REGIONE: I SINDACATI DIFENDONO I FANNULLONI

Gli uffici della Regione Toscana
Gli uffici della Regione Toscana

PISTOIA. Ho letto ed apprezzato, qualche tempo fa, l’intervento di Andrea Brachi (Cgil Pistoia) su “Mercato del lavoro: riflessioni a bassa voce”. Un intervento a mio avviso equilibrato, pacato, competente ed appassionato nello stesso tempo ed anche molto centrato per quanto riguarda il ritratto psicologico-comportamentale che Brachi fa di quel signorino presuntuoso, arrogante ed ambizioso di Firenze che ci governa, nonchè per l’analisi della situazione-lavoro e, più in generale, della situazione Italia.

Brachi ha sicuramente “volato alto” nel suo discorso, e non c’è motivo di dubitare della sua chiarezza nel definire e rivendicare ruoli e compiti del sindacato. Io vorrei però aggiungere che, nella pratica di tutti i giorni, le cose vanno spesso in maniera assai diversa rispetto ai grandi discorsi di principio; e qui vorrei allargare il campo a tutto il sindacato, senza limitarmi solo alla Cgil, e portare alcuni esempi di ciò che ho visto in questi anni in Regione Toscana.

La realtà quotidiana, almeno nell’ente pubblico, è quella che vede più di una volta il sindacato difendere fannulloni che occupano immeritatamente un posto di lavoro a scapito di altri indiscutibilmente più meritevoli, i quali invece rimangono fuori dalla porta; come quella che ha permesso che in Regione allignasse per anni, ben protetto e sicuro fino al pensionamento, un individuo che di notte sembra che gestisse un bar nelle vicinanze di Novoli (vox populi) e che di giorno, in ufficio ed in orario di lavoro, si faceva delle belle dormite; (questo lo ho visto con i miei occhi, e non sono stato il solo).

Unico compito della giornata di questo signore era quello di recapitare la posta sul tavolo del dirigente. Per il resto, praticamente, zero assoluto, e se qualcuno voleva fargli fare altro, c’era anche da sentirsi rispondere con arroganza e da farsi bellamente meleggiare.

Per completezza dell’informazione dirò che costui, sia pure in forma decurtata, godeva anche del premio di produttività. Ed ancora, per completezza dell’informazione, aggiungerò che il sindacato di riferimento di tale individuo era la Cisl. Ma questo credo sia un dettaglio; è bene riflettere che io ho riportato un caso il cui iter ho avuto modo di controllare da vicino, ma come questi ce ne erano e ce ne sono sicuramente diversi altri sparsi in giro.

Come pure, sempre in Regione, la realtà è stata ed è quella che ha visto, in più di una occasione, la assegnazione di alcune Posizioni Organizzative (vedi nota a fondo pagina) avvenute spudoratamente in forma “ad personam” con evidenti benefici a vantaggio di iscritti e dirigenti principalmente appartenenti ai tre sindacati “confederali” (in un primo momento; poi hanno beneficiato anche i Cobas).

Per avere una controprova, si è talvolta assistito al fatto che, andato in pensione il titolare di una particolare Posizione Organizzativa per la assegnazione della quale si era voluto favorire una ben determinata persona e solo quella, nessuno la ha “ereditata” per la materia alla medesima collegata, che continuava peraltro ad esistere a pieno titolo (ad es. la materia, con adempimenti connessi, collegata alla gestione delle quote latte).

Tanto per insistere, sempre in materia di P.O., è di questi giorni la istituzione di una nuova P.O. “complessa” (ti immagini!!!) denominata “Supporto alla Commissione IX della Conferenza delle Regioni e Province Autonome”, con una declaratoria riempita di parole più o meno altisonanti dietro alle quali non sta altro che la predisposizione di un po’ di decreti, un certo numero di e-mail ed altrettante telefonate.

E sempre, ora come dieci anni fa, il tutto è stato accompagnato dal silenzio perfetto da parte dell’intero mondo sindacale, visto anche che gli appartenenti a tale mondo continuano a beneficiare di questo stato di cose.

Manca altro che, per accontentare qualche fedele servitore o qualche altro dirigente sindacale (non importa di quale sigla) ci si inventi una P.O denominata “Pettinatura delle bambole”, come ha suggerito un mio ex collega a cui la fantasia non fa difetto.

Cambiando totalmente argomento, un altro fatto reale da segnalare in Regione è stato l’impressionante muro di silenzio, di sindacati e colleghi, evidentemente asserviti al potere di riferimento, quando l’architetto Fabio Zita, dirigente dell’Ufficio Valutazione Impatto Ambientale e deciso a far rispettare la normativa vigente in materia di rifiuti inquinanti nell’ambito dei lavori riguardanti il tratto fiorentino della Tav, è stato rimosso in quattro e quattr’otto dall’incarico per essere trasferito al molto meno compromettente compito di responsabile del settore “Tutela, riqualificazione e valorizzazione del paesaggio”, dove forse non potrà più calpestare piedi importanti o che si ritengono tali.

E sì che qui il sindacato tutto avrebbe dovuto insorgere come un sol uomo…fermo restando che nessuno pretende che avrebbe dovuto per forza imporre il proprio punto di vista. Ma almeno avrebbe avuto il dovere morale di farsi sentire!

Come pure, tutto il sindacato (e qui c’è stata anche la responsabilità dei Cobas, o almeno di parte di essi) avrebbe dovuto tenere ben altra posizione in merito alla discutibilissima operazione di “Trasformazione dell’Ente Azienda Regionale Agricola di Alberese in Ente Terre Regionali Toscane, ecc.”, nel cui ambito, tra l’altro, alcuni validissimi e preparatissimi funzionari, sono stati trasferiti d’ufficio dai ben più sicuri ruoli regionali a quelli del neonato/trasformato ente per andare a fare cose che avrebbero tranquillamente potuto continuare a fare all’interno della struttura regionale; e se ciò fosse avvenuto, si sarebbe anche fatto tranquillamente a meno di dotarsi del direttore dell’ente sopra nominato, con annessi gli oltre 110.000 euro annui che quest’ultimo va a percepire.

E se non bastasse, a questa operazione è stata collegata, con una coincidenza tempistica assai sospetta, la assegnazione di tre posizioni organizzative in materia di “Protezione Civile ed Antincendio Boschivo”.

Di una di queste in particolare ha beneficiato un dipendente iscritto ai Cobas, da sempre agguerritissimo nelle sue battaglie sindacali, ma adesso, guarda caso, divenuto zitto come un pulcino su pressochè ogni argomento.

Inoltre, in merito alla assegnazione di queste P.O, ci sarebbe da capire se è stata fatta una vera e propria e seria selezione di merito, in quanto, come mi appare ovvio, assegnare un incarico di responsabilità in una materia così delicata come la protezione civile e l’antincendio boschivo, non è cosa che si possa certamente fare a cuor leggero, come se si parlasse, che so, di trote, cavedani e ghiozzi (altro argomento a suo tempo oggetto di assegnazione di P.O, bada caso ad un sindacalista Cisl).

E per adesso mi fermo qui.

P.S: la Posizione Organizzativa consiste nel conferimento a personale dipendente della Pubblica Amministrazione di particolari incarichi per il cui assolvimento sono richieste particolari competenze culturali e professionali, che possono avere per destinatari solo i dipendenti appartenenti all’area apicale di ciacun comparto.

L’incarico è (avrebbe dovuto essere!) sempre a tempo determinato e revocabile, restando esclusa la possibilità di conferire incarichi a contenuto generico al solo scopo di premiare, sotto il profilo retributivo alcuni dipendenti (tutto il contrario di ciò che avviene in Regione, dove la Posizione Organizzativa è divenuta di fatto a tempo indeterminato, a beneficio, in un numero rilevante di casi, di ben determinate categorie di personaggi. Fermo restando che, vivaddio, ci sono anche diversi funzionari che se la meritano indiscutibilmente.

[*] – Lettore, ospite

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