Scontro sul quadro reale dell’area attorno all’impianto e sulle conseguenze per cittadini e servizi. L’assessore Alessio Guazzini difende il percorso di valutazione, il comitato replica sulle criticità ambientali
MONTALE. [a.b.] Nel Consiglio comunale del 13 agosto 2026 attorno a mezzanotte l’assessore all’ambiente del Comune di Montale Alessio Guazzini ha illustrato la posizione dell’amministrazione sul futuro dell’impianto di termovalorizzazione, destinato alla chiusura nel 2029. Un intervento lungo e articolato, che ha ribadito la necessità di valutare “concrete alternative” e di non cedere a scelte “di pancia”, richiamando il ruolo di responsabilità degli amministratori.
Le parole dell’assessore: “Serve onestà verso i cittadini, valutiamo tutti gli scenari”
Guazzini ha ricordato che il dibattito sul termovalorizzatore “non è facile” e che da anni si discute senza che siano state realizzate soluzioni alternative “in maniera concreta”. Ha sottolineato che l’impianto attuale chiuderà nel 2029, essendo “a fine vita”; dopo la chiusura si apriranno scenari complessi che richiedono valutazioni approfondite; amministrare implica responsabilità diverse rispetto all’opposizione: “È facile dire sempre di no… ma chi amministra ha una visione diversa”.
L’assessore ha elencato cinque punti critici che, secondo l’amministrazione, devono essere considerati prima di qualsiasi decisione: abbattimento e bonifica dell’impianto, con costi milionari a carico dei Comuni proprietari; perdita di 30 posti di lavoro; mancato introito del ristoro ambientale (circa 300.000 euro l’anno); aumento delle bollette dovendo smaltire i rifiuti fuori Toscana; incertezza sui servizi attuali (porta a porta, ingombranti, pannoloni, cestini, abbandoni), che oggi sono garantiti dalla presenza dell’impianto sul territorio. L’assessore ha concluso ribadendo che nessuna decisione è stata presa e che il percorso sarà basato su “confronto e consultazione”: Non deve passare il messaggio che è già stato deciso, perché non è vero niente… decidiamo insieme”.
Le critiche del comitato “non CIStiamo”: “L’assessore ignora lo stato reale dei terreni attorno all’impianto”
Le dichiarazioni dell’assessore hanno suscitato nella odierna giornata, reazioni immediate nel comitato “Non CIStiamo”, molto attivo sul tema dell’inceneritore. «Montale – si legge su Facebbook – non ha un Assessore all’Ambiente: non può certo definirsi tale chi, dopo 3 ore di dibattito accesissimo, decide di prendere la parola solo per leggere un foglietto pieno di slogan, banalità e bugie a favore dell’inceneritore. La perla della serata, pronunciata proprio dall’assessore: “Bonificare costerebbe milioni di euro, non sappiamo cosa potremmo trovare là sotto”.

E quindi la risposta qual è? Dire sì al raddoppio?! Non ci sono davvero parole per commentare una logica del genere. Davvero meritiamo amministratori del genere, di qualsiasi colore politico siano?»
In attesa di un comunicato ufficiale stanno emergendo in queste ore accuse dirette rivolte all’assessore Alessio Guazzini, soprattutto sul tema della bonifica dei terreni circostanti l’impianto. Nei terreni attorno all’inceneritore sarebbero presenti ceneri sversate negli anni senza alcuna precauzione né bonifica, una circostanza che sarebbe stata riportata anche da Arpat: “Nei terreni intorno all’inceneritore – fanno sapere dal comitato stesso – ci sono le ceneri che venivano sversate senza alcuna precauzione né tanto meno bonifica… Arpat scrisse che non risultava fosse mai stata una bonifica.”
Da qui la critica diretta all’assessore: “Andrebbe risposto all’assessore che mentre lei ignora cosa ci sia in quei terreni, noi lo sappiamo molto bene e se vuole ci sono anche molte foto che lo testimoniano oltre ad un video storico degli anni 80 pubblicato a suo tempo su Youtube definito “documento originale della discarica di ceneri disseminate nel tempo”,. Una questione . quella delle ceneri che ha grosse implicazioni amministrative.
«Dove sono finiti i soldi che il CIS ha accantonato da anni per la bonifica e su cui ci sono stati nel tempo mille rassicurazioni?» chiede Barbara Innocenti?
Un confronto che si annuncia acceso
Il contrasto tra le posizioni dell’amministrazione e le contestazioni del comitato mostra come il tema del termovalorizzatore resti uno dei nodi più sensibili per Montale e per l’area pistoiese. Da un lato, l’assessore Alessio Guazzini rivendica un approccio pragmatico, basato sulla valutazione di costi, servizi e ricadute economiche; dall’altro, il comitato insiste sulla necessità di affrontare le criticità ambientali pregresse, che ritiene non sufficientemente considerate nel dibattito istituzionale.
Con l’avvio del percorso di consultazione annunciato dall’amministrazione, il confronto tra istituzioni e cittadini entrerà ora in una fase decisiva, in cui trasparenza, dati tecnici e partecipazione pubblica saranno elementi centrali per arrivare a una scelta condivisa.























