“OLTRE LE MURA” A PISTOIA

Il giardino di Via Donatori del sangue
Il giardino di via Donatori del sangue

PISTOIA. Nel Medioevo lo sviluppo delle città era pressoché delimitato dalle cerchie murarie, oltre le quali potevamo trovare sostanzialmente aperta campagna e case di contadini.

Così avveniva anche a Pistoia, in particolare oltre la terza cerchia muraria dove “la città che contava” relegava a vivere il cosiddetto “volgo” ritenuto meno strettamente utile per i propri servigi, destinandolo in gran parte ai lavori agricoli per conto sempre dei “signori di corte” e comunque fonte di reddito tramite dazi e balzelli nonostante la povera vita.

Con l’Italia che cresce ovunque negli anni ’80 del secolo scorso, anche Pistoia si adegua ed il mondo al di là della terza cerchia muraria inizia ad essere attrattivo per andarci a vivere, alla ricerca di un po’ di verde e quiete. Così la vita cittadina si sviluppa decisamente anche “oltre le mura”, con tanti servizi pubblici e non.

Con la crisi economica che i più ottimisti fanno risalire solo al 2007-2008, ma i cui segni si intravedevano a Pistoia già a fine anni ’90 e complice la conseguente delocalizzazione dei servizi, assistiamo invece ad un processo inverso che sa tanto di involuzione, per dirla in toscano a Pistoia “si fa come i gamberi, si torna indietro”!

Il giardino di Via Donatori del sangue
Il giardino di via Donatori del sangue

Così in particolare oltre la terza cerchia muraria i servizi vengono meno, le attività chiudono, mentre i cittadini di conseguenza cercano di trasferirsi “al di qua” delle mura. La vita “oltre le mura” inizia dunque di nuovo a ridursi, si parla di “periferie” delle quali ci si ricorda qualche volta in campagna elettorale, con la spada di Damocle di un’ipotetica futura “desertificazione” della città della quale solo i più volenterosi ne parlano.

Segno di questo processo anche le piccole cose, che hanno comunque la loro importanza. Nei giorni scorsi è stato ad esempio inaugurato il Giardino Volante a Villa Capecchi (“al di qua delle mura”) con imponenti giochi per bambini.

Si ipotizza l’installazione di altri giochi nel giardino del vicino Padiglione Emodialisi. A poche centinaia di metri da lì però, “al di là delle mura”, c’è un altro giardino pubblico, in via Donatori del Sangue di fronte alla stadio comunale “Marcello Melani”, dove un tempo anche lì si trovavano dei giochi per bambini. Una volta deterioratisi, disinstallati e mai sostituiti da moltissimi anni.

Adesso nemmeno l’ombra di uno scivolo, un’altalena, per i ragazzi del quartiere. Ma la storia cittadina ci insegna che “oltre le mura” è “un altro mondo”.

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