
SAN MARCELLO PITEGLIO. È stato siglato nella mattinata di oggi martedì 6 febbraio presso il comune di San Marcello Piteglio il primo accordo (in Provincia di Pistoia) sulla contrattazione sociale.
Il documento di intenti è stato stipulato tra il sindaco Luca Marmo e le segreterie confederali provinciali di categoria dei pensionati Cgil-Spi-Fp, Cisl-Fnp e Uil-Uilp. Vi sono fissati alcuni punti fermi di impegno reciproco sul territorio del Comune come elementi fondamentali di una azione di contrattazione sociale a difesa delle fasce deboli e come azioni di promozione dello sviluppo e del benessere sull’area comunale, “un buon documento che contiene anche impegni precisi che dovranno essere rispettati” su cui, tutti, amministrazione comunale e sindacati sono chiamati a lavorare seriamente.
Andrea Brachi, segretario generale Spi Cgil Pistoia, alla luce di quanto avvenuto nel comune montano ha tracciato il punto della situazione per quanto riguarda gli altri diciannove comuni della provincia di Pistoia.
Ecco a che punto siamo:
“ Il 23 novembre 2017 abbiamo inviato a tutti i Sindaci della Provincia di Pistoia la piattaforma unitaria sulla contrattazione sociale anno 2018; non solo, ma ormai, come facciamo da qualche anno, abbiamo chiesto ai Presidenti delle due Conferenze dei Sindaci (Pistoia e Valdinievole) un incontro preventivo per cercare di stabilire linee e scelte omogenee da seguire nella concertazione con le singole amministrazioni. Anche quest’anno i due Presidenti non si sono degnati neanche di rispondere.
Ad oggi (6 febbraio 2018) abbiamo avuti incontri con:
- Monsummano Terme;
- San Marcello/Piteglio;
- Marliana;
- Sambuca.
- Massa e Cozzile
- Quarrata
Aspettiamo inoltre una convocazione da parte del comune di Abetone/Cutigliano.
Per il resto “un silenzio assordante”.

Credo che questa sia un’ulteriore conferma della mancanza di volontà della politica attuale, a tutti i livelli di aprire un sereno confronto con chi per esempio rappresenta nel nostro territorio decine e decine di migliaia di cittadini.
Purtroppo abbiamo la sensazione che ci si possa aspettare poco di più, visto che non intravediamo alcun segnale di cambiamento e/o di ravvedimento rispetto a un atteggiamento che dimostra di non gradire affatto “intrusioni” da parte di altre realtà (pur rappresentative e fondamentali per la vita democratica) nelle decisioni da prendere.
Si ritengono autosufficienti e ciò palesa supponenza e scarsa considerazione nei confronti di chi non solo rappresenta tanti cittadini ma è presidio di legalità ed è “in trincea” ogni giorno per cercare di dare risposte e servizi a lavoratori, giovani e pensionati.
Siamo convinti che la nostra esperienza potrebbe, invece, aiutare ad analizzare “dal vivo” le difficoltà che questi cittadini vivono sulla propria pelle e collaborare per attenuarle.
Capisco che l’esercizio del confronto sia faticoso, e qualcuno può pensare che questo non paghi in termini di consenso. Io credo che sia un grave errore.
Speravo che l’anno nuovo portasse manciate di saggezza, visto l’approssimarsi, delle elezioni politiche. Pensavo che forse, oltre all’esplosione di promesse, sarebbe tornato di moda il confronto, anche con noi.
Per ora sono stato smentito.
Che fare? Intanto un ringraziamento alle poche, sensibili amministrazioni con cui abbiamo aperto un proficuo e interessante confronto. Con le altre continueremo a provarci: ma che tristezza…”.
[Andrea Balli]
























