TEATRO E AUTISMO AL FUNARO

Gabriella La Rovere
Gabriella La Rovere

PISTOIA. Sabato 12 dicembre, alle 21, al Funaro “Storia di un’attinia e di un paguro bernardo”, di e con Gabriella La Rovere, medico, scrittrice e giornalista, autrice di filmati sul tema delle malattie rare (trasmesssi anche da Rai Educational), curatrice di un blog (tuttaltrilibri.blogspot.com) che indica e commenta pubblicazioni sulla disabilità e le innumerevoli ripercussioni connesse alla mancanza di salute.

L’attinia e il paguro bernardo sono il buon esempio di una simbiosi mutualistica, in cui un soggetto non può vivere senza l’altro e questo rapporto ben rappresenta quello fra genitori e figli disabili mentali.

L’autrice ed interprete è una mamma, non un’attrice professionista, che decide di raccontare se stessa e così facendo svela le difficoltà vissute da ogni genitore alle prese con questa dimensione, fornendo gli spunti per un cambio radicale della visione d’insieme.

“Storia di un’attinia e di un paguro bernardo – L’autismo, le battaglie e l’amore” è un monologo teatrale tratto dal libro “L’orologio di Benedetta”, edito da Mursia, che racconta i venti anni vissuti da Gabriella Rovere accanto alla propria figlia affetta da una malattia rara e da autismo. Il libro è già in ristampa e l’autrice ha vinto il premio Argil 2014 per i Valori e l’Umanità mostrati nella vita di medico, mamma e scrittrice.

La conclusione a cui arriva l’autrice è che si può convivere con l’autismo nel momento in cui si abbandonano preconcetti e si cerca un linguaggio comune per ridefinirsi e stare insieme. Dare alla persona autistica l’opportunità di esprimersi significa riconoscerla come persona, prima di tutto.

L’autismo è una patologia che colpisce seicentomila famiglie in Italia, in altre parole un milione e ottocentomila persone (seicentomila moltiplicato per tre, ovvero il numero minimo di componenti di una famiglia italiana media) che sono più dei residenti di una grande città come Milano. Il quotidiano delle persone colpite da questa malattia è fatto di tanti sacrifici e rinunce, di bocconi amari, di lacrime e di rabbia, di solitudine sia fuori che dentro la propria famiglia.

La coraggiosa scelta di portare in scena questa storia, da parte di una non professionista del teatro nasce dal desiderio di trasmettere l’emozione di quello che nasce come libro, di condividere dal vivo qualche ora con chi si trova a vivere una condizione simile e con coloro che fortunatamente non la vivono. Serata a ingresso gratuito, gradita la prenotazione allo 0573977225.

Il Funaro, oltre a collaborare con “Agrabah Associazione Genitori per l’Autismo Onlus” (nata nel 2002 per volontà di un gruppo di genitori di ragazzi affetti da autismo e la Asl 3 di Pistoia e la Regione Toscana), da alcuni anni presenta fra le proposte di laboratori teatrali annuali anche un corso (Dis)&abili, a cura di Romina Breschi e Sara Balducci, rivolto a persone con handicap fisici e mentali, ai loro accompagnatori o familiari, e a tutti coloro che sono interessati ad un lavoro sperimentale e teatrale attraverso il quale ogni individuo entra in contatto con la propria creatività e la propria capacità di interazione con gli altri.

Enrique VargasIl 5 e 6 febbraio 2016 questo progetto incontrerà le competenze e la poetica del regista e antropologo colombiano Enrique Vargas e del suo Teatro de los sentidos per presentare un laboratorio intensivo aperto appunto ad abili e disabili, operatori sociali, insegnanti, artisti, danzatori, semplici interessati e diversamente abili (realizzato in collaborazione con Skacciapensieri, progetto per adulti disabili per conto dei Comuni di Agliana, Quarrata e Montale, gestito dalla Cooperativa Gli Altri, di Pistoia) Con Romina Breschi, Arianna Maranno, membro storico della compagnia spagnola, condurrà un viaggio alla scoperta del corpo e delle emozioni che lo animano.

Un’officina sensoriale per capire e scoprire come le emozioni, diverse per ciascuno, si raccontano attraverso il nostro corpo.

[sirianni –funaro]

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