sanità-asl. E ORA LE VELINE DIRANNO CHE IL PRONTO SOCCORSO C’È?

La Nazione, 2 gennaio 2016
La Nazione, 2 gennaio 2016

ABETONE-MONTAGNA. È iniziato bene il 2016 lassù, sulla Montagna Alta, come qualcuno ama definire l’Abetone.

L’anno nuovo ha portato un Sindaco Danti nuovo di zecca: un Sindaco che reclama un pronto soccorso, che in quanto tale, per legge, deve avere requisiti che attualmente il Piot Pacini di San Marcello non ha.

Un Sindaco che non si tira indietro e vota un ordine del giorno dell’opposizione che chiede il ripristino almeno dei “minimi vitali” della Sanità Montana.

Un Sindaco, insomma, che a differenza di quello di Cutigliano che snatura un analogo o.d.g. presentato dalla sua opposizione consiliare, dello stesso tenore di quello abetonese, e, di fatto, la obbliga a votare contro, dimostra quanto meno di saper superare divergenze istituzionali per il comune obiettivo di una sanità più decorosa per i suoi cittadini e i suoi ospiti.

Forse è stato indotto a ciò anche considerando che una società extraregionale, a livello nazionale, che intendeva avvalersi di Abetone per uno stage, ha rinunciato per mancanza di sicurezza sanitaria.

Ora una domanda sorge spontanea ed è rivolta ai sostenitori della fusione a quattro, a quelli della recente bocciata fusione a due (Cutigliano-Abetone) e a quei “fusionisti” del prossimo referendum sullo stesso tema che a primavera interesserà San Marcello e Piteglio.

Se quattro Comuni montani, escluso Sambuca al quale auguriamo un trasferimento in Emilia, non riescono a elaborare un documento comune per “pretendere” un ripristino di minimo vitale per la sanità sul territorio, come si può ragionevolmente pensare di fondere uno “spezzatino” di Comuni che rifiutano lo strumento dell’Unione e viaggiano in ordine sparso, ciascuno guardando al proprio orticello senza una visione su comuni interessi?

Insomma viaggiare divisi, come recitava un vecchio slogan politico di trista memoria, per colpire uniti o accettare passivamente il divide et impera che il rosso-Rossi e la sua “banda” stanno imponendo al territorio? E se facessimo nel frattempo funzionare l’Unione dei Comuni su problemi e obiettivi comuni?

Il Danti sembra essersi ravveduto, e, come giustamente osserva il Presidente della Zeno Colò, Emiliano Bracali: “Probabilmente (da parte di Danti – n.d.r.) invece di usare la testa guardando all’insù per vedere se nevica, la testa è stata usata per riflettere sulla sanità. Vero il proverbio meglio tardi che mai, ma ora ci aspettiamo che si passi dalle parole ai fatti. Gli abbiamo dato tante possibilità di unirsi con noi (Zeno Colò-Pettorine e non ultimo il Crest) per lottare come hanno fatto tantissimi altri sindaci e istituzioni, vedi le 55.614 firme presentate in Regione. Siamo disponibili a incontri con tutti e di tutti i colori. La sanità non ha colore. Aspettiamo che maggioranza e opposizione del Comune dell’Abetone suonino la campanella. Buon Anno”.

Il referendum abrogativo della 28/15 sembra essere stato “disinnescato” da Rossi-Saccardi e relativa “combriccola”: sembra ma non è così. Tecnici e volenterosi stanno cercando di fare rientrare dalla finestra (il referendum), ciò che è stato scaraventato fuori dalla porta con un escamotage – una nuova legge sanitaria – per favorire interessi innominati ed innominabili (vedi).

Non è il momento delle lamentele; è il momento della compattezza e dell’unità di intenti e qui, veramente si “parrà la nobilitade” dei quattro Sindaci montani.

Il Danti ha cominciato a capire. E gli altri…?

[Felice De Matteis]

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[Intervento di critica e commento ex artt. 21 Costituzione e 10 della Convention européenne des droits de l’homme]

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