MORGIA TECNICO DEL SIENA, LE STORIE BELLE DEL PALLONE

Morgia, Quelli che...
Morgia, Quelli che…

PISTOIA. Di tanto in tanto accade che il calcio ci racconti delle belle storie. Massimo Morgia ingaggiato dal Siena è una di queste. Breve riepilogo: sino a 2 anni fa, pochi, in un mondo del pallone senza memoria (e quindi privo di riconoscenza), sapevano che fine avesse fatto l’allenatore romano, di residenza lucchese.

Sì, qualcuno l’aveva visto lavorare con Novellino, a Livorno, ma il Morgia “condottiero di qualche anno prima” che fine aveva fatto? Ecco l’occasione-Pistoia, il presidente della Pistoiese Orazio Ferrari ne resta – a suo dire – folgorato, come e più di aver incontrato in ascensore Halle Berry.

È colpo di fulmine tra Morgia e la città. Il tecnico si mostra uomo a tutto tondo, in un universo del football fatto più di ominicchi, i dirigenti si accodano, anzi fanno di più lasciandogli le chiavi della macchina arancione, i collaboratori e i calciatori lo seguono convinti, tifosi e giornalisti addirittura se ne innamorano.

Pare l’inizio di una lunga storia d’amore, sarà solo l’“ouverture” di un’operetta incompiuta, e non per colpa del nostro. Che continua a essere uomo anche in giorni difficili, quando la maggioranza degli ammiratori si dilegua per omaggiare nuovi idoli. Si sa morto il Papa, abbasso il Papa.

Morgia resta solo e, a differenza di capitan Schettino, che viene invitato a parlare alla Sapienza (perché? Per capire come si fa a combinar guai?), a destra e a manca, continua a dolersi più di non aver rispettato – suo malgrado – la parola data a collaboratori e calciatori che non della sua situazione personale.

Ieri sera l’annuncio sul social network Facebook dello stesso Morgia: “Allenerò a Siena. La storia riparte”. Tutto è bene quel che finisce bene, ma soprattutto alla fin fine la serietà, la professionalità, la competenza, la linearità, l’essere uomo sono stati ripagati. Non succede, spesso, ma quando accade è d’uopo sottolinearlo.

Trattasi di cultura sportiva anche questo, ma ci rendiamo perfettamente conto che non tutti comprenderanno. E noi? Noi, piccoli piccolissimi quasi invisibili sostenitori delle storie belle del mondo del pallone, siamo contenti e auguriamo a Morgia mille fortune, personali e di squadra.

D’ora in poi saremo, e chi ci conosce lo sa… che sforzo sarà, un po’ tifosi bianconeri. Qua la mano, mister: alle persone perbene si stringe sempre volentieri.

Lascia un commento