4 ottobre del 2023 a un incontro di formazione dei giornalisti. Vediamo la posizione dell’ANM di fronte al divinizzato Sigfrido Ranucci


Il cavallo di Troia dell’Anm: mito o verità?

 

ROMA. Riprendiamo un bell’articolo di Stefano dall’Orto “Insieme per una Giustizia giusta” sul tema della verosimile collusione di una prevalente parte della Magistratura (ANM vede iscritti il 95% dei Magistrati) che si trova oggi esposta in modo sfacciatamente parziale sulla questione Ranucci/Lavitola.

Il 25 Ottobre 2025 l’assemblea dell’ANM ascolta un intervento assembleare del giornalista-mito di Report e, appena finito, lo accompagna all’uscita con uno scroscio di applausi. Una standing ovation, come si vede in questa clip video che farà rizzare i peli sulla schiena alla nostra redazione.

Noi lo possiamo dire perché abbiamo il “nervo scoperto”, dopo aver subito per anni una persecuzione giudiziaria da parte della procura della repubblica di Pistoia guidata dal Tommaso Coletta, con Giuseppe Grieco e il sostitutoscout Claudio Curreli.

Sappiamo bene cos’è il fenomeno del condizionamento (occulto) della procura sulla magistratura giudicante. Ma abbiamo anche conosciuto il dottor Piero Tony e, con lui, abbiamo ricevuto informazioni e i documenti più convicenti sull’inquietante argomento.

A fine agosto inizio settembre, la procura della repubblica di Roma procederà a sentire la versione di Sigfrido Ranucci, dopo avere sbobinato i files del Lavitola: bene bravi. Vogliamo sperare che il giornalista resti una vittima del falso amico, cioè quello che ha messo o fatto mettere  la bomba sotto la sua auto, per troppa affezione e stima – una nuova fattispecie di criminalità – ma, se ci fosse anche una, in qualche modo, implicazione del Sigfrido, che magari, sapeva in parte o tutto; e il conduttore dovesse andare a giudizio per questa ipotesi di reato, come la mettiamo?

Chi sarà il giudice chiamato a giudicarlo? Potrà esserlo il suo “giudice naturale”, molto probabilmente iscritto all’ANM e dunque, magari presente all’assemblea dell’Associazione Nazionale Magistrati nella sala della Corte di Cassazione? Se anche non fosse stato presente all’evento, possiamo essere certi che non sarà “avvicinato” da uno dei plaudenti fanatici di Sigfrido?

Sigfrido si gode gli applusi dell’Anm nel Palazzaccio (Cassazione). Una esperienza top

E soprattutto chi controllerà la posizione di perfetta terzietà del magistrato che sarà chiamato a giudicarlo? E se il Ranucci venisse ascoltato dagli inquirenti e considerato per le sue responsabilità, ma poi fosse “scriminato” e quindi “archiviato”? Dovremmo crederci sic et simpliciter? Chi potrebbe escludere l’ipotesi di manipolazioni di relazione socio-politica del magistrato inquirente o giudicante, nei confronti del giornalista di Report che ha chiesto al consesso dell’ANM di “resistere, resistere, e resistere”? Ci piace così ricordare un’altra toga rossa, il procuratore di Milano, ricordate?

Queste domande le poniamo principlamente al presidente dell’Anm e al procuratore capo di Lucca Tommaso Coletta, uno che di “prossimità sociali” se ne intende benissimo, vista la minaccia rivolta nel 2018 al Lgt. Daniele Cappelli, che voleva indagare la sorella del suo collega Turco, Lucia Turco, oanche il sostituto Curreli, tanto per fare un altro nome.

Quis custodes ipsos custodies? Ora, a Pistoia, dagli uffici giudiziari vorranno fare un comunicato stampa e rispondere, per rassicurarci, o dobbiamo sperare in una visita degli Ispettori del ministero mandati da Nordio?

IL TESTIMONIAL RANUCCI

Tutti in queste ore stanno parlando del filmato con l’intervento di Ranucci all’assemblea dell’ANM del 25 ottobre 2025, ma molti dimenticano che proprio quell’intervento divenne terreno di scontro nella riunione del CDC del 28 ottobre.
In quell’occasione Cesare Parodi lamentò che l’intervento di Ranucci non fosse stato «minimamente concordato o quantomeno preannunciato», precisando di ritenere che neppure il segretario generale Rocco Maruotti ne fosse a conoscenza. Quando Paola Cervo replicò, dichiarandosi esterrefatta, parlando dei «nostri invitati» e osservando che non potevano essere sottoposti a un «visto di censura», Parodi chiarì immediatamente il punto: «Io non ho parlato di quello che ha detto Ranucci. Ho detto che bisognava sapere prima che avrebbe parlato».
Intervenne anche Maruotti, che nell’incipit precisò: «Non so chi lo ha invitato». Ranucci dunque era stato invitato, come confermano le sue stesse parole all’inizio dell’intervento, «vi ringrazio per l’invito», ma il presidente e forse anche il segretario generale dell’ANM non sapevano chi lo avesse invitato né, secondo quanto dichiarato in quella riunione, erano stati preventivamente informati del suo intervento. 
Il piccolo giallo durò poco. Il 28 ottobre Il Foglio scrisse che, secondo la propria ricostruzione, l’invito proveniva da Magistratura Democratica e che «diverse toghe» indicavano come regista Stefano Celli, allora vicesegretario generale dell’ANM. Parodi aveva dunque colto la forzatura, forse senza immaginare fino in fondo ciò che quel cavallo avrebbe potuto portare dentro le mura dell’ANM.
Con il senno di poi, la metafora del Cavallo di Troia diventa difficile da ignorare. Il referendum, nato come battaglia della magistratura associata contro una riforma ritenuta pericolosa per la propria indipendenza, finì per inserirsi in una più ampia strategia politica di scontro con il Governo, nella quale anche le correnti moderate dell’ANM si fecero trascinare ed ora ne subiscono le conseguenze. Ora che la vicenda Ranucci sembra tornare come un boomerang, quali saranno le conseguenze ?
  [tratto da  Stefano dall’Orto “Insieme per una Giustizia giusta”] 

Ma onestamente parlando non vi sembra
che questa Italia sia una vergognosa indecenza?