Jerome K. Jerome aveva scritto Tre uomini in barca, ma con i con-sindaci di Quarrata Parigi val bene una messa…
Come a Roma due consoli, così a Quarrata due sindaci
SIAMO RESTATI PÒERI, CARI MIEI
MA SI MÈGLIORA: PRESTO TUTTI GHÈI!

Facciamo che si debba fare un sacrificio per qualcosa che ne vale la pena: di solito si dice che Parigi val bene una messa.
Per Quarrata, dove la sinistra imperversa al ribasso da decenni, val bene perculare i due con-sindaci: il primo (e di fatto) un Marco Mazzanti, la cui unica okkupazione è stata solo il burraco e/o la battuta della ganascia – sempre in prima linea a esercitarla in ogni occasione. Marco ha ancora il suo Facebook con su scritto che è sindaco.
Il secondo (sindaco di diritto), il romitino, è nato e fatto salire al trono – come sempre ho detto – dalla furbizia del plebeo – popolano, intendo dire – Mazzanti, discendente da razza agricoltora luccianese, ma afflitto da revanscismo popolar-kulturale da casòn diù popòl che, alla fine – dopo che si erano consumati tutti gli altri sindaci – lo ha fatto sedere dinanzi alla greppia.
Ci ha preso gusto, il Mazzanti, e non se n’è staccato più. Tanto che ci starà, come una tarantola su un vetro, per altri 9 anni. Senza mai smettere di fare danni.
Si è inventato, infatti, che lui la politica ce l’ha nel sangue e, proprio per questo, fa l’eminenza grigia, ossia il presidente del coniglio comunale. La S, infatti, è di troppo per quell’organo inutile nato solo per alzare la mano a comando. E nella fotona lo vedete bene: con appropriata perculazione di tipo nazis. Loro lì voterebbero anche il famoso santo delle litanie goliardiche, quel San Cirillo che con la fava a spillo inculava i microbi.
Quasi 30 mila persone affidate a due sostanziali analfabeti: entrambi licenziati dalla scuola media come tutti, perché dalla scuola dell’obbligo (che non può bocciare: diceva don Milani) escono tutti. O per anzianità o per merito, ma comunque tutti.

Quasi 30 mila persone affidate a questi due arlecchini della politica, scappati da una compagnia di guitti del teatro dell’arte.
Se un loro funzionario gli rivolge la parola, devono mettersi sugli attenti perché più che delle cinque attività umane (mangiare, bere, dormire, cacare e scopare, diceva la professoressa Giuliana Bonacchi Gazzarrini, che saluto, del glorioso Forteguerri) altro non sanno: pur se il Romitino ci è descritto come un bombardiere, un vero e proprio Enola Gay che ci parla, come un Soros, di investitori per le famose Rsa. Ma lo saprà il significato di investimento al di à di chi viene accicciàto sulle strisce pedonali?
Una buona, anzi ottima, idea quella dei “lebbrosari per anziani”: dove – gli si augura con tutto il cuore – gli amministratori quarratini possano, un dì, trovare adeguata conclusione alla loro illuminata carriera.
Ma tutto questo non rileva. E non rileva, purtroppo, neppure per il popolo quarratino che, come tutti i popoli di questa terra, non vuole sindaci e amministratori di qualità, ma solo dei comunissimi Gaetano Patanè (date retta: guardate L’ora legale di Ficarra e Picone e capirete) a cervello castrato, che però garantiscono il lampione dinanzi a casa, la buca per strada chiusa in 12 ore, la panchina arcobaleno (che è oltremodo omofoba ed esclusiva perché onora gli Schlein costruendogli un nido apposta dove poggiare le mele), le regalìe «da chiudo gli occhi e me li cucio: mi dichiaro per l’inciucio». Ve lo ricordate che non è successo niente neppure al grande assessore all’urbanistica che costruiva abusivamente capannoni dietro casa sua: Simone Niccolai?

Insomma davvero un bel treno di democratici per i coglioni che non riescono a vedere che personaggi così fanno regalìe commerciando in doni e condoni, licenze e permessi a seconda del nome e del cognome.
Ma non riescono a capire – i popoli – che, al momento opportuno, Simone Niccolai passa le maglie della rete e gli si dà il tempo di sbaraccare per non aver grane; mentre ai ragionieri non-dottori, come il famoso Romolo Perrozzi, tocca disfare tre capanne e pagare 20 mila euro di penale…
Ecco cosa avete trovato nelle vostre «òva di Pasqua & Pasquetta», quarratini cui tocca il compito di soggiacere, prossimamente, anche all’opera di infinochiazione fortemente voluta dalla Schlein per salvare il clima del pianeta Terra!
Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.online]
LA COLPA MORÌ FANCIULLA?
Ovviamente la colpa non è dei personaggi come questi, nei confronti dei quali Cristo in Croce avrebbe detto semplicemente «Padre, perdona loro…».
È di quella procura della repubblica in cui, fra polizia giudiziaria che cammina a quattro zampe come i caimani, strisciando il mento e lo stomaco a terra; e sostituti che, vinto il concorso in magistratura, non iniziano neppure a fare il mestiere per il quale sono stati cooptati, perché per riscuotere non è necessario: tutto l’ecosistema dei parassiti incolti è mantenuto in piedi sulle spalle del cittadino che paga.
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