fusioni a freddo. IO STO COI TRUFFATORI

Comuni in con...fusione?
Comuni in con… fusione coatta?

MONTAGNA. Io sto coi truffatori.

Perché a me questa democrazia non piace, il referendum consultivo ancor meno, gli sciocchi che vagheggiano di contare qualcosa e di essere necessari e importanti meno assai.

Dunque, le considerazioni politiche che limitano la individuale facoltà di esprimersi e di “incidere”, in quanto collettività (i Comuni di Cutigliano ed Abetone), davanti a ragionamenti politici “di spessore” (vedi Baldi e Niccolai) hanno il sopravvento, come una trafileria da metalli convertita in pomodori industriali, come quelli di Manes a Fornaci di Barga e prima ancora a Campotizzoro-Limestre, etc.

Diciamolo senza ironia: la presunzione e la prosopopea di qualche ciabattone male istruito e furbescamente indirizzato, rappresentano il marchio di fabbrica della fusione fra Cutigliano e Abetone.

Che l’operazione sia targata P[artito] D[isgraziato], è solo un dettaglio.

La sostanza, se il popolo lo vuole comprendere, è che si continua a percepire il gregge-popolo che si comanda (con qualche cane d’appoggio) come un qualcosa di deforme e facilmente plasmabile.

La fusione a freddo, e contraria ai voleri confliggenti dei Comuni di Abetone e Cutigliano, in un solo organismo municipale ne è la prova provata.

In questa disputa l’unico vincitore, che presenterà il conto, è il Sindaco di Cutigliano, Tommaso Braccesi.

Porte aperte a Gaia, gestore unico delle acque e alla politica di “Alta Montagna”, dove “se non nevica non si magna” ma anche dove i debiti miei saranno tuoi e i benefici (sempre tuoi) saranno miei.

Come dicevano i mai troppo compianti (!) comunisti: quel che è tuo è mio e quel che è mio è… mio.

Il Sindaco Danti è lo sconfitto senza appello e, se non andiamo errati, ha promesso di dimettersi in caso di fusione e, statene certi, lo farà, sempre che l’opposizione nel suo Comune, paradossalmente, non lo induca a desistere… E farebbe bene.

Chi ha perso veramente in tutta questa pantomima è il buon senso, la pazienza e la serietà di coloro che sono andati a esprimere il loro consenso o dissenso attraverso un voto che, comunque, è costato anche in termini monetari e ha confermato la “normale” interpretazione del volere popolare targata P[artito] D[isintegrato] che si può sintetizzare nel principio che il numero sovrasta la qualità e la qualità è contraria al numero: insomma, nihil sub sole novi!

Ma, adesso, vogliamo veramente contare “i condomini” pensanti che si recheranno a votare per il referendum consultivo, cioè che non serve a niente, in quel di San Marcello e Piteglio la prossima primavera?

Quanti di questi cittadini, tolto lo “zoccolo duro”, quello cioè che crede ancora che gli asini volino, si presteranno ad essere presi per i fondelli?

Sappiamo che i rapporti fra primi cittadini della Montagna, targati P[artito] D[esaparecidos] sono tutto fuorché idilliaci, così come sappiamo che l’incapacità attuale di questi signori, presi dalle loro personali beghe e cadreghe, non consente un’azione unitaria indirizzata al progresso del territorio; ce lo conferma la delega sulla forestazione, ex Comunità Montana, che la Sindaca Cormio ha accettato a termine (per sei mesi) come fosse un danno e non il suo contrario, per il territorio.

Centinaia e centinaia di migliaia di euro che potrebbero ritornare nella disponibilità del territorio montano e che vengono risospinti nel calderone della Regione per viltà politica e per piccole e miserabili lotte tribali. Su questo argomento torneremo, cifre alla mano.

Prima della primavera 2016, ovviamente, quando il “condominio” votante di San Marcello e Piteglio sarà democraticamente chiamato a esprimersi sulla fusione dei due Comuni. Se avete problemi sul “termine”, rivolgetevi a Vannino…

Un dubbio, però, ci assale: visto la figura “di cacca” democraticamente imposta agli elettori dei due Comuni di Alta Montagna (come si definiscono) Abeton-Cutiglion, non sarà che quelli della “bassa”, più intelligentemente eviteranno, non partecipando al voto, di essere ri-presi per i fondelli?

Intanto, come antipasto, Sindaca Cormio e Sindaco Marmo, chiedete subito al neo-fuso comune di Abeton-Cutiglion il pagamento, fra le altre cose…, per l’affitto dei cannoni spara-neve che sono anche vostri e che loro, gli Abetoni-Cutiglioni, stanno usando gratis come residuo della democratica e ottima gestione della Comunità Montana.

Sindaci della Montagna Bassa, cominciate anche voi a mettere le Manes in tasca (agli altri però)!

[Felice De Matteis]

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