Consiglio comunale show a Montale, con lancio d’accuse d’incoerenza, falsità, tradimento degli interessi dei cittadini, dunque mancanza di “concretezza” e questo a “Montale concreta”. Tanta la cittadinanza, con Pierucci che resiste alle proteste dovendosi alzare in piedi per imporsi e dimostrando così la sua inadeguatezza. Betti rideva per il caos generale. Chiamate l’esercito…?
PIANA-MONTALE. Le notizie più interessanti del Consiglio comunale straordinario di Montale sono state tre: il Presidente Pierucci che ha dovuto replicare alle proteste del pubblico per disfunzioni di fruibilità della sala, surriscaldata, iper-saturata di cittadini indignati (serviva un numero chiuso, per la congiuntura climatica?) anche alzandosi in piedi; il capogruppo di maggioranza Righi è un falsario perché dice cose false (Nincheri dixit), dice “stronzate” (Bandinelli); e il Sindaco Betti ha fatto una delibera illegittima di Giunta (num. 100, Bandinelli) da impugnarsi.
L’unico che si divertiva molto – e rideva sotto ai baffi – era lui, il più (in)democratico e (s)partecipativo Betti, vista la lunga interruzione con reprimenda del Pierucci, ricordandosi del brocardo maoista tanta la confusione sotto al cielo, tutto procede regolarmente.
Che dire del Pierucci che in affanno sembrava aver scambiato il consesso consiliare per un’aula di studenti, richiamando i capogruppo di opposizione come se fossero alunni indisciplinati? L’opposizione chiede le dimissioni della maggioranza, protestando perché “non si può fare politica all’interno delle stanze del primo piano”: la maggioranza, dice Nincheri, incontra l’opposizione per condividere accordi che poi vengono stravolti dopo due ore… una vergogna.
Un’altra delle uscite parossistiche del tandem Pierucci/Betti è stata quella seguita all’accusa della minoranza di essere, il sindaco, un falso; al che, Betti si è fatto avanti con una improbabile difesa, mettendo una toppa che è stata – a nostro parere – peggio del buco.
La variazione allo statuto non ci sarà e dunque, si farà una consultazione alla buona con un referendum attenuato e sicuramente di facciata. Così Betti potrà sfruttare la mancanza di un formale e perentorio pronunciamento popolare; ma state certi che lui, oramai già marcato di impopolarità a futura memoria, sarà sempre “consultativo, partecipativo e democratico”, questo lo ripete a oltranza per rassicurare i suoi fedelissimi.
Bene per questo andarsi a risentire che cosa diceva Ferdinando a proposito dei “percorsi partecipativi per rispettare il mandato dei suoi cittadini” (il 20/04/2023 al microfono di Toscana Tv). Sono passati oltre tre anni, ma anche meglio le dichiarazioni rilasciate a Tvl Pistoia, dove la parola “percorso” viene pronunciata ben quattro volte!
Sul sindaco Benesperi abbiamo già scritto e detto: meno parla e meglio è per la sua scalcinata immagine di falsario, epigastralgico e ruminante. Ma emblematica è l’assenza dell’altro sindaco, Gabriele Romiti che, da Quarrata, non ricorda nemmeno la strada per andare in via Tobagi e – statene certi – non lo vuole nemmeno ricordare!
Tanacca, non parlerà dell’impianto di incenerimento e, se proprio lo dovesse fare, sotto tortura, pronuncerà la lezioncina che gli avrà dato il suo presidente del consiglio Marco Mazzanti, che al Cis sistemò 7 quarratini e si prese (ma fu solo una mossa) un avviso di garanzia per voto di scambio da parte della meteora inutile Paolo Canessa – non diverso da tutti gli altri pubblici ministeri inutili che lo avevano preceduto.
Perché dovrebbe parlare il Romitino? Perché dispone del 48% delle quote della società Cis? Ma queste sono quisquilie, direbbe Totò!
A.R.
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