IN CHIESA NON SI APPLAUDE, LA RISPOSTA DI TRE PONTEFICI

In chiesa, non applaudite, magari pregate, questo dice la dottrina della Chiesa in latino: “templum Dei, Templum dei”

PISTOIA – AGLIANA. Il recente episodio del funerale a Vannino, celebrato da Don Anthony Mennem nella chiesa di Santa Maria a Spedalino Asnelli ci ha permesso di registrare un ulteriore episodio di stravaganza dei partecipanti che hanno partecipato il commiato al celebre concittadino pistoiese facendo un imprevedibile applauso, non all’uscita del feretro o all’arrivo del carro funebre nel piazzale della chiesa, ma bensì al termine dell’omelia dedicata allo scomparso Vannino, anche celebrato da una gigante iconografia luminosa apparsa sul fronte del palazzo comunale di Pistoia, ove risiedeva.

Sulla morte di Vannino, il ridicolo non sono stati gli applausi in Chiesa, ben altro

A parte le smargiassate romane del clan dei potenti Casamonica con il lancio di un sacco di petali dall’elicottero sul funerale del boss, qualunque manifestazione di lutto è sempre di più volta a vedere l’espressione di elementi di “ossequio e riverenza” che sono quanto meno irrituali nel contesto di un cerimoniale religioso, qualunque esso sia, con lancio di palloncini, grandi manifesti, coriandoli o applausi, esibiti o lanciati a ogni citazione di seppur lieve richiamo alle “doti soggettive” appartenute al defunto/a.

Per la Chiesa, e specificatamente per la dottrina che si richiama alla migliore ortodossia liturgica, quella degli applausi è una attività irrituale che non dovrebbe essere portata al contesto della celebrazione per il semplice fatto che la funzione religiosa è, per definizione, introdotta in una ritualità codificata da due millenni che non può prevedere stravaganze con contributi di entusiasmo, approvazione o compiacimento con gli applausi, durante la celebrazione.

Per spiegare meglio il concetto, vediamo cosa dicevano tre papi sull’argomento degli applausi, come ricordati dallo stesso Don Anthony Mennem:

Ecco chi si è pronunciato

Benedetto XVI, nella sua “Introduzione allo Spirito della Liturgia”: «Là, dove irrompe l’applauso per l’opera umana nella liturgia, si è di fronte a un segno sicuro che si è del tutto perduta l’essenza della liturgia e la si è sostituita con una sorta di intrattenimento a sfondo religioso».

San Giovanni XXIII, durante un incontro con i fedeli ad Ostia nel 1963, ha esordito così: “Sono molto contento di essere arrivato fin qua ma, se vi debbo esprimere un desiderio, (è) quello che in Chiesa non gridiate, non battiate le mani e non salutiate neanche il Papa, perché templum Dei, templum Dei (il tempio di Dio è il tempio di Dio). Ora, se voi siete contenti di trovarvi in questa bella chiesa, immaginate se non è contento il Papa di vedere i suoi figliuoli. Ma appena li vede i suoi figliuoli mica batte loro le mani in faccia. E questo che sta davanti a voi è il successore di San Pietro” (San Giovanni XXIII, Ostia, IV Domenica di Quaresima 1963).

San Pio X: Lo stesso San Pio X aveva proibito gli applausi a se stesso in San Pietro (“Non liceat applaudire il Servo nella casa del Padrone”).

Papa Francesco: Nulla ha detto, perché chi è lui per giudicare?

Alessandro Romiti

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