piRandellate. GUARDA LA LUNA, GUARDA LE STELLE, VEDI CAINO CHE FA LE FRITTELLE

_______________________

Mi è giunta una foto adattata alla nuova aria della Pistoja rouge dopo la tornata elettorale. L’originale rappresentava la place de la cathédrale, ma con un bel birillo di minareto al posto del campanile. Cosa fare per chi ama gâcher la journée à la manière de Charlie Hebdo? Satireggiare. Se non altro per mostrare la civiltà pistojana di cui nessuno parla, ma che lascia rovinare senza sosta la vita dei cittadini non-intellò

_______________________

_______________________

ARIA NUOVA, VENTO VECCHIO

VE LO SOFFIO IN UN ORECCHIO

_____________

L’unico a non far parola, sinora, delle cose pistòjke dopo la riconquista della città, scusate, sono io. E poiché se non sono il decano dei giornalisti della provincia sono comunque, a occhio e croce, il secondo, massimo terzo, della lista dei diàdochi, per cui… «mi scappa la pipì, papà!».

PUNTO PRIMO

Ho sentito, ieri sera su RTV38, una battuta di questo genere: Giovanni Capecchi ribalta Pistoja. È la verità o è solo un esemplare del giornalismo montanelliano che tanto piace al duo Curreli-Grieco con l’appoggio del Coletta, protettore della sorella di Luca Turco?

Vediamo. Totale votanti: 42.221 pari al 56,57% degli aventi diritto, che sarebbero stati 74.635. All’appello non si sono presentati, quindi, 30.414 pistój, un vero – come dicono i caca-politica di oggi – tesoretto di “sfavati”.

Il 54,42% di Capecchi pesa per 22.512 voti. Molti meno dei mancanti all’appello (30.414 – 22.512 = 7.902). In aritmetica gli assenti hanno superato il “ribaltatore” di 7.902 voti che, sommati al risultato Celesti, 17.763, hanno un peso complessivo di 48.177 voti.

Lo so perfettamente che vince chi porta a casa più noci nel sacco di fra Galdino a prescindere: ma la matematica non è un’opinione. E l’aritmetica ancor meno.

E ora un calcio in uno stinco all’estroso Alessio Bartolomei. La colpa è anche del Tomasi in fuga, Alessio. Ma il peccato originale è a monte. E, a parer mio, sta nelle tasche del senator La Vanga (meglio che Pietra: di pietra, lui, ha la testa), con la sua politica spalmabile quale Nutella del politicamente correttissimo, il cui miglior esempio visibile resta la “cacarella semiliquida” dell’amministrazione comunale di Agliana.

La quale – come l’Infinito di Leopardi – “sempre cara assai fu ad Herr Curreli”. E, ovviamente, alla procura delle protezioni ad hoc – Perrozzi, Andrea Alessandro Nesti, su’ moje la Blimunda, il su’ psichiatra, e un’altra ventina di bischeri querelòmani favoreggiati vergognosamente da una magistratura penale che è la vera forza distruttiva della Terra Aperta: alla persecuzione giudiziaria del fu Coletta e de’ su’ sette nani, come ho scritto per anni senza che nessun di loro si turbasse.

PUNTO SECONDO

La città non è solo ponti, porte e vie; giardini, pizzicagnoli; centri di socializzazione e Circoli Arci. La città è anche quel magma apparentemente statico, ma nascostamente liquido-sobbollente, che ruota, viscido, su se stesso, e si avvolge e contorce come il nucleo di ferro della Terra (non quella Aperta di Herr Claudius). Una caldera che si muove, lenta come un anaconda, fatta di centri di potere di ogni genere: economici, finanziari, del mattone, delle mattonate in faccia, della pubblica amministrazione che avanza come una carriola con la ruota quadra, e di tutte le frittelle di Caino fra le stelle.

Un nome, quello dell’assassino del fratello, che, pistojànicamente, potrebbe anche indicare un affetto da scariche di diarrea come il dottor Benesperi di Agliana (non è ancora avvo-cca-tto, Curreli. Ne prenda cortesemente nota!). La cupola del Pantheon pistojano è sita al Terzo Piano.

Ecco perché – simbolicamente e simbologicamente – ho copia-incollato Claudius von der Kagliaren a braccia aperte proprio in mezzo alla Domplatz, come fosse un fondamentale ombelico del mondo rappresentativo del Regno di Sauron.

 
Può la retorica ignorare impegni presi e giuramenti?
 

Come nulla ha fatto la destra in anni 9 recenti, nulla ha fatto la sinistra nei 70 anni prima, se non governare come gli è parso e piaciuto. E – lo dico da profeta maledetto e inviso a quel brav’uomo di Claudius – nulla farà questa sinistra che, ideologica e accucciata sulle posizioni di una dittatura giudiziaria di fatto, si è tutta impegnata non perché nessuno toccasse la Costituzione (che non interessa a nessuno), ma perché i tiranni in toga e coccarda (mi dicono, fra l’altro, che Curreli la sta portando ancora sulla sua cappa nera in aula… È vero?) potessero fare di più e peggio del loro peggio grazie al NO, nonostante la promessa a Gesù, il giuramento allo stato (dissolto), l’impegno a tante belle fariseate e/o zelanze della Anm, refugium peccatorum, consolatio adflictorum, regina sanctorum omnium.

PUNTO TERZO

(imparziale e indipendente un corno)

Claudius è il miglior pistòjko-garante possibile con i suoi tre mistico-matrimoniali impegni: di scout, di magistrato e di Federale dell’Anm, l’associazione che non piaceva al presidente Cossiga.

Come vedete, il famoso Terra Aperta si è votato, temporibus illis,

1.      da Lupetto-Agesci, con suo Signor Gesù Cristo: «Prometto con l’aiuto e l’esempio di Gesù, di fare del mio meglio per migliorare me stesso, per aiutare gli altri, per osservare la legge del branco» (e quando dormo non sono stanco);

2.      da magistrato ha pronunciato questa formula: «Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana ed al suo Capo, di osservare lealmente le leggi dello Stato e di adempiere con coscienza i doveri inerenti al mio ufficio» (e forse lo farò con sacrificio);

3.      da membro della Jugend der Verfolger (gioventù dei persecutori), ha aderito alla Anm, disposto a rispettarne il Codice Etico (anche con far frenetico).

Secondo voi, lettori, tutto questo Herr Claudius lo ha davvero messo in atto? Il senatore Antonio Razzi, tanto caro a Maurizio Crozza, rispondeva: «Mah… veramente io non crèto…».

Io non crèto che Gesù sia stato un buon maestro per Herr Claudius. Mi basta considerare, sotto questo profilo, al suo comportamento nella vicenda di Padre Fedele Bisceglia. Ma anche il diverso suo modus operandi (discriminatorio al massimo) quando, dal venerdì al lunedì, dette seguito alla richiesta dei tabulati telefonici di un cellulare per passare al vaglio un dipendente dell’Hitachi messo sotto accusa. Ma di fronte al Giappone ed all’Hitachi, Herr, tu chini il groppone ed indi taci.

Felice il Gip Buzzegoli che crede a Ser Curreli. Andrà, per questo solo, dritto lassù ne’ cieli!

La stessa richiesta avanzata da una signora vittima di stalking, per poter avere i tabulati telefonici dovette pazientemente attendere più di un anno.

Non aggiungo altro. Gesù si sarebbe incazzato, come mi disse, in assemblea, dinanzi a tutti i giornalisti adunati per San Francesco di Sales, anche il fu-vescovo di Pistoja Mansueto Bianchi, piuttosto irritato per una mia domanda irriverente. Ma si sa: i non-giornalisti come me rompono i coglioni.

Quelli in grazia di Dio, di Gesù e del Terzo Piano, férmansi al lecca-lecca pistojano.

Io non crèto che da magistrato von der Kagliaren abbia osservato lealmente le leggi dello stato e che abbia adempiuto con coscienza i doveri inerenti al suo ufficio e, in più, «con disciplina ed onore».

Ciò perché di tutta la vicenda-vergogna, battezzata poi dal Gup Luca Gaspari, il mellifluo plasmabile, sull’invenzione dello stalking giornalistico, Herr Claudius per indagini ha cucinato solo un minestrone di copia-incolla senza capo né coda. Un vero, indigeribile boscabbaccàno.

Claudio, pur sapendo tutta la verità del processo della vergogna (perché ha tutte le carte ufficiali in mano e le ha avute da me), come afferma Bertolt Brecht, appartiene alla categoria dei giudici incorruttibili: nulla può indurlo a fare giustizia. E se si mette in testa (come il suo fu-capo Coletta con la Lucia Turco) di voler levare le castagne dal fuoco a certe sue «prossimità sociali», tipo il Perrozzi, il mai comandante Nesti, su’ moje la Blimunda, la Paola Aveta di Agliana: nessun da aberrazione lo allontana.

Le parole sono belle, ma non friggono frittelle

Io non crèto che da Federale della Anm sia mai stato davvero in grado di rispettare il Codice Etico di un’associazione anòmala e – in ipotesi – illecita, per il semplice fatto che un potere dello stato sindacalizzato è ontologicamente una aberrazione giuridica.

In conclusione

Claudius von der Kagliaren, Ella sa bene che «Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova!» (Hercule Poirot in Agatha Christie). Perciò, veda di farla finita!

Edoardo Bianchini[direttore@linealibera.info]© Linea Libera Periodico di Area Metropolitana