
PISTOIA. [a.b.] Diversi sindaci pistoiesi hanno partecipato ieri mattina all’incontro convocato dal presidente della Regione Enrico Rossi (a cui erano presenti anche l’Anci e Uncem) riguardo ai tagli annunciati da Poste Italiane. “Nelle nostra Regione – ha dichiarato Rossi – vogliono chiudere altri 63 uffici postali. Questi tagli non passeranno. Abbiamo già dato: nel 2012 ne hanno già chiusi 74. Ora basta. Tagliare gli uffici è un insulto alla povera gente, a chi sta in montagna e in luoghi più periferici”.
Con queste parole il Governatore della Toscana ha annunciato la nascita di un movimento di istituzioni e cittadini per far ritirare questo piano. Nel corso dell’incontro sono state raccolte le firme degli oltre 100 sindaci presenti a sostegno di una richiesta di revisione della politica industriale di Poste Spa. “Comunque – ha affermato il sindaco di Piteglio Luca Marmo – noi andiamo avanti nella mobilitazione”. Saranno proposti ordini del giorno nei consigli comunali e dell’Unione dei Comuni e a queste iniziative potrebbero aggiungersi anche alcune attività di protesta da condursi con i cittadini.
A sostenere la battaglia per il mantenimento e il miglioramento dei servizi postali anche il sindaco di Quarrata Marco Mazzanti: “Stamattina (ieri per chi legge – n.d.r.) – ha scritto – ho partecipato ad una riunione in Regione Toscana con il Governatore Rossi e tutti i sindaci dei comuni toscani interessati dalle chiusure di alcuni uffici postali. Nel nostro comune, infatti, è prevista la chiusura dell’ufficio di Montemagno a partire da aprile. Abbiamo manifestato tutti la nostra netta contrarietà a questa decisione di Poste Italiane, perché questi uffici postali rappresentano un servizio di pubblica utilità per i nostri territori. Insieme a Rossi e agli altri Sindaci invieremo una lettera a Poste Italiane e al Presidente del Consiglio per esprimere la nostra posizione”.

Il sindaco Mazzanti ha quindi annunciato che lunedì 16 febbraio alle ore 21 sarà a Montemagno per un incontro pubblico con i residenti. “In occasione di questo incontro cominceremo anche a raccogliere le firme contro la chiusura dell’ufficio postale”.
Anche il sindaco di Lamporecchio Alessio Torrigiani a proposito della chiusura dell’ufficio postale di San Baronto ha sottolineato l’importante azione congiunta con la Regione: “Il fronte sarà comune e compatto contro il piano industriale di Poste Italiane s.p.a. che tiene di conto solo dei guadagni aziendali rispetto ad un servizio pubblico necessario per le nostre comunità. Oltretutto – spiega Torrigiani – si prevede di chiudere quegli uffici periferici e distanti dai centri maggiori dove le persone residenti (soprattutto anziani) hanno già molte difficoltà di mobilità. Il Presidente Rossi e tutti noi sindaci presenti, con forza abbiamo ribadito che questa volta non accetteremo la chiusura di questi sportelli, ribadendo che questo è il livello minimo essenziale. La nostra protesta è, già oggi, supportata da un’interrogazione parlamentare sottoscritta da molti deputati. In campo tutte le azioni possibili”.
Nel pomeriggio di ieri è stata intanto approvata dal consiglio regionale della Toscana ad unanimità una mozione del Pd dove si chiede alla giunta regionale di attivarsi per il mantenimento degli uffici postali sul territorio toscano.
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Abbiamo letto diversi servizi su questo blog riguardo all’argomento, per appurare che tutti gli intervenuti sono (e ci mancherebbe!) contro la chiusura degli uffici postali, altra bella trovata che va a colpire in particolare le zone disagiate. Hanno preso posizione gli onorevoli Bini e Fanucci, il governatore Rossi, diversi consiglieri regionali, vari sindaci dei comuni del pistoiese (e, immagino, per quanto li riguarda, anche al di fuori dell’area pistoiese). Bene! Se dopo tutto questa doverosa e giusta levata di scudi le poste verranno chiuse ugualmente, due sono le possibilità:
1) o molti di quelli che hanno rilasciato dichiarazioni lo hanno fatto solo per acquisire visibilità, ma poi, in realtà, non gliene frega niente;
2) o l’ amministrazione delle Poste in questo caso (ma ad altre amministrazioni o centri di potere in altri casi) sa di poter andare avani ugualmente per la propria strada in barba ad ogni possibile presa di posizione di questo o quel politico.
In questa seconda ipotesi una doverosa riflessione sarebbe d’obbligo, da parte di tutti, ma veramente e senza sconti, perchè vorrebbe dire semplicemente che qualunque sia l’orientamento politico di ciascuno e qualunque sia la parte politica che, nelle varie realtà “comanda”, alla fine le forze che comandano davvero sono altre e stanno al di fuori del mondo della Politica.
La realtà dei cinesi a Prato, che si è formata e va avanti al di fuori di ogni regola, con il nostro Granduca che urla, strilla e minaccia solo a cose fatte senza in realtà spostare niente, è già, in questo senso, un pessimo precedente.
Piero Giovannelli