FU OSPEDALE PACINI: UN MODELLO PER LA BOCCONI?

Asl 3 Pistoia. Abati, Cormio, Turco, Biagini
Asl 3 Pistoia. Abati, Cormio, Turco, Biagini

SAN MARCELLO-MONTAGNA. “Un occhio esterno che vede questa organizzazione e prende in considerazione di farla simile a questa, è per noi (noi chi? – n.d.r.) un motivo di orgoglio, peraltro basato su un’indicazione fatta dall’università Bocconi di Milano, dettaglio questo non da poco, dato che si tratta dell’università più prestigiosa d’Italia e un’indicazione di questo genere, è molto importante.

“La nostra (solo vostra – n.d.r.) riorganizzazione è stata molto sofferta fin dall’inizio. La percezione e la preoccupazione era quella di uno smantellamento, però, piano piano la situazione si è assestata e si è visto, che tolta la chirurgia non è stato tolto null’altro (cucina a parte – n.d.r.), ma che c’è stato un potenziamento (quale? – n.d.r.). La nota positiva (e la negativa? – n.d.r.) è quella di lavorare e influire più sulla prevenzione, in modo da arrivare il meno possibile all’ospedale, perché l’intento è quello che gli ospedali debbano servire da ultimo e per forza.

“Ora, sui casi di emergenza, noi tutti poniamo una preoccupazione, però noi un punto di pronto soccorso ce lo abbiamo. Le disquisizioni sono state molteplici però ci dicevano tutti questi medici che comunque è bene andare, quando c’è una situazione critica, là dove c’è lo specialista e non fermarsi in un punto che non è all’altezza di mettere in sicurezza il paziente.

“Noi ci siamo sempre sincerati che la cosa più importante e fondamentale del Pronto Soccorso (sic!) fosse in grado di mettere il paziente in sicurezza. Su questo abbiamo avuto le garanzie (quali? – n.d.r.). Oltretutto ora verrà ampliato e ci permetterà di avere dei servizi migliori. Pertanto dico che questa è una giornata importante e rassicurante per la nostra comunità”.

Così parlò Silvia Cormio Sindaco del Comune di San Marcello Pistoiese ancora per due anni, a conclusione della conferenza stampa tenutasi a seguito della visita della delegazione dell’Asl di Aosta effettuata ieri, 9 gennaio, presso la ex-struttura ospedaliera Lorenzo Pacini ora Piot, Presidio Integrato Ospedale Territorio.

Asl Aosta. Pesenti, Vuillermin, Veglio, Abati
Asl Aosta. Pesenti, Vuillermin, Veglio, Abati

La Montagna Pistoiese è stata scelta dalla delegazione valdostana per le caratteristiche territoriali simili alla loro regione: un territorio montuoso con scarsa popolazione e difficoltà viarie. Diametralmente opposto però il punto di partenza della riorganizzazione e razionalizzazione dei servizi. La Valle d’Aosta ha un solo ospedale di riferimento, l’Umberto Parini con circa 300 posti letto ed è alla ricerca di un nuovo modello per l’erogazione dei servizi territoriali, il che potrebbe portare ad implementare strutture come l’attuale Piot di San Marcello sul proprio territorio. In provincia di Pistoia la riorganizzazione è partita con la chiusura e la dismissione di quanto era già presente e funzionante sul territorio.

Una visita richiesta (? – n.d.r.) dai valdostani e prontamente assecondata dalla locale Asl, ben lieta di presentare l’opera prima eseguita. Una visita che casca come la fontina sui maccheroni, per far vedere, agli unici scettici che si ostinano a non capire, i montanari dell’Appennino, quanto sono invece fortunati ad essere così bene e in maniera lungimirante amministrati, tanto da essere presi ad esempio.

Seguendo il ragionamento della Cormio si deve essere orgogliosi di non aver più una sala operatoria (840 operazioni nel 2010. Ma il San Jacopo con 13 sale operatorie nel 2014 quante ne ha fatte?), un reparto di ortopedia e un Pronto Soccorso. Orgogliosi di aver finalmente una struttura sicura, ottenuta chiudendo reparti.

Ma qual è la sicurezza perseguita e soprattutto per chi? Ce lo chiarisce nel suo intervento il dott. Massimo Pesenti Campagnoni: “I pronti soccorsi sono come le sale operatorie, devono essere attrezzati; diversamente è meglio non averli. I punti di primo soccorso sono sconsigliati perché nelle patologie importanti consumano il tempo. Bisogna avere un sistema di emergenza 118 che funzioni. Avere una struttura fisica potrebbe essere sconsigliato, questo in linea di principio. Da osservatore esterno, quello che qui è iniziato è un percorso virtuoso che lascia sul territorio ciò che è giusto sviluppare. Ma se io cittadino vengo qua e vedo l’insegna di pronto soccorso, vado lì e poi vedo in realtà che non ha le caratteristiche per esserlo, io vi denuncio: mi date l’informazione sbagliata”.

La sicurezza di chi sta negli uffici al caldo è ora garantita.

La contestazione muta dei montanari d’Appennino
La contestazione muta dei montanari d’Appennino

Pazienza, pazienti, se poi in montagna, per una banale nevicata di 10 cm tutto si blocca e giungere all’ospedale di Pistoia può diventare un’odissea – le cronache locali ne sono testimoni –, basti ricordare l’infortunio del campione di sci Giuliano Razzoli (vedi qui e qui) che l’anno scorso, infortunatosi cadendo in allenamento sulle piste dell’Abetone, impiegò ore per giungere in ambulanza a Pistoia, causa le avverse condizioni meteorologiche che ne impedirono il trasporto con l’elisoccorso.

Pazienza, pazienti, se una signora di novant’anni con il femore rotto viene portata prima al punto di primo soccorso, poi all’ospedale di riferimento di Pistoia da dove, non essendoci posto, e dopo sei ore di attesa, viene spedita a quello di Pescia (vedi qui).

Pazienza, pazienti, se al Piot “per motivi personali” l’ortopedico non arriva l’unico giorno che nevica e che c’è più bisogno di lui.

Pazienza, Romagnani (vedi qui e qui), se al Piot si aspetta cinque ore per nulla.

Ma tutto ciò non era oggetto della visita, concentrata sulla riorganizzazione ed erogazione dei servizi sanitari legati al territorio.

Pazienza, bisogna essere pazienti… triste però a chi tocca.

3 thoughts on “FU OSPEDALE PACINI: UN MODELLO PER LA BOCCONI?

  1. Io capisco che il sindaco Cormio, essendo originaria di Milano, si senta onorata dagli studi della Bocconi sul nostro PIOT, però bisognerebbe che leggesse bene quanto si trova sul sito istituzionale dell’università, quale presentazione dell’ateneo:
    “L’università commerciale Luigi Bocconi è oggi un punto di riferimento scientifico e culturale nelle scienze economiche, manageriali, quantitative, giuridiche.”
    NON è un’università delle scienze naturali e NON ha la facoltà di medicina.
    Pertanto, dire che è la più prestigiosa università d’Italia in un contesto in cui si parla di cure mediche, mi sembra quantomeno esagerato… ah, già ma qui interessano solamente i dati di bilancio!!!
    Mi piacerebbe che anche la Sant’Anna di Pisa (che se non sbaglio tutti gli anni redige i report sulla sanità Toscana) facesse un bello studio integrato sulla sanità della Montagna Pistoiese e sul PIOT di San Marcello, comparandola con quella dell’epoca dell’Ospedale L. Pacini. Magari mi sbaglio, ma secondo me qualcuno potrebbe rimanerci male leggendo i risultati.

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