
PISTOIA. Di fianco alla Conad di via dello Stadio, un austero muro in pietra di fiume nasconde una grande vasca scoperta, grosso modo nove metri per tre.
La struttura che ora ospita il supermercato era la pelanda del macello pubblico, il reparto del mattatoio destinato alla pelatura dei suini macellati.
Lo stabilimento di via dei Macelli è stato oggetto di recupero e riconversione e nell’area sorge anche il palazzo che ospita l’ufficio tecnico del Comune.
L’acqua per la pulitura del macello, almeno per molto tempo, è stata prelevata direttamente dalla Brana, con un canale che inizia presso lo scivolo fluviale all’altezza del ponte che collega Piazza Oplà con il parco della Rana.
L’acqua di lavaggio veniva riconvogliata nel torrente, con un carico di residui e sostanze di ogni tipo facilmente immaginabile. Generazioni di ragazzi si divertivano a recuperare ossicini o altro materiale curioso dal corso del torrente.
Attualmente la vasca, soprelevata e profonda all’incirca un metro, risulta piena d’acqua, addirittura con alcuni pesci. Su di un lato è rimasto il filo spinato, particolarmente arrugginito. Ad un angolo si trova un locale, chiuso e soprelevato, con pompe elettriche disattivate dalle grandi dimensioni, oltre ad apparecchiature probabilmente usate in passato per il trattamento chimico.
Un frammento di archeologia industriale rimasto saldamente nel contesto dei luoghi ma curiosamente quasi inosservato.
[Lorenzo Cristofani]





























