
PISTOIA-MONTAGNA. Ormai i sindaci agiscono come e veri e propri “Federali” saltando a piè pari gli organi istituzionali (consiglio comunale) con scelte fondamentali per il futuro del territorio.
Così apprendiamo dalla stampa dell’accordo Danti-Braccesi per la fusione dei comuni di Abetone e Cutigliano, accordo fatto forse in qualche ristorante o comunque in una sede non istituzionale, senza nessun coinvolgimento del consiglio o della popolazione. Ma questo lo faranno dopo, sempre dopo, in modo da dare l’impressione che la partecipazione e la democrazia sono state rispettate.
La forma è salva, il popolo è sovrano ma nessuno dei due sindaci aveva espresso nel proprio programma elettorale la volontà di andare in questa direzione. Ancor di più ci stupisce la posizione del sindaco dell’Abetone, sempre contrario alla fusione dei comuni, anzi propenso a scavallare il passo verso la rossa Emilia e che oggi riscopre le affinità con Cutigliano.
Nel merito non ci nascondiamo dietro una posizione pregiudiziale di contrarietà alla fusione, ma ci piacerebbe sapere qual è l’obiettivo finale e soprattutto non possiamo accettare l’azzeramento di due comuni, che rappresentano ognuno la storia, le radici e l’identità di un territorio e del suo popolo, solo per una questione di “risparmio” o di nuove risorse.
Non siamo ingenui o demagogici, siamo consapevoli che gli enti locali siano ormai alla canna del gas e che le risorse sono importanti, ma visto che la scelta si basa essenzialmente solo su questo aspetto sarebbe interessante sapere cosa ci farete con questi soldi. Andranno in servizi per i cittadini o finanzieranno pseudo società pubbliche al collasso?
Diteci come vorreste organizzare il nuovo ente. La sede comunale sarà all’Abetone o a Cutigliano? I cittadini saranno penalizzati o no da questa riorganizzazione? Ci sarà una riduzione strutturale delle spese. Oppure l’unico risparmio sarà quello del gettone di 10 consiglieri?
Non vorrei che questo fosse la prima tappa di un percorso per poi riproporre la stessa zuppa del Comunone-Dynamone. Oggi si fonde Abetone e Cutigliano. Piteglio rimane isolato e sarà costretto a fondersi con San Marcello. Poi il passo è breve e anzi in questa maniera si avranno più risorse che non con la fusione del Comunone come al primo atto di questa commedia. Fantasia? A pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina.
A conclusione della vicenda, la posizione del sindaco di Piteglio che alla luce di una notizia di stampa, perché al momento di questo si tratta, ha la bella pensata di voler interrompere l’iter per l’Unione dei Comuni. Più che uno politicamente inesperto mi sembra uno che sotto sotto è d’accordo.
La questione non è solo amministrativa, ma è anche politica. La montagna, a differenza di altri territori della piana o della Valdinievole, ha una specificità tale che l’azzeramento di un comune significa un ulteriore impoverimento del territorio già provato da una desertificazione dei servizi (poste, banche, ospedale) andando a peggiorare una situazione già grave.
Patrizio La Pietra
Fratelli d’Italia Pistoia



















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