GIULIO SCARPATI E CLAUDIO CASADIO IN “OSCURA IMMENSITÀ”, DAL ‘NOIR’ DI MASSIMO CARLOTTO

L'oscura immensità 1
L’oscura immensità 1

PISTOIA. Dopo il Riccardo III della passata stagione, approda al Teatro Manzoni di Pistoia dal 21 al 23 febbraio un’altra produzione firmata da Alessandro Gassmann, stavolta solo in qualità di regista: Oscura immensità, uno spettacolo (prodotto da Teatro Stabile del Veneto e Accademia Perduta Romagna Teatri), in grado di sollevare interrogativi e dubbi su un tema quanto mai attuale: il rapporto tra giustizia, vendetta, perdono e pena.

Lo spettacolo nasce dal romanzo di Massimo Carlotto, maestro del noir contemporaneo, L’oscura immensità della morte uscito dieci anni fa e tradotto in Francia, Germania, Stati Uniti(da citare, tra i molti suoi titoli, anche Arrivederci amore ciao e la serie de L’alligatore): in scena una coppia inedita, formata da un volto molto popolare come Giulio Scarpati (che torna così a Pistoia dopo Troppo buono di alcune stagioni fa) e Claudio Casadio rivelatosi al grande pubblico grazie al film L’uomo che verrà di Giorgio Diritti, nonché ‘anima’ di Accademia Perduta, storica compagnia di teatro per ragazzi, spesso ospite delle rassegne dell’Associazione Teatrale Pistoiese.

Per il ciclo Il Teatro si racconta i due attori incontreranno il pubblico sabato 22 febbraio alle ore 17:30 alla Libreria La Feltrinelli di Pistoia (via degli Orafi 31/33). L’incontro sarà condotto dal direttore artistico dell’Associazione Teatrale Pistoiese, Saverio Barsanti.

Un tragico fatto di cronaca, avvenuto nella provincia del nord-est italiano, è al centro della vicenda e finisce per mettere a confronto vittima e carnefice, entrambi lacerati da rispettivi drammi personali e con due diverse interpretazioni della stessa vicenda, tra visioni e ricordi. Raffaele Beggiato (Claudio Casadio) ha ucciso nel corso di una rapina la moglie e il bambino di Silvano Contin: un’azione violenta e senza giustificazioni che lo fa precipitare in un tunnel illuminato solo dal desiderio di vendetta. Beggiato, dopo 15 anni di prigione, condannato all’ergastolo, scopre di essere gravemente malato e chiede quindi perdono a Contin e grazia alla giustizia. Tutto questo è raccontato da Carlotto con un linguaggio incisivo, essenziale, crudo e un ritmo dell’azione serrato e coinvolgente. Uno spettacolo con il quale Gassmann prosegue sulla linea tracciata da Roman e il suo cucciolo capace di indagare, con sguardo neutrale e inquietante, tra le pieghe di un’umanità senza speranza.

L'oscura immensità 2
L’oscura immensità 2

Così Gassmann parla del lavoro: “Felice circostanza è stata l’individuazione e l’adesione da parte dei due attori, le cui caratteristiche così diverse si adattano perfettamente alle psicologie dei protagonisti: Giulio Scarpati che ho sempre apprezzato nei suoi lavori teatrali e che in questa operazione potrà far uso di inconsuete corde drammatiche e Claudio Casadio, del quale ho ammirato la splendida interpretazione nel film L’uomo che verrà, che si servirà del suo carattere romagnolo per conferire maggiore naturalezza, incisività e verità al personaggio creato da Carlotto. Un limbo esistenziale dove il confine tra bene e male non è perfettamente tracciato, ma è solo una sottile linea destinata a far sì che i ruoli si possano invertire, che le vittime possano diventare carnefici e i carnefici vittime. Uno stimolo a riflettere sul lato tragico dell’esistenza, sui rapporti fra gli uomini e su quegli avvenimenti che a volte possono segnare la loro vita in modo irreversibile.”

“ Chi deve perdonare – si chiede Massimo Carlotto nelle note di sala – colui che ha commesso un delitto e che sta scontando una pena detentiva o è rinchiuso nel braccio della morte? I familiari della vittima o lo Stato? O entrambi? La ragione, la politica, la religione, la filosofia non sono ancora riuscite a dare una risposta esauriente e in grado di soddisfare coloro che hanno sofferto il danno irreparabile della perdita di un loro caro, per mano assassina, perché prevalgono sentimenti ancestrali che offuscano, accecano, trasformando l’esistenza in una oscura immensità. La nostra società è incapace di lenire il dolore di coloro che hanno subìto tale torto. La comunità in cui vivono tende a escluderli, a condannarli a un ergastolo di dolore, solitudine e livore perché la punizione del reo non è mai soddisfacente. La vendetta, la più dura e terribile, rimane come unica soluzione di razionalizzazione del lutto, di possibile via a un futuro diverso. Proprio quella vendetta che porta persone miti ad assistere all’esecuzione di un uomo e a uscire dal carcere con un sorriso stampato sulle labbra. Non vi è nulla di inventato nell’Oscura immensità. Per costruire i due personaggi ho incontrato decine di parenti di vittime, di condannati. La necessità di una realtà implacabile, che abbattesse il muro dell’ipocrisia, mi ha costretto a un viaggio nell’oscurità di dolori immensi.

Perché il cuore spezzato di Silvano Contin è ormai incapace di ritrovare il filo di un’esistenza fondata su valori positivi. Questa è la durissima lezione di queste storie.

Raffaello Beggiato è l’altra faccia della medaglia. Reo di un delitto odioso ha diritto a una seconda possibilità? La giurisprudenza sostiene che solo lo Stato potrebbe forse dare una risposta sensata a nome della collettività ma escludendo il dolore delle vittime. Scrivere questa pièce – conclude Carlotto – è stata un’avventura professionale e umana importante e coinvolgente. Mi sono ritrovato davanti alla pagina bianca con il timore di “liberare” la carica di emozioni, raccolte negli anni in giro per il mondo. Per fortuna la magia della scrittura teatrale che ti catapulta in un palco immaginario ha estratto parola dopo parola dall’oscura immensità per riuscire a raccontarla.”

Prevendita: Biglietteria Teatro Manzoni 0573 991609 – 27112. on line su www.teatridipistoia.it e circuito box office.

[marchiani – teatro manzoni pt]

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