sparatoria al pronto soccorso. AGENTE INDAGATO PER TENTATO OMICIDIO: ECCO COSA È SUCCESSO E LE REAZIONI

L’agente della Polizia Penitenziaria che ha esploso tre colpi di pistola al pronto soccorso del Santo Stefano è ora indagato per tentato omicidio. La Procura ricostruisce la dinamica, mentre sindacati e politica intervengono con posizioni divergenti. Momenti di caos tra pazienti e sanitari

PRATO. È indagato per tentato omicidio l’agente della Polizia Penitenziaria che ieri pomeriggio ha sparato tre colpi di pistola all’interno del Pronto soccorso dell’ospedale di Prato, ferendo a una gamba un 22enne di origine marocchina.

Secondo la ricostruzione preliminare, il giovane — fermato e accompagnato in ospedale per accertamenti — avrebbe improvvisamente afferrato un estintore, scaricandolo nel reparto di emergenza e generando momenti di forte concitazione tra pazienti, sanitari e agenti. Subito dopo avrebbe tentato di allontanarsi verso l’uscita. A quel punto, uno degli agenti della penitenziaria ha estratto la pistola d’ordinanza ed ha esploso tre colpi. Uno dei proiettili ha raggiunto il 22enne alla gamba, senza provocare ferite letali. Il giovane è stato immediatamente soccorso e non risulta in pericolo di vita.

L’iscrizione dell’agente nel registro degli indagati è stata formalizzata questa mattina. Gli avvocati che lo assistono hanno ricevuto la comunicazione ufficiale. La Procura di Prato dovrà ora ricostruire con precisione la sequenza degli eventi, valutare le circostanze in cui sono stati esplosi i colpi e verificare se la reazione dell’agente sia stata proporzionata alla situazione di pericolo. 

Le indagini includono: acquisizione dei filmati di videosorveglianza del pronto soccorso; ascolto dei testimoni presenti nel reparto; valutazione delle condizioni operative degli agenti; analisi della condotta del detenuto nei minuti precedenti la sparatoria. L’episodio ha provocato momenti di grande tensione all’interno del pronto soccorso, che per alcune ore è stato chiuso e le emergenze dirottate verso Firenze e Pistoia.

LE REAZIONI: TRA SOLIDARIETÀ AGLI AGENTI E RICHIESTA DI CHIAREZZA

Il procuratore Luca Tescaroli ha confermato che i filmati acquisiti mostrano chiaramente la dinamica dei fatti. L’indagine prosegue per definire la cornice giuridica dell’uso dell’arma da fuoco.

Il SAPPE parla di una scena di “violenza cieca” da parte del detenuto, sostenendo che gli agenti si siano trovati in una situazione di caos e pericolo. Il sindacato difende l’operato dell’agente, definendo “un miracolo” l’assenza di vittime tra sanitari e cittadini. L’avvocato Vittorio Luigi Fucci sostiene che esista una possibile causa di giustificazione della condotta dell’agente e richiama il nuovo decreto sicurezza, che prevede procedure specifiche per gli atti compiuti in servizio. Totale sostegno all’agente di Prato è stato espresso dal vicepremier Matteo Salvini: « Altro che “tentato omicidio”: ha semplicemente fatto il suo lavoro, fermato un pericoloso delinquente (peraltro già dimesso dall’ospedale) e protetto la sicurezza di decine di cittadini perbene». La consigliera comunale Dania Melani (FdI) definisce l’episodio “di una gravità inaudita”, esprimendo solidarietà alle forze dell’ordine e preoccupazione per la sicurezza nei presidi sanitari.

Vicinanza al personale coinvolto è stata espressa dalla Direzione Sanitaria dell’Asl Toscana Centro che ha ringraziato gli operatori per la gestione di una situazione “di particolare complessità ed eccezionalità”.

COSA SUCCEDE ORA

Le indagini dovranno chiarire: la sequenza esatta degli eventi; la proporzionalità dell’uso dell’arma; il livello di pericolo immediato per agenti e presenti; eventuali responsabilità penali dell’agente.

L’interrogatorio dell’indagato è atteso nei prossimi giorni. Nel frattempo, la Procura prosegue con gli accertamenti tecnici e testimoniali.