CASALGUIDI. Condivido pienamente lo sdegno che ha provocato in molte persone la notizia della mancata benedizione alle scuole di Casalguidi, ma al di là dello sdegno e della notizia, occorre una riflessione sicuramente più approfondita.
Chi ha impedito al parroco di Casalguidi di benedire le scuole non è stata una cellula dell’Isis infiltratosi nella comunità di Serravalle, ma sono stati gli stessi membri del consiglio fra cui, mi risulta, esserci alcune persone che frequentano anche in modo assiduo la parrocchia.
E questo grazie a quella cultura “catto-comunista” e a coloro che la rappresentano nella società e nelle istituzioni. Colpa di quella politica del compromesso che per il consenso politico ha rinunciato ai propri valori.
Una cultura che in nome di un vacuo multiculturalismo distrugge la nostra identità di popolo e di nazione. Accettare e rispettare le altre culture non significa, per me, azzerare la mia cultura. Le tradizioni, come la benedizione, al di là del valore religioso per chi crede, rappresentano le nostre radici e la nostra cultura che si basa sui valori cristiani.
La politica dei due forni, il moderatismo e il centrismo sono sicuramente alcune delle cause che hanno alimentato il fenomeno e che ha permesso alla cultura “comunista” di imporsi come modello.
La disgregazione della famiglia (quella naturale), la lotta contro i simboli cristiani negli edifici pubblici, l’immigrazione incontrollata, la disgregazione dello stato e della Patria, tutti frutti di quell’albero (ulivo o quercia che sia) a cui molti cattolici hanno portato acqua.
Ormai, purtroppo, è chiaro che abbiamo un nemico alle nostre porte rappresentato dall’integralismo islamico, ma è altrettanto chiaro che noi, in questa maniera, siamo i primi nemici di noi stessi.
Patrizio La Pietra
Portavoce provinciale Fdi-An Pistoia

























Più che parlare a casaccio di cattocomunismo, si potrebbe parlare di atteggiamenti falsamente modaioli e radical chic, o, se proprio vogliamo, di cattostupidità.
Pr il resto, concordo che in una società equilibrata io devo rispettare cultura e sentimenti di chi è diverso da me, ma non sta scritto da nessuna parte che per fare ciò debba annullare me stesso. Se vogliamo citare il Vangelo, inteso in maniera corretta e non idiota e superficiale, non c’è scritto in nessun punto che per amare il prossimo ci si debba prendere a martellate nei ginocchi o autocastrarci. Anzi, se facessimo così, saremmo in grave peccato.
Piero Giovannelli