PSYCHOCAPODANNO

Buon Anno Nuovo!
Buon 2015!

IN REALTÀ, Capodanno è alto, allampanato, vestito con stile, un po’ retró/blasé, avvolto da una malinconica allegria, veleggia tra noiosi party, algide cene e chiassose brigate a ritmo di samba.

Come Natale è famiglia, Capodanno è single o tuttalpiù “coppia”.

Dati statistici dimostrano che la maggioranza dei genitori divorziati preferisce trascorrere il Natale con i figli e “scaramellare” i pargoli all’ex-coniuge per Capodanno.

Parafrasando il buon Guccini “un altro anno è andato, la musica è finita…”.

Fine/Inizio: nessuno di noi è del tutto immune da questo archetipico dualismo.

I giornali femminili suggeriscono i buoni propositi per il nuovo anno: il primo è sempre “comincio la dieta, stavolta per davvero”… Non istiga all’anoressia, no!

C’è chi dice “Io quest’anno non festeggio, sto a casa in pantofole con gatto e camomilla”. Peccato che a questo segua quasi sempre un indagatorio “Ma tu che fai?”

Poi “il senso della fine”, la sacralità di un altro anno della nostra vita che scorre.

Citazione “La vita è un soffio, ci sono certi pomeriggi che non passano mai…” o mattine, o serate… dell’Ultimo dell’ anno.

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