NATALE SENZA CALORE PER I DIPENDENTI DELLA PROVINCIA

La sede della Provincia
La sede della Provincia

PISTOIA. Sono in tanti a manifestare sotto le finestre del palazzo della Provincia. Appeso al terrazzo del primo piano un grande striscione delle Rsu che grida «più tagli meno diritti uguale meno democrazia»…

Le Rsu nel loro ciclostilato lamentano che Governo e Regione Toscana stiano regalando tagli ai servizi per i cittadini e soprattutto licenziamenti. Il volantino annuncia che dal 1° gennaio 2015 non saranno più garantiti molti servizi essenziali, come per esempio servizi al lavoro, manutenzione scuole e strade, tutela dell’ambiente, difesa del suolo e molti altri ancora: si conclude con l’annuncio minaccioso di dare battaglia in tutti i luoghi di lavoro.

Sulla lettera rivolta ai cittadini dai dipendenti della Provincia di Pistoia si trova l’augurio di Buone Feste che suona però amaro dopo le parole con cui prima rivendicano di aver garantito il buon funzionamento dell’ente e poi denunciano la realtà della legge di stabilità che viene discussa in Parlamento in queste ore e che prevede il taglio del personale del 50%.

I dipendenti della Provincia avvertono la cittadinanza che verranno a mancare molte unità di personale, spesso altamente specializzato, la cui formazione è costata anni di lavoro: di conseguenza molti servizi e manutenzioni saranno drasticamente ridotti o addirittura interrotti. La lettera conclude con un desiderio di far partecipare la cittadinanza a un disagio che rischia di non essere solo dei lavoratori in agitazione nel caso che il Governo non cambi rotta.

Mentre alcuni dipendenti dell’ente in dismissione si sono già orientati su altre attività, altri andranno in pensione, tanti ancora rimangono nell’incertezza del loro futuro non essendo neppure messi in grado di immaginare quale potrebbe essere e se ci sarà un’altra destinazione.

Pensando a questi lavoratori, che in questo periodo vivono con dolore e angoscia la loro situazione, mentre tanti sono indaffarati con il Natale (anche se è tutto molto attenuato, in verità, dati i tempi che corrono e dato che non ne avanza niente a nessuno) tornano in mente le famose parole di Bertolt Brecht:

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari. E fui contento perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei. E stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, ed io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare.

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