
PISTOIA. La protesta dei parrucchieri e estetisti della piana pistoiese si è estesa anche a Pistoia dove stamani come programmato nei giorni scorsi il sindaco Alessandro Tomasi ha incontrato una delegazione composta da una ventina di persone.
Con loro anche due rappresentanti di palestre. All’incontro era presente anche il senatore Fdi Patrizio La Pietra con alcuni esponenti locali del partito della Meloni che da subito hanno dato il proprio appoggio alle rivendicazioni del gruppo.
Come avvenuto ieri a Quarrata con i sindaci di Quarrata, Agliana e Carmignano stamani anche a Pistoia è stato chiesto all’amministrazione comunale di impegnarsi per anticipare la riapertura dei negozi e dei saloni rispetto a quanto disposto dal Governo Conte.

Il sindaco di Pistoia in sala Maggiore ha ascoltato le varie istanze ed ha evidenziato tra i problemi da risolvere nell’immediato quello dell’abusivismo. Si è impegnato anche a rivedere le tassazioni comunali ed a ampliare gli orari dei negozi. Scriverà inoltre al neo prefetto di Pistoia per chiedere la possibilità di riaprire in sicurezza il 18 maggio anziché il primo di giugno. “Dopo averli ascoltati e dopo aver letto il loro documento sulle misure di sicurezza che sono pronti ad attivare, molte di queste già usate da tempo, — ha detto Tomasi — ho deciso di parlare con il Prefetto e con il Presidente della Regione perché insieme si possa chiedere al Governo di accelerare una riapertura in sicurezza”.
“E’ stata una mattinata molto proficua per il nostro settore – ha dichiarato Andrea Banci – con risposte esaustive di sostegno e di strade da percorrere per la richiesta alla riapertura prima di giugno.
Il sindaco Tomasi ci ha dato molte risposte e il sostegno da parte sua per poter seguire un iter giusto nelle nostre richieste”
“Il dato che è emerso dall’incontro – ha scritto il senatore Fdi Patrizio La Pietra – è il disperato bisogno di lavorare, non tanto di aiuto, anche se necessario a causa dei mancati incassi e la mancanza di liquidità, ma fondamentalmente la voglia di poter lavorare con il rispetto di tutte le regole per garantire la sicurezza sanitaria di tutti, clienti, dipendenti e operatori.

La voglia anche di avere un interlocutore che possa dare risposte concrete ma anche chiare. Chiarezza fino ad oggi mancata dal livello governativo e regionale. La sicurezza sanitaria, la lotta al virus, non si contrasta con i codici Ateco ma con protocolli concreti di sicurezza. Per noi, per FDI, chi può garantire questi livelli di sicurezza può aprire e lavorare”.
Intanto il comitato parrucchieri e estetisti uniti ha annunciato che il prossimo 5 maggio si recherà davanti alla Prefettura di Pistoia per un incontro, già concesso, con il prefetto.
I rappresentanti della categoria in un documento hanno sintetizzato la propria protesta, iniziata come si ricorderà nei giorni scorsi con una conferenza stampa svoltasi a Quarrata.
Andrea Balli
[andreaballi@linealibera.online]



























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