QUARRATA RICORDA DON ALDO CIOTTOLI A TRENT’ANNI DALLA MORTE: DOMANI LA SANTA MESSA IN SUFFRAGIO

L’8 agosto 1996 moriva lo storico proposto di Santa Maria Assunta, sacerdote e punto di riferimento della comunità quarratina per 45 anni. Domani, domenica 9 agosto, alle 11, una celebrazione nella chiesa di Santa Maria Assunta alla presenza dei familiari

QUARRATA — Sono trascorsi trent’anni dalla morte di monsignor Aldo Ciottoli, ma il suo ricordo continua a vivere nella memoria di tanti quarratini che lo hanno conosciuto, ascoltato e avuto come punto di riferimento. A tre decenni dalla sua scomparsa, avvenuta l’8 agosto 1996, la comunità torna a ricordare una delle figure più significative della propria storia religiosa, sociale e culturale.

Nel giorno successivo all’anniversario della morte, domani, domenica 9 agosto alle ore 11, nella chiesa di Santa Maria Assunta a Quarrata, sarà celebrata una Santa Messa in suffragio di monsignor Ciottoli, alla presenza dei familiari. Un momento di preghiera e memoria che assume un significato particolare proprio nel trentennale della sua scomparsa.

Nato a Ferruccia il 19 gennaio 1915, don Aldo fu ordinato sacerdote il 18 maggio 1940. Dopo i primi anni come cappellano a Montale, dal 1942 al 1951 fu parroco di Pracchia. Durante gli anni drammatici della Seconda guerra mondiale si distinse per il coraggio e l’umanità dimostrati nell’aiuto alla popolazione e, in particolare, per l’impegno a favore di persone catturate durante le razzie seguite alle azioni partigiane. Come documentato anche da una deposizione resa ai carabinieri, si adoperò presso i comandi tedeschi e fascisti per cercare di salvare decine di persone. Un episodio che, ricordò Renato Risaliti all’indomani della sua morte, «non ha ancora ricevuto la piena giustizia che merita».

Nel 1951, a soli 36 anni, don Aldo arrivò a Quarrata, dove divenne proposto di Santa Maria Assunta. Vi rimase per 45 anni, fino alla morte, accompagnando da protagonista una delle fasi più importanti della trasformazione della città.

Erano gli anni della crescita economica e demografica di Quarrata, di una società che cambiava rapidamente e che aveva bisogno anche di nuovi luoghi di aggregazione, formazione e socialità. Don Ciottoli seppe interpretare quel cambiamento con una visione moderna e concreta. Promosse, tra le altre opere, la costruzione della chiesa di San Giuseppe Artigiano, dedicata non a caso al patrono dei lavoratori, e dei locali parrocchiali di via Trieste, la storica Pineta, che per generazioni di giovani rappresentò un importante luogo di formazione, incontro e cultura.

Il suo impegno non si limitò all’attività pastorale. Insegnante di religione nelle scuole, educatore e guida spirituale, don Ciottoli fu anche protagonista della vita culturale cittadina. Nel 1991 fondò l’Associazione culturale “Sbarra”, intitolata a don Dario Flori, con l’obiettivo di promuovere la cultura sul territorio ispirandosi ai valori della Dottrina Sociale della Chiesa.

Fu inoltre vicino alla nascita e allo sviluppo di importanti esperienze sociali e culturali della città, dal ciclo pittorico realizzato da Romano Stefanelli tra il 1981 e il 1991 alle case-famiglia dell’OAMI, realtà che ancora oggi rappresenta un presidio di accoglienza e cura.

Tre anni fa, a riconoscimento del ruolo svolto nella storia cittadina, il Comune di Quarrata gli conferì, insieme ad altri storici parroci del territorio, il titolo postumo di “cittadino benemerito”.

Colto, dotato di una oratoria profonda e incisiva, animato da una spiritualità ricca ma sobria, monsignor Ciottoli fu molto più di un parroco. Per 45 anni rappresentò una presenza costante nella vita della comunità, nei momenti di festa così come in quelli più dolorosi. Fu educatore, ascoltatore e punto di riferimento per generazioni di fedeli, capace di accompagnare una città che cambiava senza perdere il legame con le proprie radici.

A trent’anni dalla sua morte, il suo nome continua così a riemergere nei ricordi di chi lo ha incontrato. Una memoria pubblica che si intreccia inevitabilmente con quella privata, fatta di episodi familiari, insegnamenti e momenti quotidiani.

A ricordarlo con particolare affetto è anche il pronipote Maurizio Geri, ufficiale di Marina e ricercatore dell’Unione Europea, che vive tra Roma, Bruxelles e Washington. «La sua famiglia, soprattutto i nipoti, lo ricorda con l’affetto e la stima di sempre», racconta Geri, ricordando il rapporto con il prozio durante gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza.

«Il mio prozio mi ha formato nei primi anni di vita e poi nell’adolescenza, quando andavo da lui per chiedere aiuto scolastico nella storia e nelle lettere, imparando a scrivere temi profondi che ancora oggi conservo», ricorda. E riaffiorano anche le estati trascorse a Quarrata, le giornate in bicicletta con il nonno Adon, fratello di don Aldo, per raggiungere la parrocchia, aiutare in canonica e in chiesa nella preparazione delle Messe, lavorare nell’orto e condividere i momenti della vita familiare.

«Un mondo di altri tempi e una società contadina che non c’è più — conclude Geri — fatta di valori e principi etici altissimi e di figure di maestri come il Proposto, che formavano menti e cuori di grande levatura morale che oggi mancano alla nostra società».

Domani, con la Santa Messa nella chiesa di Santa Maria Assunta, Quarrata tornerà dunque a raccogliersi nel ricordo di don Aldo Ciottoli. A trent’anni dalla sua scomparsa, la celebrazione sarà l’occasione per rinnovare la memoria di un sacerdote che, per quasi mezzo secolo, ha accompagnato la crescita della città e che ha lasciato un segno profondo nella sua comunità.