
PISTOIA. Tutto esaurito, in occasione della celebrazione della “Giornata della Memoria”, per lo spettacolo Bent per la regia di Lorenzo Tarocchi e realizzato dalla compagnia “Cervelli in Tempesta”, in collaborazione con Comune di Pistoia, Associazione Teatrale Pistoiese e Arcigay Pistoia, e tratto dall’omonima pièce del drammaturgo e sceneggiatore statunitense Martin Sherman.
La rappresentazione, domenica 25 gennaio alle ore 17:30, sarà ospitata, in forma itinerante, nella cornice della Villa di Scornio a Pistoia, per un massimo di 50 spettatori.
Il testo (dal quale nel 1997 è stato tratto l’omonimo film, diretto da Sean Mathias, presentato al festival di Cannes) racconta, attraverso la storia del giovane Max, l’improvviso e traumatico passaggio da una Berlino relativamente aperta nei confronti degli omosessuali all’inizio di una durissima repressione (a seguito della “Notte dei lunghi coltelli” del 1934), che costringe molti di loro alla fuga o alla detenzione nei campi di concentramento.
Ancora oggi si parla troppo poco dello sterminio che migliaia di persone hanno subito solo in ragione del proprio orientamento sessuale: Bent porta ‘alla ribalta’ questa pagina di storia così importante, eppure così trascurata, suscitando inoltre inquietanti interrogativi sulla realtà di oggi.
“Mi sono imbattuto nel testo di Sherman – spiega il regista Lorenzo Tarocchi – quando lavoravo con gli studenti al Liceo Cicognini di Prato sul tema del ‘conflitto’ e sono rimasto assolutamente folgorato dall’altissima qualità di scrittura e dalla straordinaria storia d’amore, di cui si parla, che riesce a sbocciare e crescere in un contesto drammatico come quello rappresentato dal campo di concentramento di Dachau. Rispetto alla ‘stella gialla’, il ‘triangolo rosa’, per molti, è ancora un simbolo sconosciuto. Credo che sia necessario lavorare molto su di noi per comprendere meglio ciò che siamo e quali sono i nostri ‘reali’ bisogni, nel rispetto più assoluto per le diversità.”

Lo spettacolo – che ha debuttato a Firenze, nella pieve di S. Alessandro a Giogoli, nel gennaio 2014 e che è stato di recente presentato a Lucca in una nuova versione itinerante – ha riscosso un grande successo di pubblico (con repliche anche ad Arezzo, Agliana e una prossima tappa, a fine gennaio, al Teatro della Tosse di Genova e sarà replicato il prossimo 9 febbraio alle ore 21.15 al Teatro Nazionale di Quarrata.
Una regia efficace inserisce nel dramma punte di ironia e sottolinea sentimenti e contraddizioni dei protagonisti, grazie anche ad un gruppo affiatato di ottimi attori. Per le sue peculiarità lo spettacolo si presta ad essere rappresentato in luoghi non convenzionali, mantenendo sempre intatta la sua capacità di emozionare, turbare, coinvolgere e sconvolgere.
La performance pone l’accento sulla capacità di prendere coscienza della propria dignità e sul valore dell’amore in situazioni estreme.
Lo spettacolo – che ha debuttato a Firenze, nella pieve di S. Alessandro a Giogoli, nel gennaio 2014 e che è stato di recente presentato a Lucca in una nuova versione itinerante – ha riscosso un grande successo di pubblico (con repliche anche ad Arezzo, Agliana e una prossima tappa, a fine gennaio, al Teatro della Tosse di Genova) in virtù di una regia efficace, capace di inserire nel dramma punte di ironia e di sottolineare sentimenti e contraddizioni dei protagonisti, e ad un gruppo affiatato di ottimi attori. Per le sue peculiarità lo spettacolo si presta ad essere rappresentato in luoghi non convenzionali, mantenendo sempre intatta la sua capacità di emozionare, turbare, coinvolgere e sconvolgere.
LA TRAMA
Berlino, 1934. Max frequenta i cabaret della capitale del Reich e convive con il ballerino Rudy. Dopo l’assassinio brutale di un SA con cui aveva trascorso la notte da parte delle SS, tenta una tragica fuga insieme al compagno, che viene presto ucciso, e finisce prigioniero a Dachau. Max, che porta la stella gialla degli Ebrei, incontra Horst, che porta il triangolo rosa degli omosessuali. Insieme cercano di sopravvivere nel campo di concentramento.
[marchiani – teatro manzoni]



















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