
PISTOIA. Anche CasaPound interviene sulle polemiche in seguito al raid vandalico che ha visto imbrattare la sede del movimento, prontamente ripulita dai militanti, ed una antica chiesa con scritte inneggianti la violenza antifascista firmate ‘Circolo 1° Maggio’.
“Questa è l’ennesima dimostrazione di quanto l’estrema sinistra rappresenti una presenza dannosa ed indesiderata in città e soprattutto nel quartiere San Marco – attacca in una nota CasaPound Pistoia”.

“Si tratta – prosegue la nota – di poche persone, chiaramente emarginate dalla società civile (altrimenti avrebbero avuto di meglio da fare la notte di Natale) ma che troppo spesso hanno trovato difesa e appoggio in alcuni partiti politici locali. Ricordiamo infatti che la sede del ‘Collettivo 1° Maggio’, la sigla che ha rivendicato le scritte vandaliche (si vedano foto in allegato, la prima è stata scattata proprio in Via degli Argonauti, dove si trova la sede del ‘collettivo’), è un seggio elettorale fisso per le primarie del Partito Democratico”.

“Ci auguriamo – conclude la nota – che le spese per ripulire questo scempio non ricadano sui cittadini ma su gli autori del gesto, che forti dell’impunità fino ad oggi garantita loro hanno anche rivendicato la paternità del raid, e sui loro fiancheggiatori politici”.
[casapound]

























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