ANVE SUL SALVATAGGIO DEL CESPEVI DI PISTOIA

Marco Cappellini presidente Anve
Marco Cappellini presidente Anve

PISTOIA. In merito alle notizie sul salvataggio del Cespevi apparse nei giorni scorsi sui media locali, l’Associazione Nazionale Vivaisti Esportatori (Anve) ritiene opportuno fare chiarezza sulla proposta avanzata ai soci del Centro Sperimentale del vivaismo, progetto in grado di assicurare al Cespevi di far valere il proprio valore scientifico e di farlo nella necessaria sinergia con le imprese del territorio che, al posto dei soci pubblici, devono essere pronte e disponibili anche a sostenerlo finanziariamente.

Ecco quindi i fatti:

  • – nel mese di ottobre 2015, in qualità di Presidente dell’Anve, ovvero dell’unica associazione nazionale riconosciuta dalle istituzioni nazionali ed europee, ho raccolto l’appello del presidente del Cespevi a sostenere tale eccellenza del territorio. Ho quindi ritenuto utile e doveroso stendere un progetto che avesse come presupposto fondamentale il coinvolgimento delle imprese e delle realtà associative pistoiesi.
  • – Dopo pochi giorni di riflessione, ho presentato e condiviso il progetto col Presidente del Cespevi, con i soci proprietari, con l’assessore regionale all’agricoltura e le istituzioni locali ricevendo apprezzamenti per la concretezza e la strategia delineata.
  • – Tale progetto, infatti, prevede la creazione di un consorzio tra aziende vivaistiche o la costituzione di una rete di imprese con l’obiettivo di salvaguardare il patrimonio di ricerca e di esperienza maturato dal Cespevi e di rilanciarlo come centro tecnico-scientifico internazionale a supporto di tutto il settore vivaistico italiano, facendo perno sull’eccellenza rappresentata dai produttori pistoiesi.
  • – La strategia può combinarsi con l’accesso ai fondi comunitari destinati alla ricerca scientifica ovvero quelli, già disponibili, del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 (misura 16–cooperazione) tanto in relazione alla sottomisura 16.1 (Sostegno per la creazione e l’attività dei Gruppi operativi del Pei per la produttività e sostenibilità in agricoltura) che alla sottomisura 16.2 (Sostegno a progetti pilota e di cooperazione).

Ritengo infatti anacronistico pensare ad un intervento “salvifico” delle istituzioni locali e regionali per assicurare la gestione corrente del Cespevi non solo perché dette Istituzioni sono a loro volta alle prese con note difficoltà di bilancio ma, soprattutto, perché il primo intervento e la prima sinergia necessaria per assicurare un ruolo di primo piano al Cespevi passa per l’impegno, anche economico, delle imprese vivaistiche, cui è – e sempre più deve essere – funzionale.

Tale progetto, insieme alla disponibilità del sottoscritto e di Anve a portarlo avanti è stato messo a disposizione della proprietà del Cespevi.

Trascorsi alcuni mesi, prendo atto che questo progetto, concreto e fattivo, è stato “annegato” dal gioco, ormai noto, di soluzioni tutte diverse ma infine connotate dal medesimo codice genetico, ovvero essere astratte ed autoreferenziali. Insomma, molte chiacchiere e poche soluzioni concrete e percorribili, salvo il consueto invito al pubblico a provvedere, intervenire e finanziare.

Non è più il tempo.

Dal canto mio, vorrei evitare di assistere al progressivo degrado dell’area del Cespevi e l’avvicinarsi del fallimento, che aprirebbe altresì la porta a soluzioni a rischio di scarsa trasparenza e speculazione, in ogni caso, di mortificazione del denaro – perlopiù pubblico – sinora investito nel Centro.

Sarebbe un danno inaccettabile per tutto il settore del vivaismo e una beffa per la comunità pistoiese.

Marco Cappellini
Presidente Anve

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