TOO POLITICALLY CORRECT

Alessandro Capecchi
Alessandro Capecchi

PISTOIA. Caro Alessandro,
il tuo appunto su una amministrazione che collabora quotidianamente al disfacimento dei valori e dei principi che sono alla base di una Comunità, sono ineccepibili (vedi). Sono però troppo “politicamente corretti”.

Sono tali perché dinanzi a questi “esseri comuni”, scaturiti come progenie di un amalgama sorto con il negazionismo di una guerra civile che “loro” chiamano in altro modo e con la prosopopea di rappresentarne i “vincitori” pur sapendo di essere i più vinti fra i vinti, non si possono opporre quel perbenismo che hanno sempre combattuto come “borghese”, e quel poco civile scontro dialettico che hanno già vinto da settanta anni e che adesso usano strumentalmente per mantenere il potere e il consenso.

Un consenso turpe che trova sponda nella stampa organica e nei suoi multiformi apparati. Se sei Alessandro Capecchi che da circa dieci anni ti proponi come “opposizione” a questa ‘vergognuccia’, allora, rifletti.

I pentastellati e la Lega Nord che oggi sono di moda e che spariranno per naturale eutanasia (delle idee) nell’arco di dieci anni, non ti hanno insegnato niente? Soprattutto, e qui sono volutamente provocatorio, non ti ha insegnato niente il “residuo” di un mondo dove l’amicizia, il valore, il cameratismo, la tradizione e il famoso “anche se gli altri… io no”, hanno consentito alla tua generazione di poter accedere con dignità e rispetto in quei luoghi deputati a compiere scelte per il bene generale e a combattere sempre, senza timore anche quando i tuoi “apparenti” naturali predecessori quel “posto” lo hanno occupato con dignità, senza cedimenti e offrendo e pretendendo rispetto.

O cominciate a fare opposizione frequentando borgate, quartieri, rioni solo apparentemente ostili, o lasciate che altri siano a rappresentare le istanze di un popolo che concede di apparentarsi con la puttana di turno, purché porti voti.

In quel cinquanta per cento di non votanti alle regionali, stazionano persone che se ne fottono di apparire non organici alla democrazia, anzi, parecchi se ne vantano. Lo hai compreso questo?

Alessandro Capecchi con Giorgia Meloni alla Breda
Capecchi con Giorgia Meloni alla Breda

Mi potresti rinfacciare di essere uno che ha favorito l’ascesa politica dei vari Matteoli e soci: ne convengo, ma altri erano i nostri intendimenti e altre le nostre preoccupazioni fisiche e familiari.

Sappi solamente che, ti piaccia o no, provieni da un mondo che si è annacquato e scolorato nel tempo ma che conserva ancora regole e princìpi che sono stati trasmessi agli altri che sono “dormienti” e “in veglia”.

Quando entri “bello e gentil nelle sonanti sale” del Consiglio Comunale, ricordati che all’estrema destra, circa trenta anni prima, sedeva uno sbarbatello accanto al quale, ovviamente con l’approvazione del Sindaco comunista di allora (che poi si è convertito), era stata posta una sedia vuota per contraddistinguerlo dal folto gruppo democristiano che anche oggi domina Pistoia.

È forse il ricordo più bello della mia fugace e non rappresentativa presenza in Consiglio Comunale. Ero “diverso” e quella vigliacca operazione di posizionamento resta per me un ricordo positivo, anche fisico, di quanto fossi distante da certe facce perbene.

Termino ricordando, a te e ai tuoi, che nessuno di noi è stato “sdoganato” dagli altri. Noi abbiamo sdoganato voi ma, a ben guardare, forse avremmo fatto meglio a farci gli affari nostri e dei nostri cari. Visti i risultati…

Non ti offendere e se mai volessi rispondermi che i tempi sono cambiati, ti anticipo dicendoti: grazie a noi e per noi.

“Sdoganatevi” e ricominciate a “fare politica”, quella con e per il popolo. Il resto sono solo chiacchiere e il dibattito sarebbe bello e interessante. Se solo aveste la capacità storica e culturale per affrontarlo e soprattutto il desiderio.

Ad maiora!

[*] – Ex consigliere comunale

One thought on “TOO POLITICALLY CORRECT

  1. Buon giorno Felice, io non mi considero “dei vostri”, ma su molte cose Lei ha ragione, in particolare in Italia è evidente che siamo prigionieri, ormai solo noi e i coreani del nord, di ideologie che ci hanno diviso in buoni e cattivi. le voglio citare un episodio di storia minore che non è noto. Non lo è perchè è capitato alla mia famiglia (nonni materni) durante la seconda guerra mondiale. I miei nonni erano dei poveri contadini, vivevano a Bergamo in una cascina sotto le mura venete di Città Alta. La soffitta era piena di armi dei partigiani e dal pollaio passava Pertini la notte per le riunioni operative. In realtà non è che fossero poi molto consapevoli di chi nascondevano e cosa. Mai comunque avevano pensato di essere in pericolo e mai i partigiani si erano qualificati come tali. Fatto è che i tedeschi, che occupavano la città, si ammoscarono e decisero di fare irruzione. Sicuramente sarebbe finita male, se, un giovane fascista di nome Mirko Tremaglia, non fosse andato da loro ad avvisarli. Perchè lo fece? Forse ebbe pena per dei poveri diavoli che nascondevano armi e uomini? Eppure Tremaglia rimase fascista tutta la vita ma forse, azzardo io, aveva capito per tempo il male rappresentato dagli occupanti, forse eveva materia grigia e non la segatura ideologica che riempie le teste di moltissimi italiani da almeno 70 anni. Quanto alla lettera di Capecchi, bè, sarà perbenista ma ha ragione: hanno fatto uno schifo e andava rilevato.
    PS. l’irruzione la fecero: mia mamma andò ad aprire il portone su quale battevano furiosamente i tedeschi. Appena entrati la spinsero con violenza contro il muro…ma non trovarono niente. Sembra assurdo, ma probabilmente io esisto perchè i miei nonni furono avvisati in tempo.

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