
PISTOIA. [a.b.] Un presidio dalle ore 9 in piazza Gavinana (Globo), un corteo per le vie della città alle ore 16 ed infine la festa di accoglienza (con aperitivo, interventi e buona musica) dalle ore 19 al circolo Arci Ho ChiMinh. È questo in sintesi il programma della manifestazione Antifascista e Antirazzista organizzata per sabato 13 dicembre. A tre anni dalla strage dove il pistoiese Gianluca Casseri uccise i due venditori ambulanti Samb Modou e Diop Mor Pistoia Antifascista e Antirazzista intende ribadire con forza il proprio no al razzismo.
“Il 13 dicembre 2011 – si legge in un documento – un militante dell’organizzazione neofascista CasaPound, il pistoiese Gianluca Casseri, uccideva al mercato di Piazza Dalmazia a Firenze due venditori ambulanti (Samb Modou e Diop Mor), la cui unica “colpa” era quella di avere il colore della pelle diverso dal suo. Dopo due ore trascorse indisturbato (dove non ci è dato saperlo) si recava al mercato centrale di San Lorenzo, sempre a Firenze, e sparava ancora ferendo altri due immigrati senegalesi e rendendo tetraplegico un terzo, anche loro colpevoli di avere la pelle nera.
Se quello del Casseri fosse stato “il gesto di un uomo isolato, il gesto di un pazzo”, come lo definirono all’unisono giornali e politici locali, viene da domandarsi come mai il fascista Casseri non si fosse recato sin da subito a San Lorenzo per terminare la sua opera e come mai avesse ripulito per intero la propria abitazione nei giorni antecedenti la strage, dubbi che una fin troppo frettolosa chiusura delle indagini da parte della magistratura non hanno dissolto. La strage fascista di Piazza Dalmazia non fu certamente frutto di una decisione presa nottetempo, no! Al contrario fu una strage ben studiata e ben pianificata e che affonda le sue radici in quella cultura razzista e xenofoba che i fascisti hanno sempre propagandato, cultura che in tempi di crisi economica trova terreno fertile tra i ceti più deboli della società”.

La nota prosegue: “Oggi viviamo in un’epoca dove il profitto, quindi il mercato, trasforma qualsiasi cosa in merce, compreso gli uomini. Quanta mano d’opera serve? Non importa se legale o meno, quella che serve entra l’altra si respinge, magari col pianto di coccodrillo anche di una certa classe politica. La stessa classe politica che legifera in materia d’immigrazione, basti pensare alla Turco-Napolitano o alla Bossi-Fini i cui unici risultati sono stati la creazione di carceri illegali a cielo aperto (prima Cpt divenuti poi Cie) fino ad arrivare all’aberrante istituzione del “reato di clandestinità”, che de facto rende criminale chi fugge da guerre e miserie figlie dell’Occidente. Non dimentichiamo poi in questi ultimi giorni la confusione che le formazioni di estrema destra stanno creando ad arte attorno alla questione dei rifugiati politici, spargendo voci infondate su improbabili agevolazioni concesse agli immigrati (oltre 40 euro al giorno) e fomentando la tensione nei quartieri popolari più degradati (vedi il caso di Tor Sapienza a Roma)”.
“A questo imbarbarimento i Pistoiesi rispondono con la cultura dei diritti sociali, del lavoro, dell’integrazione: compito di Antifascisti e Antirazzisti è oggi quello di creare un clima favorevole all’accoglienza dei migranti che fuggono da guerre (nostre) e miseria (loro), tenendo bene a mente che i responsabili dell’attuale recessione economica e tutto ciò che ne deriva (perdita del potere d’acquisto, attacco ai diritti dei lavoratori, disoccupazione) risiedono altrove”.
“ I centri di accoglienza per i rifugiati politici – termina il documento – non devono essere collocati nelle piccole comunità, con la volontà palese delle istituzioni di renderli “invisibili” ai più, ma bensì nei centri città dove non mancano strutture per l’accoglienza (di edifici pubblici lasciati a se stessi Pistoia abbonda) e dove più facili sono le opportunità di inserimento”.
























