«URGE UNA NUOVA CHIESA, COME PASSIONE E PRATICA CONDIVISA, ANCHE A PISTOIA»

Il manifesto dell’Open Day
Il manifesto dell’Open Day

PISTOIA. Ritengo necessario fare alcune riflessioni a proposito del comunicato che sabato 6 settembre u.s. è stato pubblicato dall’amministratore diocesano sul sito ufficiale della diocesi di Pistoia. Molte le inesattezze, tante le gravi allusioni che certo non si addicono a chi, facendosi parte nella discussione, invece dovrebbe avere l’onere della mediazione in qualità di “super partes”. A fronte di tutto ciò, invece, posso testimoniare la grande solidarietà che mi è venuta da parte di tanti preti e laici.

Una riflessione mi sento in dovere di fare in relazione alla denunciata non ecclesialità del Centro Giovani. È bene ribadire che il Centro Giovani è iniziato nel 2000 su mandato di un vescovo, Scatizzi, ha continuato la sua attività sempre in accordo e su mandato di vescovi, Scatizzi e Bianchi. Allora, coerentemente con la sua costituzione e vita, se deve essere chiuso, necessariamente questo dovrà avvenire per decisione di un vescovo e non per la scelta fatta da un facente funzione.

Questa sottolineatura è per confermare la mia obbedienza responsabile a quell’istituzione, la chiesa, che certo però deve essere profondamente ripensata in alcune sue modalità di esercizio, soprattutto oggi.

Senza chiedere che la chiesa si basi su fondamenti democratici (verso i quali occorre però fare una profonda riflessione), come superficialmente sono stato accusato di fare da alcuni cattolici, prendo invece spunto anche dalle riflessioni di don Frosini, vertice teologico della chiesa di Pistoia, che costantemente ci ripete l’invito ad una prassi sinodale in relazione alla chiamata di ogni e di tutti i cristiani verso una partecipazione attiva alla vita della stessa chiesa.

Ecco allora la necessità per ogni cristiano di essere come sentinella nella notte, la cui affidabilità si fonda sul fatto che proprio tenendo aperti gli occhi non chiude la bocca allo scopo di avvertire dei pericoli presenti o imminenti.

Don Paolo Palazzi
Don Paolo Palazzi

Il necessario confronto nella chiesa non è per andare “troppo” avanti ma se non altro per non arretrare ulteriormente. È quello che anche io, certo non da solo, sto cercando di fare, in modo assolutamente ecclesiale, in questa sciagurata situazione venutasi a creare a Pistoia già prima della questione da me sollevata sul Centro Giovani, cioè dalla vacanza della sede episcopale. Però sono tante le domande fatte in queste ultime settimane alle quali ancora i vertici ecclesiastici pistoiesi non hanno risposto, a partire dalla necessaria trasparenza nella gestione del denaro.

Proprio partendo da queste riflessioni ecco la decisione di organizzare una grande festa che insieme ai ragazzi abbiamo chiamato “Open Day 15 Settembre 2014”, per sensibilizzare la città contro la chiusura del Centro Giovani. Tutti sono invitati per conoscere ancora meglio chi siamo e che cosa viene fatto a favore dei giovani e dei poveri.

A partire dalle 17 giochi, animazioni e merenda con i bambini; dalle 19.30 apericena gratuito e Jam Session con musica, esibizioni e testimonianze; durante l’Open Day visita guidata al centro e distribuzione di maglie e spillette. Al termine della serata “grande referendum” per decidere cosa fare per il futuro del Centro Giovani!

Questa iniziativa ha sollecitato l’amministratore diocesano a muoversi. Venerdì scorso, infatti, l’incontro di 7 giovani e poveri che frequentano il Centro Giovani con don Palazzi, finalmente dopo tante settimane. Ma la speranza che qualcosa fosse cambiato si è andata immediatamente a scontrare con la conferma irremovibile, da parte dell’amministratore diocesano, di chiudere questo bel servizio presente sul territorio diocesano da oltre 14 anni: una decisione che tuttavia non è nelle sue prerogative di gestore dell’ordinario.

La finalità dell’incontro, abbiamo scoperto solo al termine, era sintetizzata nella comunicazione che non avremmo dovuto fare la festa di lunedì 15 settembre e che la questione del Centro Giovani non sarebbe più dovuta andare sui giornali: una sorpresa che non ha fatto altro se non confermare quei sospetti avuti e denunciati sin dall’inizio, che cioè i motivi della chiusura del Centro Giovani non fossero quelli economici (tra l’altro assolutamente non rammentati in questo incontro) ma di altro genere e che poco hanno a che fare con un modo limpido di essere chiesa.

Don Alessandro Carmignani [da La Voce di Pistoia]
Don Alessandro Carmignani [da La Voce di Pistoia]
L’amministratore diocesano stesso ha motivato il suo agire come quello di colui che è stato investito del mandato di spianare la strada al vescovo che verrà: prima con la chiusura della Settimana Teologica, poi con quella del Centro Giovani, poi con chissà cosa. Non voglio dire la gravità di queste affermazioni fatte davanti a numerose persone: incomprensibili, ingiustificabili, indegne!

Allora una riflessione, che ogni cristiano dovrebbe fare, nel nuovo e fresco stile di Francesco, per una chiesa appassionata e sinodale invece che silente e autoritaria nei confronti delle piccole e grandi questioni alle quali il mondo di oggi la sollecita. Io non posso non schierarmi con una chiesa che serve l’uomo di oggi con quella passione e quella chiarezza che sono proprie della chiesa di Gesù e verso le quali la maggioranza di preti e laici quotidianamente e gratuitamente si spende.

A lunedì 15 settembre (domani – n.d.r.) perché la presenza di chi vorrà esserci sia segno di una chiesa che partecipa a ciò che crede. Vi aspettiamo e per tutti… “il Centro Giovani Non Deve Chiudere”.

[*] – Centro Giovani, ospite

One thought on “«URGE UNA NUOVA CHIESA, COME PASSIONE E PRATICA CONDIVISA, ANCHE A PISTOIA»

  1. Egregio don Carmignani,
    io non la conosco di persona e non mi posso certo definire giovane (ho più di sessantatre anni).
    Però il nocciolo del Suo discorso non fa una grinza; è preciso ed inoppugnabile nel merito su pressoché tutti i punti toccati.
    In particolare per il fatto che “UN FACENTE FUNZIONE NON PUO’ PRENDERE DECISIONI COME QUELLA ASSUNTA DA DON PALAZZI” (e lo ha detto, chiaramente, dal pulpito, anche il mio parroco, mi sembra tre settimane fa).
    E poi, bravo e chiaro nel denunciare la gravità e indegnità di affermazioni in cui senza nessun pudore si dichiara che l’obiettivo principale del momento è spianare la strada, ecc ecc.
    Vada avanti senza timori, don Carmignani, e speriamo che dietro di Lei il popolo di Dio si svegli.
    Piero Giovannelli

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