libri. “STORIA DEL MIO FUNERALE” DI GUIDO DA VERONA

L'invito
L’invito

PISTOIA. Il libro che sarà presentato domani, sabato 17 dicembre, alle 17:30, presso Lo Spazio di via dell’Ospizio. Storia del mio funerale apre la nuova collana editoriale Occhio di bue. Un faro puntato sulle opere in ombra dei grandi autori della letteratura italiana (Arezzo, Helicon, 2016) – e, accompagnato da un saggio critico di Andrea Pellegrini, custodisce un frammento mai ripubblicato di Guido da Verona tratto dal Libro del mio sogno errante del 1919.

Negli anni della Belle Epoque e del Fascismo, il più conosciuto e il più venduto degli scrittori italiani, con ventiquattro romanzi all’attivo e superando i due milioni di copie, fu Guido da Verona.

Ebreo e fascista, questo scrittore nato a Saliceto sul Pànaro nel 1881 sarebbe stato presto ostracizzato dalla critica letteraria e dopo tante stroncature dimenticato al punto da scomparire da qualsiasi antologia scolastica come da qualunque dizionario.

Ufficialmente fascista, l’autore di Mimì Bluette fu in realtà anticlericale, antiborghese, antitradizionalista, contro la pena di morte, contro il matrimonio e per il divorzio in tempi di Concordato.

Una parodia sui Promessi sposi, da lui scritta e pubblicata nel 1929, fu mal compresa da tutta l’opinione pubblica e gli inimicò molti fans insieme a tutti gli amici fascisti. Fu malmenato, sospeso dal Partito e le copie di quel libro bruciate nelle piazze e ritirate dalla circolazione. Morto in circostanze poco chiare nel 1939, Guido da Verona, che ben più di altri incarnò lo spirito dei suoi tempi e i veri gusti degli italiani di allora, è scomparso poi definitivamente dalle cronache e da ogni nostra memoria.

Andrea Pellegrini, dottore di ricerca in Letteratura Italiana presso l’università degli studi di Firenze, critico letterario e autore di alcuni romanzi come Lettera dalla Norvegia (Fara, 2006) e Come una madre (Joker, 2008), ha vinto il Premio Firenze-Fiorino d’Argento 2014 con il saggio dal titolo La seduzione del classico negli anni del moderno. Cultura e arte italiana dal 1914 al 1920 (Helicon, 2014).

Lo Spazio di via dell’Ospizio – www.lospaziodiviadellospizio.sitiwebs.com.

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